Jessie Jordan: la parrucchiera scozzese spia dell’Abwher tedesco (seconda guerra mondiale)

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Jessie Jordan (23 dicembre 1887 – 1954) era una parrucchiera scozzese che fu dichiarata colpevole di spionaggio in favore dell’Abwehr tedesco alla vigilia della seconda guerra mondiale. Si era risposata dopo che il marito tedesco era morto combattendo per la Germania, prima di diventare una spia in Scozia. Fu imprigionata e fu deportata in Germania dopo la fine della guerra.

  • Nazionalità: scozzese
  • Tipo di spionaggio: spia tedesca

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Jordan nacque a Glasgow, in Scozia, nel 1887, figlia di Elizabeth Wallace, una domestica non sposata. Più tardi nella sua vita, Jordan avrebbe affermato che suo padre, William Ferguson, aveva abbandonato sua madre per andare in America, ma sul suo certificato di nascita non c’era un nome. Sua madre sposò il vedovo John Haddow, con il quale ebbe altri cinque figli. Per un periodo, Jessie visse con sua madre e il patrigno a Lanark e poi a Perth. Con il censimento del 1901, aveva adottato il cognome del patrigno, Haddow. All’età di 16 anni, scappò di casa e trovò lavoro come cameriera in un certo numero di città in Scozia e in Inghilterra. Nel 1907 incontrò un cameriere tedesco, Frederick Jordan, che avrebbe sposato nel 1912. Jessie visse in Germania quasi esclusivamente fino al 1937, diventando una cittadina tedesca tramite il matrimonio. Tornò a Perth brevemente nel 1919, dopo che suo marito fu ucciso sul fronte occidentale nel 1918. Nel 1920 tornò in Germania, dove sposò il cugino di suo marito, Baur Bamgarten.  Nel 1937 il matrimonio finì con un divorzio, e quello fu il momento in cui tornò in Scozia.

Jordan aveva due figli: un figlio, Werner Tillkes; e una figlia, Marga. Diverse cause sono state attribuite alla decisione di Jordan di tornare in Scozia. Il suo matrimonio era fallito e lei si considerava una “figlia indesiderata” della Scozia e della Germania; inoltre come il suo legale avrebbe affermato durante il processo, “il nome di Jordan aveva in Germania un significato ebraico”. Nel suo articolo del 2014 su Jordan, Rhodri Jeffreys-Jones ha notato che il business dell’acconciatura di Jordan ad Amburgo stava soffrendo a causa della predominanza di clienti ebrei. L’implementazione del nuovo ordine nazista sicuramente fu un altro fattore che contribuì senz’altro al ritorno di Jordan in Scozia: quando sua figlia Marga tentatò di tornare alla sua carriera di attore venne richiesta dalle autorità tedesche la prova di una discesa “ariana” da parte di sua madre. Nel luglio del 1937, Jordan disse al dipartimento di registrazione degli stranieri della polizia di Glasgow che sarebbe tornata in Scozia per riconnettersi con la sua famiglia e trovare prove della sua discendenza ariana.

Tornata in Scozia, Jordan aprì un negozio come parrucchiera a Dundee, spendendo una notevole quantità di denaro per ristrutturare la sua nuova sede.  A quel tempo era già stata reclutata dall’Abwehr come spia tedesca.

Le motivazioni per cui entrò a far parte dello spionaggio tedesco durante la seconda guerra mondiale sono state oggetto di molte discussioni; una motivazione suggerita è stata il legame della Germania come sua patria adottiva: Jordan affermò che ritornata in Scozia, dopo aver passato tanti anni in Germania, non parlava più fluentemente l’inglese, tuttavia affermò in seguito che le era stato ordinato di spiare per la Germania, e che “non aveva alcuna passione per nessun paese”. Altre motivazioni possibili furono probabilmente il denaro ed i ricatti a cui potrebbe essere stata soggetta. Riferendosi al suo processo.

Non sembra che la signora Jordan abbia spiato per amore della Germania o per odio della Gran Bretagna, o addirittura per il desiderio di fare soldi. Apparentemente è stata scelta come uno strumento da agenti consapevoli della sua storia personale, e in grado di metterla sotto una sorta di pressione per farle fare ciò che volevano.

La posizione di Jordan come spia è stata ritenuta da un interrogatore dell’MI5 come quella di una principiante. La sua attività di parrucchiera divenne quella che l’MI5 chiamava una “cassetta delle lettere”: gli agenti tedeschi già stabiliti negli Stati Uniti vi inviavano pacchi e lettere; Jordan semplicemente pare li inoltrasse agli agenti ad Amsterdam, e da lì le informazioni sarebbero state inviato al quartier generale dell’Abwehr tedesco. C’è da dire comunque che Jordan è stata trovata in possesso di mappe della Scozia e dell’Inghilterra settentrionale contrassegnate con la posizione di importanti siti militari. Durante il processo Jordan affermò che stava solo confermando informazioni che le autorità tedesche stesse avevano già raccolto.

Le attività di Jordan come spia tedesca nel Regno Unito sono state scoperte quando un addetta alle pulizie impiegata nel salone, Mary Curran, trovò le mappe nel negozio, portandole alla polizia di Dundee, e da lì all’MI5. Sebbene l’MI5 stesse già monitorando Jordan, stranamente non era a conoscenza del negozio di Dundee. Come risultato del rapporto di Curran venne recuperata la sua posta, che indicava, tra le altre cose, un complotto per assassinare un colonnello dell’esercito degli Stati Uniti.

Il 2 marzo 1938, Jessie Jordan fu arrestata e venne dichiarata colpevole di spionaggio nel maggio del 1939 venendo condannata a quattro anni di prigione.

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Bibliografia e fonti su questa spia della seconda guerra mondiale

  • The biographical dictionary of Scottish women : from the earliest times to 2004
  • Jessie Jordan: A Rejected Scot who Spied for Germany and Hastened America’s Flight from Neutrality
  • The second oldest profession : spies and spying in the twentieth century
   
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