La bellezza per Anthony Ashley-Cooper: schema di filosofia

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Shaftesbury (Anthony Ashley-Cooper) scrive tra fine 600 e inizio 700. è un filosofo molto particolare. Nasce nel 1671 e muore nel 1713. Le date porterebbero a pensare che sia stato un empirista. In parte lo è perché è stato allievo di Locke, però Shaftesbury ha altre tendenze. È in realtà un filosofo neoplatonico. Appartiene alla scuola di Cambridge, una tendenza neoplatonica che voleva contrastare la corrente materialista di Hobbes. Considerando che le idee non vengono dalla realtà sensibile ma sono invece innate, messe nella nostra anima da dio. La scuola di Cambridge si contrappone alla predominante filosofia empirista dell’epoca dominante in Gran Bretagna. Vedi Kant è costante il confronto con Hume. La particolarità di Shaft. È quella di essere un neoplatonico formatosi però nell’empirismo.

Anthony Ashley-Cooper ha un’altra caratteristica. È un aristocratico che potremmo definire democratico. E’ passato attraverso l’esperienza della rivoluzione inglese (1688, Cromwell) che porta alla restaurazione della monarchia, ma che lascia il segno. Shaft è un tipico esponente di questa aristocrazia nobiliare. Lo si ricorda per uno scritto del 1708 “lettera sull’entusiasmo” in cui dà una grande prova della sua tolleranza politica. A quel tempo erano sbarcati i reduci ugonotti, con idee molto totalitarie e radicali. In questo pamphlet Shaftesbury dice che l’unico modo per contrastare il fanatismo è il riso, arma principale della tolleranza. Alla fine di questo pamphlet Shaft parla però dell’entusiasmo. Parola greca: colui che è invasato da dio. Quindi l’entusiasmo è lo stesso che l’essere posseduti dal dio. Shaftesbury condanna quindi il fanatismo salvo poi concedere il fatto che l’entusiasmo possa avere anche un risvolto positivo. Perfino dell’entusiasmo quindi si può dare una valutazione positiva La filosofia inglese unisce empirismo e neoplatonismo. Nel 1709, dialogo “i moralisti”di Anthony Ashley-Cooper.

Ha grande influenza anche su Leibniz, nei suoi saggi di teodicea. Nel 1745 quest’opera viene tradotta in tedesco e avrà ampia diffusione. È un dialogo costruito sul modello di quello di Platone. Protagonisti: qualcuno e Teocle. Dice Teocle: il senso dell’ordine e proporzione sono le cose più radicate nella nostra anima. Se il mondo poggia sulla bellezza, essa non può non essere evidente quindi esistono dei criteri questi criteri sono il senso dell’ordine e della proporzione. La parola senso deriva da Locke: senso vuol dire idea come impressione ricevuta attraverso i sensi. Non è innata, è la sensazione interiore. Shaft qui usa in senso neoplatonico un concetto di derivazione empiristica.

La definizione di bellezza per Anthony Ashley-Cooper è allora: ciò che è bello deve essere costruito secondo un fine secondo lo stesso rapporto che lega parti e tutto quindi alla fine per Shaftesbury bello è il tutto.
La massima fondamentale di Anthony Ashley-Cooper è “tutta la bellezza è verità” perché il tutto della natura è bello, perché è di per sé vero.

   
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