Illuminismo schema riassuntivo epoca dei lumi con mappe concettuali

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L’illuminismo fu un movimento politico, sociale, culturale e filosofico sviluppatosi intorno al XVIII secolo in Europa. Nacque in Inghilterra, ma ebbe il suo massimo sviluppo in Francia, poi in tutta Europa e raggiunse anche l’America.

Il termine illuminismo è passato a significare genericamente qualunque forma di pensiero che voglia “illuminare” la mente degli uomini, ottenebrata dall’ignoranza e dalla superstizione, servendosi della critica della ragione e dell’apporto della scienza.

Uno dei pensatori che collegò bene il pensiero illuminista alla futura Rivoluzione Francese è stato Immanuel Kant, con la seguente definizione: Illuminismo = uscita dell’uomo dallo stato di minorità (inferiorità) che deve imputare a sé stesso; minorità è l’incapacità di sfruttare il proprio intelletto quando la causa deriva dalla mancanza di volontà/coraggio di utilizzarlo e non da quella di non averlo. Nascita della cosiddetta opinione pubblica.

La definizione illuministica della ragione è ormai lontana da quella classica prevalentemente contemplativa. Ora è concepita come funzionale e operativa: la sua validità cioè è dimostrata dai risultati pratici che essa consegue: la razionalità è valida se è in grado di spiegare e ordinare i fatti in base a leggi di ordine razionale. Ragione, natura, spontaneità coincidono nella visione illuministica nella convinzione che la natura stessa abbia dotato ogni uomo della istintiva capacità di comprendere che lo rende uguale a tutti gli altri a condizione che esso sia liberato dalla corruzione della superstizione e dell’ignoranza. L’uomo, liberato dalle incrostazioni del potere, userà correttamente e spontaneamente, (come secondo gli illuministi dimostrerebbe il comportamento naturale del cosiddetto “buon selvaggio”) la sua ragione per procedere alla costruzione di uno Stato in cui le leggi, non più tiranniche, si fondino sul rispetto dei diritti naturali.

L’Europa si ribella ad una suddivisione della società che deriva dal Medioevo, dall’età feudale. Chi combatteva (aristocratici), chi pregava (clero) e chi lavorava (il popolo).

Iniziano a comparire i primi mercanti, banchieri, commercianti: nasce il ceto borghese. Questo ceto imprenditoriale vorrebbe avere potere decisionale, ma in una monarchia questo non è possibile, dato che tutte le decisioni vengono prese dal re, dagli aristocratici e dal clero. La Francia sociale la classe più scontenta sono i borghesi (i notai, i medici, gli avvocati, etc). Cosa muove il popolo per prendere d’assalto La Bastiglia il 14 luglio e andare a rischiare la morte contro i soldati armati? Solo per aver letto Rousseau, Montesquieu, etc.? No, il motivo scatenante fu la fame, generata in seguito a 2 anni di cattivi raccolti. La farina per produrre il pane (seppur sempre pane di infima qualità, pane nero e non bianco come quello degli aristocratici) aumenta di costo e quindi anche il prezzo del pane inizia a salire.

Il re vorrebbe imporre nuove tasse e il terzo stato incontra quindi la scintilla che fa scatenare la popolazione. Il potere finisce in mano di un gruppo di persone (che venivano da famiglie borghesi) che cercano di far abdicare il re; quest’ultimo, invece di concedere la monarchia costituzionale, scappa da altre nazioni e quindi una volta trovato non è più il padre della nazione, ma un traditore. Viene quindi catturato e messo alla ghigliottina insieme alla moglie Maria Antonietta. Uccidere il re, e specialmente il re di Francia che era il più prestigioso nel continente europeo, era un atto terribile. I re francesi sin dal Medioevo avevano creato una leggenda: di essere dei re taumaturghi, di essere capaci di guarire le persone con il tocco della propria mano → il popolo in questo modo lo adorava (o ne aveva timore) ancor di più La Francia diventa quindi una repubblica. La Francia sarà d’ora in poi in costante conflitto con altri paesi europei, per 2 motivi: 1) i re europei iniziano a temere di poter subire lo stesso trattamento. La repubblica è una sfida ad un ordine di società e di concezione del mondo che vige da secoli in tutto il mondo e quindi va stroncata sul nascere. 2) Napoleone è un figlio della rivoluzione, ma è anche un conquistatore → la Francia di Napoleone mira a stabilire un’egemonia nell’Europa, per creare tanti stati vassalli.

