La caduta di Villa di Chiesa (1324 d.C.) – la resa della città pisana dopo l'assedio

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La caduta di Villa di Chiesa avvenne ad opera delle forze congiunte catalano-aragonesi e arborensi.

La città pisana dopo un lungo assedio (durato dalla fine di giugno/inizi luglio dell’anno precedente) il 7 febbraio 1324, ormai stremata dalla fame e dalle epidemie e non supportata da adeguati rinforzi militari, dovette arrendersi alle preponderanti forze avversarie. L’Infante Alfonso poteva pertanto, come riferiva compiaciuto il presente Giudice Ugone a Re Giacomo d’Aragona, fare la sua entrata trionfale nella città e, riconoscendo il valore dei difensori, concesse ai pisani di poter lasciare la città con i propri averi.

All’assedio parteicparono anche anche i Doria e i Malaspina che ebbero, entrambe le famiglie così come Ugone, riconfermati dal sovrano i propri possedimenti sardi.

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