Introduzione alla Teoria dei Giochi e strategia aziendale

 

Personale rielaborazione delle parti salienti dell’articolo An introduction to Game Theory and Business Strategy dell’Università di Rochester che potete, previa registrazione, leggere integralmente qui su onlinelibrary.wiley.com

La teoria dei giochi fornisce un set di strumenti per i manager da utilizzare quando prendono in considerazione le risposte dei rivali alle decisioni prese. Nella teoria dei giochi si ha quindi un’interazione strategica tramite cui utilizzare tali strumenti al fine di impostare la propria strategia. I partecipanti sono assunti come razionali, dove ciascuno prova ad anticipare le probabili mosse e reazioni dei suoi avversari.

Occorre mettersi innanzitutto nei panni dei propri rivali (ciò rappresenta prendere decisioni in ambito manageriale). Le azioni sono auto-interessate. Viene generata una relazione circolare tra azione/reazione probabile di ambo le parti interessate.

Mosse simultanee: i rivali possono prendere decisioni senza conoscere le scelte prese dai loro concorrenti.
Mossa non ripetuta: si presume che l’interazione avvenga una sola volta.
Strategia dominante: strategia ottimale per un’impresa a prescindere da quello che fa il rivale; la cooperazione è più probabile in ambito di mosse ripetute (anche senza collusione o comunicazione esplicita).

Equilibrio di Nash
Le imprese non hanno sempre strategie dominanti. Quando queste ultime esistono, un equilibrio di Nash è un set di strategie (o azioni) in cui ciascuna impresa fa la scelta migliore, tenendo conto delle azioni dei rivali. Un tale equilibrio non rappresenta necessariamente gli outcomes che massimizzano i payoff dei giocatori. Possono esserci più equilibri di Nash e in tali situazioni nessuna impresa ha incentivi a scegliere altre azioni.
Quando invece esistono strategie dominanti, ci sono forti incentivi a sceglierle senza avere riguardo di quello che fanno gli altri giocatori. E’ facilmente prevedibile che i rivali sceglieranno le proprie strategie dominanti. Al contrario, con un equilibrio di Nash, la propria migliore scelta è contingente a quello che ci si aspetta faccia il proprio rivale. E’ di probabile utilizzo in caso di informazioni sui payoffs dei rivali e nel caso in cui questi ultimi abbiano esperienza in simili problemi strategici. (Guarda come calcolare l’equilibrio di Nash >>> )

Strategie miste
Strategia pura: le imprese scelgono una specifica azione. Qualche volta si può randomizzare: per esempio scegliere un’azione X con probabilità P e un’altra, Y, con probabilità (1-P), generando una strategia imprevedibile grazie agli elementi di sorpresa così da dar vita alla strategia mista. Nell’equilibrio di Nash delle strategie miste nessuna impresa ha incentivo a cambiare, data la strategia dell’altra impresa. Come da definizione, non c’è un equilibrio se entrambe le imprese hanno incentivo a cambiare le proprie scelte.

Interazioni sequenziali
Si ha una relazione tra le decisioni sequenziali e le mosse simultanee, ogni sequenza di azioni genera outcomes corrispondenti. Le alternative di scelta del giocatore 2 dipendono dalla scelta iniziale fatta dal giocatore 1. Alla fine di tale sequenza di scelte otteniamo i payoffs finali, legati alla sequenza di scelte fatte dalle due imprese.

Backward induction: ragionamento all’indietro
Strategia di equilibrio in un’interazione sequenziale strategica: sequenza delle migliori azioni, prese nei corrispondenti nodi della forma estesa. Ancora una volta l’equilibrio di Nash si ha quando nessuna delle due imprese vuole cambiare strategia data quella dell’altra impresa.

Vantaggio da prima mossa: chi muove per primo, godendo di tale vantaggio, ottiene profitti più alti rispetto a chi muove per secondo.
Hanno comunque rilevanza sia l’ordine delle mosse nelle situazioni strategiche, sia il fatto che l’outcome dipenda da chi muove per primo.
Chi effettua la mossa per primo, non ha sempre un vantaggio strategico: in qualche situazione il vantaggio è invece di chi la effettua per secondo (ad esempio un’impresa che copia le innovazioni di prodotto dell’impresa pioniera).
Perchè una mossa strategica sia credibile è necessario un sufficiente impegno che convinca il rivale a cambiare le sue credenze (sulle mosse dell’avversario). Le chiacchere (gli annunci) stanno a zero. Un impegno che rappresenta una minaccia credibile è per esempio un contratto siglato che sia dispendioso economicamente da rinegoziare; non lo è un semplice annuncio di una futura azione pianificata.

Interazione strategica ripetuta
Con l’interazione ripetuta c’è da considerare più dei soli payoffs di breve periodo. Chi prende le decisioni deve considerare i potenziali benefici dell’instaurare una relazione cooperativa di lungo termine.
La cooperazione fa crescere gli outcomes: nel lungo termine i guadagni sono più elevati cooperando rispetto a quelli ottenuti nel breve termine non cooperando.

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