La tabella evidenzia l’arretratezza del sistema francese e i motivi per cui si sviluppò l’Illuminismo. Montesquieu: la divisione dei poteri. Voltaire: sovrano, ma illuminato, per tenere a bada la nobiltà. Rousseau: la sovranità popolare. Le disuguaglianze derivano dalla nascita della proprietà privata. Ritorno allo stato di natura basato sull’uguaglianza.

Dopo la repubblica, i capi della rivoluzione iniziano a combattere tra di loro: chi è più puro, chi possiede la verità rivoluzionale, chi è l’alfiere, chi è che porta la bandiera della rivoluzione? Giacobini di Roberspierre prenderanno il potere → paradossalmente in un periodo post-rivoluzionario in cui le cose avrebbero dovuto essere semplificate, i Giacobini iniziano ad uccidere i rivali politici, le persone con idee diverse, parenti di nemici. Basta un sospetto per finire sulla ghigliottina. Tutto questo fino a quando Roberspierre non finirà lui stesso sulla ghigliottina. Dopo i Giacobini ci sarà più moderazione e un giovane generale corso, genio militare e volpe politica sarà capace di crearsi un’aura di potere, l’aura dell’uomo forte capace di riportare la pace: Napoleone Bonaparte. Napoleone viene incoronato nel 1804 imperatore. Nel 1805 diventerà anche imperatore d’Italia.

Napoleone chiama il Papa e lo lascia da una parte, lasciandolo in osservazione della propria auto-incoronazione (in contrapposizione alla vicenda di Carlo Magno che si fece incoronare dal Papa per aumentare il proprio prestigio, come se il titolo gli fosse stato conferito da Dio). Non era un aristocratico e non sarebbe mai potuto diventare generale sotto Luigi XVI e deve quindi la sua fortuna alla rivoluzione, è un figlio della rivoluzione. Il grande paradosso sarà che abolirà tutte le concessioni che la Rivoluzione Francese aveva apportato alla Francia. Per molti versi Napoleone arriverà ad assomigliare ad un monarca assoluto. Terrore → contro-terrore → dittatura Manifesto politico della Rivoluzione Francese, dell’agosto 1789 (un mese dopo la presa della Bastiglia del 14 luglio 1789), i rappresentanti del popolo riuniti in assemblea nazionale. Il pensiero illuminista è riportato nel manifesto della RF: i sudditi diventano cittadini (cominciano ad avere dei diritti), l’assemblea nazionale è composta da rappresentanti del popolo (quindi un’istituzione dal basso, non dall’alto come quella divina o imperiale), la missione è la felicità di tutti, la felicità del popolo. I tre punti chiave della rivoluzione: libertà, uguaglianza, fratellanza.


 

L’Illuminismo fu anche un movimento profondamente cosmopolita: pensatori di nazionalità diverse si sentirono accomunati da una profonda unità d’intenti, mantenendo stretti contatti epistolari fra loro. Furono illuministi Pietro Verri, Cesare Beccaria e Mario Pagano in Italia, Wolff, Lessing, Kant in Germania[60], Benjamin Franklin e Thomas Jefferson nelle colonie americane, Montesquieu nei Paesi Bassi, Voltaire e Rousseau in Francia.

Durante la prima metà del XVIII secolo, molti tra i principali esponenti dell’Illuminismo furono perseguitati per i loro scritti o furono messi a tacere dalla censura governativa e dagli attacchi della Chiesa, ma negli ultimi decenni del secolo il movimento si affermò in Europa ed ispirò la rivoluzione americana e successivamente quella francese.

Il successo delle nuove idee, sorretto dalla pubblicazione di riviste e libri (fra cui ‘‘Lettere Persiane’’ e ‘‘Dei delitti e delle pene’’) e da nuovi esperimenti scientifici (come quelli di Franklin e Newton) inaugurò una moda diffusa persino tra i nobili e il clero. Alcuni sovrani europei adottarono le idee e il linguaggio dell’Illuminismo. Gli illuministi, sostenitori del concetto di filosofo-re che illumina il popolo dall’alto, guardarono con favore alla politica dei cosiddetti despoti illuminati, come Federico II di Prussia, Caterina II di Russia e Maria Teresa d’Austria.

La Rivoluzione francese, specie nel periodo compreso tra il 1792 e il 1794, espressione dell’ala più rivoluzionaria dell’Illuminismo, che è stato definito come “radicale” pose fine alla diffusione pacifica, ma talvolta anche solo elitaria, dell’Illuminismo e, per i suoi episodi più sanguinosi, viene citata come motivo per esprimere una valutazione negativa sull’Illuminismo.

   
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