La diffusione dei rapporti feudali. L'Inghilterra, il mediterraneo e le crociate – Riassunto di storia

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Stemma del regno di Gerusalemme
Stemma del regno di Gerusalemme
Mappa politica 1135 dei Regni crociati
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La diffusione dei rapporti feudali. L’Inghilterra, il mediterraneo e le crociate

I rapporti feudo-vassallatici ebbero la loro massima diffusione nei secoli XI-XII grazie ai cavalieri
normanni che avevano esportato il sistema feudale in luoghi dove non era stato applicato
precedentemente. I normanni poterono mantenere il territorio in maniera più salda rispetto ai franchi
in quanto al sistema feudale avevano aggiunto la tradizione militare vichinga e la loro fedeltà.
L’espansione territoriale normanna comunque non si concentrò sull’Inghilterra invece che sulla
Francia. I vichinghi già nel IX secolo avevano compiuto delle incursioni in Inghilterra senza riuscire a stabilire all’interno delle forme di dominazione.

Nei primi decenni dopo l’anno mille Canuto II creò un vasto impero comprendente l’Inghilterra che però si dissolse nel 1035. Solo con l’ascesa di William il conquistatore che sbarcò con un massiccio numero di cavalieri, importando cosi i costumi franchi in Inghilterra venne alla luce un regno unitario. I nuovi dominatori cercarono di rendere ben accetta alla popolazione la nuova classe dirigente, infatti lasciarono intatta la divisione del regno in contee affidate ad amministratori capaci detti sceriffi.

I cavalieri normanni vennero ricompensati con feudi e successivamente sottomessi al sovrano con obblighi ben definiti ai quali era possibile sottrarsi attraverso il pagamento di un’imposta sostitutiva. Venne istituita la camera dello scacchiere in cui due volte l’anno si riunivano gli sceriffi con quanto avevano raccolto.

William fece anche redigere il domesday book ovvero il catasto del regno. La monarchia inglese
crebbe verso la fine del XII secolo quando salì al trono Enrico II, con lui i domini della corona in
francia si ampliarono a dismisura. Enrico operò una costante pressione sulla monarchia francese.
Tentò anche di sottomettere la chiesa al suo controllo emanando nel 1164-1166 le costituzioni di
Clarendon, ma l’arcivescovo di Canterbury fece naufragare il progetto.

Mentre William portava a termine la conquista dell’Inghilterra un gruppo di cavalieri normanni erano impegnati da qualche
decennio nella conquista e nel consolidamento dell’Italia meridionale. I normanni al loro arrivo in
Italia si misero al servizio dei signori dei diversi ducati approfittando del particolarismo politico che
allora imperversava. Durante la loro permanenza in Italia vari capi normanni emersero ma quello
che fu l’artefice delle loro più grandi fortune fu Roberto il Guiscardo che dopo la sconfitta del
pontefice Leone IX nel 1053, ottenne perfezionando l’intesa tra chiesa e normanni e dopo aver
giurato fedeltà al nuovo pontefice, il titolo di Duca di Puglia. Guiscardo forte dell’investitura papale
parti alla conquista della Sicilia mussulmana che una volta conquistata cedette al fratello minore.

Dopo aver sottomesso tutto il mezzogiorno si lanciò alla conquista di Costantinopoli che però fallì a
causa di una rivolta di baroni pugliesi. Alla morte del Guiscardo, Ruggero II, si impose come
padrone della Sicilia pur scontrandosi con il papa Onorio II. Nel 1130 ottenne dall’antipapa
Anacleto II la corona di re di Sicilia. Il regno di Sicilia venne organizzato con un efficiente apparato
amministrativo, ereditato dalla precedente amministrazione araba. I sovrani normanni erano anche
al vertice di una piramide feudale, in questa piramide erano inseriti a livelli diversi i discendenti dei
vari conquistatori normanni. Il regno di Sicilia fu quindi l’espressione di stato feudale. I normanni
dell’Italia meridionale furono protagonisti di uno degli eventi più significativi del medioevo: le
crociate. L’origine di questo fenomeno si può richiamare al discorso di Urbano II che esortava
coloro che erano stati coinvolti nelle lotte fratricide durante la lotta per le investiture ad espiare i
loro peccati con un pellegrinaggio in terra santa.

