Il vino nel medioevo: riassunto sulla storia del vino durante il medioevo

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Il vino era già importante durante l’antichità, ma durante il medioevo, a causa della ormai prevalente diffusione del cristianesimo, divenne più che mai importante: oltre a essere una bevanta apprezzatissima infatti il vino si ricopriva del carattere sacrale in quanto, nella cerimonia dell’eucarestia, rappresentante il sangue del cristo, diventando quindi fondamentale per celebrare la messa.

Di conseguenza è ovvio che la tradizione vinicola segnò un periodo di crescita e sviluppo: nel medioevo si ha un progressivo miglioramento qualitativo del vino, dove a differenza del vino dell’antichità, caratterizzato dal “taglio” con acqua e dall’utilizzo di aromi ed erbe, come solito nella tradizione alimentare dell’antica Roma, si delinea una qualità simile a quella consumata ancora oggi nelle nostre case.

Pur essendo vero che la religione nel medioevo diede un grande impulso espansivo di carattere geografico alla tradizione vinicola, anche l’impero di Carlo Magno non fu da meno e si adoperò per un miglioramento della qualità della produzione di vino, facendo varare in particolare un’ordinanza in cui si responsabilizzavano maggiormente i produttori e gli amministratori per impedire il deterioramento o la rovina del vino all’interno dell’impero.

Ad ogni modo nel medioevo i veri custodi della qualità del vino furono senz’altro i monaci che posero molta attenzione nella produzione del vino da messa, gestendo numerosi vigneti e creando varietà ancora oggi molto apprezzate. Un esempio di vino medievale sopravvisuto sino a noi è il vino “Est! Est!! Est!!!” (che prende questo nome proprio nel medioevo),  “scoperto” da un cardinale al seguito dell’imperatore e apprezzato per il suo gusto; il vino Est! Est!! Est!!! viene consumato ancora oggi.

I vini più consumati nel medioevo in occidente

Ma quali furono i vini più diffusi durante il medioevo in occidente? Nel ducato di Aquitania, intorno al X-XII secolo si diffuse sempre più il vino della varietà Clairet, amatissimo dagli inglesi; Sempre nello stesso periodo prese importanza per i suoi vigneti la regione dello Champagne, con la stipula del “Documento di Champagne” (in francese “Grande charte champenoise) per mezzo della quale il vescovo Guglielmo di Champeaux consolidava la produzione agricola dell’abbazia “Saint-Pierre-aux-Monts”. I vini venivano commerciati anche tramite il commercio marittimo, ad esempio la Guascogna, Aunis e Saintogne svilupparono un solido export di vini verso la regione delle Fiandre. La Guienna di Occitania invece esportava verso l’Inghilterra.

Approfondimenti sulla storia del vino nel medioevo

  • “Cibo, cucina, feste e banchetti nel Medio Evo e nel Rinascimento”, di Paul Lacroix;
  • Henri Enjalbert, “Histoire de la vigne et du vin. L’avènement de la qualité, Éd. Bordas”, 1975;
  • Jean-François Gautier, “Histoire du vin”.

Altri libri consigliati sulla storia del vino nel medioevo

   

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