La cellula di Onodi, i polipi antro-coanali e la terapia delle patologie rinosinusali

Anatomo-fisiologia del naso - appunti università

I quadri di poliposi nasale: si tratta di tessuto ipodenso bilaterale, quasi sempre, e simmetrico.

La cellula di Onodi, che è l’ultima cellula dell’etmoide posteriore, si estende e va supero-lateralmente allo sfenoide. Questa cellula è importante perché, se con l’endoscopio arriviamo in cavità nasale, potremmo pensare di essere in sfenoide ma in realtà no, siamo in etmoide e quando esiste una cellula di Onodi, al suo interno passa il nervo ottico, quindi potremmo pensare di essere in libertà, ma in realtà potremmo tranciare il nervo ottico, il paziente può diventare cieco e potrebbe denunciarvi.
Polipi antro-coanali: la maggior parte dei polipi è bilaterale, però ci sono casi, come appunto i polipi antro-coanali, in cui l’estroflessione di mucosa può essere monolaterale e in particolare va verso la coana ed origina dal seno mascellare aggettandosi nella cavità nasale posteriormente tramite l’ostio del seno mascellare. Se il medico ha esperienza, riconosce subito questo tipo di polipo all’endoscopia, altrimenti fa fare una risonanza magnetica con mezzo di contrasto per escludere eventuali neoplasie.
Infine la terapia delle patologie rinosinusali  è sempre, in primo luogo,
1) medica, anche nel caso di poliposi, tranne nel caso in cui questa sia massiva e si associ a facies di wox (?), che è una facies finale che si associa a poliposi grave. Ma oggi questa facies è rarissima, perché il paziente si controlla in maniera accurata. In alcuni casi si può ottenere una regressione parziale o completa della poliposi nasale. Si utilizzano per lo più cortisonici topici (da usare in continuità) e sistemici (a cicli). Talora si associano antibiotici per le complicanze sinusitiche.
2)Intervento chirurgico: ha indicazione nei casi in cui la terapia medica non abbia risolto il problema o se, per altri problemi, non può essere usato il cortisone.
3)Astensione terapeutica: in questo caso i disturbi respiratori persistono nel tempo associati a disturbi dell’olfatto, cefalea, secrezioni mucose o mucopurulente, possibili apnee notturne e asma bronchiale.

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