Nella seconda metà dell’XI secolo l’Europa era
pervasa oltre che da una grande crescita, anche da sentimenti di ottimismo e di inquietudine
religiosa. Si moltiplicarono i pellegrinaggi e le mete stesse dei pellegrinaggi non erano più quelle
tradizionali. Gli arabi del resto avevano sempre garantito ai cristiani libertà religiosa ed autonomie
che i mussulmani in Europa non sognavano nemmeno. La componente religiosa era molto
importante in quanto i cavalieri che si diressero verso la terra santa erano spinti da un grande
sentimento religioso oltre che dallo spirito di avventura.

Nel 1096 a seguito della cosi detta crociata
dei poveri, papa Urbano II, per far cessare il fanatismo e le partenze indiscriminate si appellò alla
cristianità per la conquista della terra santa. A questo appello rispose il fior fiore della feudalità,
specialmente francese. I vari contingenti si concentrarono a Costantinopoli, dove l’imperatore
Alessio Comneno giudicando pericolosa la concentrazione di tale forza militare intorno alla città
fornì loro viveri ed armi in cambio della promessa di restituzione delle terre appartenute all’impero bizantino ed il riconoscimento di un’eventuale superiore autorità nata dalla vittoria dei franchi.

L’esercito si mosse nel 1097 tra varie difficoltà anche di natura interna, nonostante tutto nel 1099 si
giunse alla conquista di Gerusalemme cui seguì il massacro della popolazione ebraica e
mussulmana. La presa di Gerusalemme fu una vittoria tattica inaudita dato che le truppe crociate si
assottigliarono ad ogni presa di centri importanti anche perché i capi dei contingenti, desiderosi di
ritagliarsi un dominio personale si fermavano lasciando agli altri il compito di proseguire. Essi
erano territorialmente vassalli del regno di Gerusalemme, che venne affidato, a Goffredo di
Buglione che in segno di umiltà assunse il titolo di Avvocato del Santo Sepolcro. A lui successe
l’anno seguente il fratello Baldovino che assunse il titolo di Re.

Egli cercò di consolidare il suo
regno con la conquista della costa e la stretta dei legami con quei cavalieri che avevano rinunciato a
fare ritorno a casa a cui il sovrano aveva affidato de feudi. A questi si aggiungevano quelli che in
via temporanea giungevano in terra santa ed erano invogliati a rimanervi con la promessa di feudi.
Il sistema feudale non valse però a interrompere le faide interne alla nuova classe dominante. In tali
condizioni si rivelò prezioso l’aiuto degli ordini monastico-militari i cui membri oltre ai tradizionali
voti di castità, povertà ed obbedienza si impegnavano a combattere gli infedeli ed a difendere i
pellegrini e gli oppressi. Inoltre le città marinare insediarono delle vere e proprie colonie costiere
facendo proliferare il commercio con il regno di Gerusalemme.

La situazione cambiò agli inizi del
XII secolo grazie all’emiro di Mosul e Aleppo il quale esercitò una forte pressione sui crociati che si
dimostravano particolarmente impreparati, nel 1144 infatti cadde Edessa, dopo questo evento
Bernardo di chiaravalle organizzò una nuova crociata mobilitando i più potenti sovrani
dell’occidente: l’imperatore tedesco Corrado III, il re di Francia Luigi VII ed il re di Sicilia
Ruggero II.

