La crescita economica e demografica italiana dopo l'unità – riassunto

Economia italiana dopoguerra riassunto storia economica

Introduciamo uno sguardo d’insieme sulla popolazione italiana e sui redditi nel 1861-1981.

Il periodo di modernizzazione dell’Italia è iniziato dopo quello di molti altri paesi. Èdurato circa un secolo e si suddivide in 3 fasi:

  • Creazione della basi
  • Consolidamento (avvenuto durante le due guerre, perciò molto faticoso)
  • Fioritura (rapida)

 

Profilo demografico dell’Italia unita: la popolazione italiana si è poco più che raddopiata in 120 anni, poiché bassa natalità, consistenti flussi di emigrazione e speranza di vita alta.

L’Italia è diventata un paese industriale solo dopo la seconda guerra mondiale; esistevano però 3 regioni già notevolmente industrializzate nel 1911: Piemonte, Liguria, Lombardia (triangolo industriale). Nel dopoguerra molte altre regioni, in seguito, si industrializzarono.

Nel 1981 il Sud risulta ancora molto indietro seppure ci siano regioni che sono passate da un’agricoltura di sussistenza ad una delle strutture economiche agricole più diversificate in appena trent’anni. Queste trasformazioni si riscontrano nella caduta dell’occupazione aricola e nella contemporanea ascesa dell’occupazione nell’industria e nei servizi.

L’evoluzione nella concentrazione di manodopera vede da un lato una forte contrazione di manodopera nei settori tessili e nelle industrie alimentari, dall’altro un fortissimo aumento di tale occupazione nella meccanica, metallurgia e chimica.

La crescita dei redditi degli italiani: la si riscontra poiché si ha una maggiore capacità di produrre beni di consumo e di investimento per cui ciò comporta appunto un aumento progressivo dei redditi individuali e perciò anche del potere d’acquisto (il reddito nazionale italiano appare cresciuto di quai 19 volte tra il 1961 e il 1988, mentre il reddito pro-capite è aumentato di circa 8 volte).

La crescita dell’industria risulta più chiaramente delineata già dagli anni 30 denunciando una notevole sotto-occupazione e bassa produttività in agricoltura. Si riscontra anche un grosso aumento dei redditi nei servizi, e una tendenza continua all’aumento degli investimenti e delle esportazioni.

Per far emergere più chiaramente ilgrosso divario tra le regioni, adottiamo la suddivisione delle “tre italie”:

a) Il decollo del triangolo industriale evidente fino agli anni della ricostruzione;

b) Il nord-est-centro rimane in una posizione intermedia migliorando rispetto al nord-ovest solo dopo il 1951

c) La posizione del sud peggiora fino al 1951 con qualche miglioramento negli anni 60-70, che verranno quasi del tutto perduti negli ultii anni 80′.

Gli squilibri regionali e il dualismo nord-sud dell’Italia, quindi, costituiscono da sempre una caratteristica  strutturale dell’Italia, complicta ulteriormente anche da diversità socio-culturali.

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