La consapevolezza. Strage di Parigi: 13 novembre 2015. Articolo d’opinione.

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Parigi 13 novembre simbolo pace

Spendendo il mio tempo su Facebook (Ammetto che sta diventando un modo davvero malsano di passare il tempo), mi rendo conto di quanto la disinformazione e l’ipocrisia dilaghino. Non solo in merito all’attacco parigino del 13 novembre, ma anche riguardo la quotidianità e le tante informazioni che erroneamente accogliamo, non indagando mai dietro quel che ci appare, da bravi italiani medi.

Dopo questa premessa, forse anche troppo cruda, piacerebbe anche a me dire la mia sull’avvenimento francese che rimpinza quotidiani e telegiornali.

Il 14 mattina, appena sveglia, ho letto con ansia il post di un noto “politico” italiano, delle 23.40, che come volevasi dimostrare, conteneva la frase cult del politico che salverà l’Italia anche dallo spegnimento del sole: ” chiudiamo le frontiere”, con l’omissione per la prima volta della parola “Ruspa”, in un suo post.

(E qui bisogna riconoscere il progresso onorevole).

E qui la prima fitta di dolore della giornata. Il nostro bel milanesetto, dalla poltrona di casa, non ha perso l’occasione attesa e desiderata di fare il demagogo della situazione e per cercare consensi. ( Tattica studiata nelle notti insonni, a cui veniva alternata la lettura del manuale educativo sul l’uso e la costruzione di una ruspa)

Poi, andandomi ad informare, leggendo articoli di testate importanti, come ANSA, LA REPUBBLICA, IL CORRIERE (Perche ci si deve informare e non si può fare il copia e incolla della frase di qualche ben noto sulla propria bacheca, non sapendo neanche cosa sia successo e cosa significhi letteralmente ‘ chiudiamo le frontiere’) ho elaborato un mio pensiero che a quanto pare è condiviso da pochi. Ma non è questo ad interessarmi.

Esprimendo il mio rammarico e la mia tristezza per gli sfortunati civili che hanno perso la vita iniquamente, vorrei anche esprimere la mia rabbia derivante dalla tanta ipocrisia di questo nostro squallido sistema. Oggi è giusto essere Parigi, pregare per Parigi e accendere lumini, è innegabile, come sarebbe però, altrettanto indiscutibilmente leggittimo pregare ogni giorno per le vittime che il capitalismo, provoca e ha provocato, giorno dopo giorno nei paesi islamici ( Sarebbe giusto pregare anche per la Siria, l’Iraq e tutti gli altri stati logorati dall’occidentalismo sfrenato, legato al guadagno e alla ricchezza o per i paesi Africani, distrutti dalle incursioni Francesi, Inglesi etc, grazie alle loro estrazioni di diamanti), punto primo.

Punto secondo.

Notiamo in molti ( o forse in pochi, perche molti non osservano, non cercano di comprendere a fondo le faccende, ma solo di ergersi.) che gli attentatori ( anche quelli di Charlie Hebdo) sono nati e cresciuti nei nostri paesi occidentalizzati? E non provengono dal Marocco o dalla Turchia o da altri paesi islamici? .

Io l’ho notato. E perché secondo voi? (Questa risposta la lascio formulare a voi, cosi da allenare anche un pochino le vostre menti a ragionare, fino a capire la pusillanimità delle persone come certi “politici italiani”.)

Punto terzo.

Quanto siamo riusciti a migliorare le nostre vite, grazie al petrolio?( Mi permetto di ricordarvi che non è un’ invenzione statunitense o italiana, che non è propio un’ invenzione e che non si trova in maniera sufficiente nei suoli della nostra bella Europa o della nostra bella America)

Ritornando alla domanda, la mia risposta è: tanto. E questo petrolio da dove proviene? Dai suoli dei paesi islamici, che noi “bravi occidentali” abbiamo straziato, lacerato, logorato, distrutto e manipolato per i nostri squallidi interessi economici?

Giusto.

La guerra lì, l’abbiamo portata noi. ( Non abbiamo fatto circa 200 morti, vi invito a ricercare le cifre)

Questa è la loro risposta, sbagliatissima ovviamente, ma plausibile, al nostro capitalismo, alla nostra avidità di potere e alla nostra razzia nelle loro terre.

Dobbiamo accettarla, purtroppo, anche se è scorretta e triste.

Punto quarto.

Qualcuno dal forte “accento” padano dice ” Aiutiamo Putin e la Russia a combattere l’Isis”.

Certo. La guerra si combatte con la guerra.

Certo. Occhio per occhio dente per dente.

Certo. Il mondo ha bisogno di nuove morti.

( Vi ricordo due nomi e ognuno tragga le proprie conclusioni: Gandhi e Mandela)

Punto quinto.

È in atto una guerra di religione. Certo, come no.

Ancora non capite che la religione è il pretesto che ha sempre fatto da sfondo, per raggiungere i propri interessi?

Il baluardo che cela le vere finalità? (certo se non analizzate le situazioni, è difficile capirlo)

Non ricordate le crociate? Erano guerre di religione o di interessi socio-politici- economici?

Io opto per la seconda. La storia si perpetua nel tempo.

 

Dopo questo lungo e interminabile post, comunque, è giusto esprimere il mio dispiacre e rincrescimento per le vittime innocenti di questo spietato affare economico.

Ps. Vi ricordo che se non si hanno argomentazioni per sostenere le proprie tesi, in merito a questi sconvolgenti avvenimenti, il silenzio è la miglior cosa, più proficua e rispettosa.

  • Asia Tamburrini
   
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