L’ ANTROPOLOGIA SOCIALE IN GRAN BRETAGNA – IX e XX secolo – riassunto

Antropologia culturale un approcio per problemi riassunto del libro_<<< Torna al menù dei riassunti del libro

A cavallo tra IX e XX secolo in Gran Bretagna si ha un maggiore interesse per gli approcci diffusionisti. La nuova generazione di etnologi proviene da studi di scienze naturali e ciò si riflette nella rilevanza che accordano alla ricerca empirica. Tra gli studiosi più importanti che effettuarono ricerche sul campo emerge William Rivers che partecipò ad una missione scientifica che aveva lo scopo di raccogliere dati etnografici nelle aree costiere degli stretti di Torres. Si fa strada l’idea che chi compie ricerche sul campo di carattere etnologico debba avere una formazione specialistica. Rivers parla di lavoro intensivo, che si caratterizza per il fatto che il ricercatore vive per un anno o più presso la comunità che studia in maniera dettagliata in tutti i suoi aspetti.

Si tratta di indicazioni simili a quelle fornite da Bronislaw Malinowski in Argonauti del Pacifico occidentale (1922), frutto di una lunga ricerca sul campo nelle Trobriand. In Argonauti Malinowski analizza il sistema di scambio kula. (Il kula è uno scambio di collane e braccialetti di conchiglie rosse o bianche che si muovono le une in senso orario gli altri in senso antiorario nelle isole Trobriand compiendo un circolo e tornando al punto di partenza. Si tratta di uno scambio di ordine simbolico dal valore incommensurabile. Una volta entrati nel circolo non si può uscire, “una volta nel kula, per sempre nel kula” dicono i Trobriandesi. Parallelamente al kula si svolge il gimwali, un commercio vero e proprio. Questo sistema di transazioni mette in moto una grande macchina organizzativa. I beni vengono trasportati con canoe accuratamente scolpite e dipinte, specificamente deputate al kula. Tutta la comunità concorre alla realizzazione dell’ evento. Il destinatario non può trattenere gli oggetti oltre un certo tempo per non scatenare lo hau, una forza impersonale che diventerebbe negativa e si rivolterebbe contro chi ha trattenuto gli oggetti oltre il tempo previsto. Quest’ ultima è la spiegazione che gli attori sociali danno, ma Claude Levi-Strauss rimprovera a Mauss di essersi fermato a livello della spiegazione consapevole che gli stessi attori sociali si danno. Secondo l’ antropologo strutturalista, infatti, lo hau altro non è che la ragione cosciente sotto al quale gli uomini hanno colto una necessità la cui ragione sta altrove. Questa ragione, dice Levi-Strauss, è un principio fondativo dell’ ordine sociale, un principio di reciprocità di ordine strutturale immediatamente dato. Questo discorso si lega alla questione della proibizione dell’ incesto, che Levi-Strauss riconduce al sociale portando così a compimento al massimo grado la riflessione della sociologia classica francese. La proibizione dell’ incesto riguarda tutti i gruppi umani di tutti i tempi e tutti i luoghi, per questo motivo potremmo collocarla a livello della natura. Tuttavia è una regola per cui afferisce all’ ambito della cultura. La proibizione dell’ incesto ha consentito il passaggio dalla natura alla cultura. Risponde al principio di reciprocità come principio strutturale immediatamente dato che sta alla base dello scambio di beni, di donne e di parole, che garantisce alla società di sopravvivere. Così lo hau costituisce la ragione dello scambio. Il dono sta alla base del sociale.)

Secondo Malinowski, che in questo è simile a Rivers, il lavoro di ricerca sul campo deve consistere in un soggiorno prolungato e isolato dal contatto da altri bianchi presso la popolazione di cui si deve studiare la cultura e di cui si deve conoscere la lingua locale. Per mezzo dell’osservazione partecipante il ricercatore doveva scoprire lo scheletro della vita tribale, annotare in un taccuino gli imponderabili della vita reale e costituire un corpus documentario delle espressioni idiomatiche e dei discorsi formalizzati. Nella documentazione di tutti questi aspetti era essenziale cogliere il punto di vista del nativo. Malinowski inoltre consiglia di studiare i diversi aspetti della cultura tribale nella loro interconnessione. Malinowski diede il nome di funzionalismo al suo orientamento teorico e alla sua teoria scientifica della cultura, secondo la quale essa doveva essere considerata un grande apparato strumentale, i cui organi erano le istituzioni e la cui funzione era il soddisfacimento più efficiente dei bisogni fondamentali degli individui.

Dopo la sua morte, la moglie di Malinowski pubblicò il diario privato dell’antropologo da cui emergeva un immagine di sé e del metodo etnografico diversa da quella presentata in Argonauti. Malinowski vi manifestava sentimenti di insofferenza verso i nativi dissonanti rispetto a l’empatia di cui parlava nelle sue pubblicazioni scientifiche. Inoltre, riferiva di avere rapporti con gli altri europei residenti nelle isole.

Alfred Radcliffe- Brown formula un nuovo quadro teorico: il cosiddetto struttural-funzionalismo.

Al di la delle notevoli differenze, gli approcci teorici di Malinowski e Radcliffe-Brown possono essere definiti funzionalisti poiché condividono l’idea che tra i costumi, le credenze e le istituzioni di una popolazione esistano delle correlazioni funzionali, ossia un interdipendenza sistematica.

Radcliffe- Brown dedica dei saggi ai rapporti di parentela, da cui emerge l’idea chiave secondo cui la terminologia di parentela e l’insieme di diritti, doveri e atteggiamenti connessi a specifici ruoli parentali, formano un sistema integrato in base ad alcuni principi strutturali.

Radcliffe-Brown e alcuni suoi allievi delinearono la teoria della discendenza, che caratterizzò l’antropologia sociale britannica. Secondo questa teoria l’organizzazione del sociale passa attraverso le modalità di reclutamento dei parenti, per cui se voglio conoscere il funzionamento del sociale è necessario che guardi come i gruppi si organizzano. Levi-Strauss, invece, guarda ai sistemi di parentela in termini di teorie dell’alleanza, a partire dalle analisi di Mauss.

Edward E. Evans-Pritchard capisce che c’è un certo rapporto tra il sistema di appellativi e il sistema di atteggiamenti.

Nel 1940 lo studioso pubblicò una monografia su I Nuer, una popolazione del Sud del Sudan, che l’ autore descrisse come un modello di società “segmentaria”, in cui non vi era nessun potere centralizzato e i gruppi definivano la loro coesione e la loro contrapposizione in base ad un principio di “distanza strutturale” tra i “segmenti” in cui la tribù si suddivideva.

Edmund Leach e Max Gluckman, che può essere considerato il fondatore della Scuola di Manchester, criticarono l’ assunto funzionalista secondo cui le società sono “sistemi chiusi” normalmente osservabili in una situazione di “equilibrio” e di “stabilità strutturale”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*