Questi sovrani però perseguivano obiettivi diversi causando il completo fallimento
dell’iniziativa. La riscossa completa la ebbero i mussulmani con Salah-al-din il quale rendendosi
completamente indipendente da Baghdad creò un proprio sultanato. Nel 1187 sconfisse i franchi ad Hattin e tre mesi dopo conquistò Gerusalemme provocando una mobilitazione grandissima in
occidente. Questa volta scesero in campo Federico Barbarossa, Riccardo cuor di leone e Filippo
Augusto di Francia. Questi erano i protagonisti della scena politica europea. I risultati furono
nuovamente assai scarsi, Federico Barbarossa perse addirittura la vita durante l’attraversamento di
un fiume nel 1190. La terza crociata si concluse nel 1192 con risultati assai scarsi conquistati solo
da Riccardo cuor di leone.

Già da un anno era sul trono imperiale Enrico VI che era sposato con
Costanza d’Altavilla, ultima erede del re di Sicilia morto nel 1189. Il figlio illegittimo di Ruggero II
gli contestò il possesso del regno normanno ma ciò non impedì all’imperatore di impadronirsene.
Intravedendo i suoi progetti di espansione alcuni stati mussulmani insieme ai regni di cipro e
Gerusalemme gli omaggiarono tributi, ma i suoi ambiziosi progetti cessarono con la sua morte
avvenuta nel 1197. Visto che la morte dell’imperatore impediva ai cristiani in terra santa di
riconquistare una posizione di preminenza il pontefice Innocenzo III si fece promotore di una
grande crociata che si diede il duplice obiettivo di riconquistare Gerusalemme e di riportare la chiesa orientale sotto la chiesa di Roma.

Inoltre la posizione di Venezia all’interno del regno bizantino si stava facendo più invadente fino a volersi trasformare addirittura in una egemonia di tipo politico oltre che di tipo commerciale. L’occasione venne quando i crociati radunatosi nel 1202 a Venezia ottennero dal doge il trasporto gratuito in terra santa a patto che le truppe crociate si fermassero a Zara per aiutare i veneziani a riprenderne il controllo. Conquistata zara i capi crociati furono convinti dal doge a puntare direttamente alla conquista di Costantinopoli tanto più che il pretendente al trono, Alessio aveva promesso lauti compensi, partecipazione alla crociata e l’unificazione delle due chiese.

I crociati presero Costantinopoli nel 1203 mettendo Alessio sul trono che tuttavia non fu in grado di placare l’ostilità della popolazione e l’avversità nei confronti della chiesa di Roma. I crociati quindi assunsero direttamente il controllo saccheggiando Costantinopoli nel 1204, fondando l’impero latino d’oriente spartendosi vari feudi.

L’impero latino d’oriente si dimostrò subito una costruzione politica assai debole in quanto i sentimenti antioccidentali e antiromani finirono col diventare sempre più forti e finirono col far naufragare le speranze di Innocenzo III di riunificare la chiesa. Inoltre i genovesi erano desiderosi di ripristinare la situazione come era precedentemente alla quarta crociata e l’occasione avvenne nel 1264 quando Genova strinse un patto con Michele Paleologo che nello stesso anno salì al trono dando il via alla dinastia dei paleologi.

Le frontiere però erano sempre pressate dai nemici come turchi e serbi. Innocenzo III non si era rassegnato all’idea di unificare la chiesa e quindi poco prima di morire bandì la quinta crociata. La quinta crociata partì nel 1217 guidata dal re d’Ungheria, si concluse nel 1221 dopo una serie di inutili operazioni belliche sul delta del Nilo. L’ultimo sovrano ad essere un fautore delle crociate fu Luigi IX di Francia che guidò la sesta e la settima crociata. La prima iniziò nel 1248 e finì nel 1254 con la cattura del re e dell’esercito, la seconda finì nel 1270 ancora prima di partire a causa della peste che uccise lo stesso sovrano.

Con la morte di Luigi IX muore anche l’idea di crociata in quanto la crociata condotta da Federico II pur avendo riportato Gerusalemme in mano cristiana l’aveva privata delle proprie difese per un accordo col sultano locale.

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I templari abbandonano Gerusalemme
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