Il teatro medievale: riassunto breve e schema didattico

In questo articolo parleremo in maniera riassuntiva e scheatica del teatro medievale (476-1492).

Le forme di spettacolo del periodo medievale risentono della dura condanna della fede cristiana contro lo spettacolo: molti filosofi e teorici vedono nello spettacolo un genere da condannare (es. Tertulliano “Sugli spettacoli” II sec – simbolo del paganesimo e dell’idolatria quindi va condannata)

Il teatro romano abbandona l’idea di spettacolo educativo per privilegiare la spettacolarità dei giochi (combattimenti gladiatori,tauromachie ecc.)- attrazione peccaminosa

Condanna sociale dalla Chiesa e dall cultura ufficiale- x conseguenza della condanna degli istriones anche i luoghi dello spettacolo vengono, in alcuni casi, abbattuti e disertati venendo usati per altre funzioni.

Questa condanna che provoca il tracollo va di pari passo con l’impossibilità di usare una sola lingua per la comunicazione teatrale. Diventa impossibile trovare una sola lingua per comunicare con tutti i popoli.

TEATRO RELIGIOSO

La Chiesa capisce l’importanza dello spettacolo come mezzo di comunicazione con i fedeli quindi lo terrà vivo come spettacolo religioso per comunicare la dottrina cristiana nella sua forma più semplice. Non a casa il teatro medievale si svolge nelle chiese e nelle basiliche dove vengono allestite delle Sacre rappresentazioni che coincidono con il calendario liturgico (es, via crucis).

Questo tipo di rappresentazioni avranno un ampio successo fino al 1500 tanto che ci saranno compagnie teatrali che se ne occupano; hanno talmente tanto successo che la chiesa non riesce più a tenerlo e si sviluppa in tutta la città con diverse modalità.

Queste rappresentazioni erano interpretate solo da uomini (spesso appartenenti al clero).

es. Quem Quaeritis (Chi cercate?) le tre Marie che cercano Gesù

La spettacolarità si riprendeva in alcuni momenti del calendario liturgico (Carnevale la festa dei folli); all’interno di questi momenti si sviluppa un personaggio molto importante: Il giullare. Importante perché mantiene via la tradizione dei mimi romani sia perché è una rappresentazione molto differente dal teatro ufficiale (satira contro il potere e la religione) recitando canzoni e ballate che giravano per tutta l’Europa. La grande cultura che essi sviluppavano sin da ragazzi permetteva di intrattenere un pubblico sempre più ampio oltre questo aveva una grande capacità fisica (giocoleria, acrobazie ecc.) che intrattenevano il pubblico anche con il proprio corpo.

Cosa è rimasto del teatro medievale? Le viae Crucis ancora oggi intrattengono intere città mentre Dario Fò ha ripreso la struttura giullaresca con la sua tecnica recitativa (es. Mistero buffo; Lo santo giullare Francesco).

circoedintorni (anche su fb) laboratorio cistercense

Dario Fò (premio nobel) diffusore e riscopritore della tradizione giullaresca in “Mistero buffo”

Il Giullare era un contadino, miracolato da Gesù Cristo che gli dona la capacità di usare la lingua, che va in piazza e distrugge il potere del padrone attraverso lo “sghignazzo”. Storia scritta in dialetto lombardo

Dario Fò uno dei più importanti attori dell’ultimo secolo

Nato nel 1926 inizia da sempre a lavorare sul palcoscenico affianco a Franca Rame in una compagnia teatrale tradizionale (portano in giro per l’Italia un teatro satirico legato alla comicità e al cabaret).

La vera svolta avviene attorno al 1968, a seguito dell’esplosione delle contestazioni studentesche, mette per la prima volta in prova il “Mistero buffo”. Lo spettacolo debutta “ufficialmente” l’anno successivo nel 1969: immediatamente ottiene un grande successo al quale si lega una continua polemica perché abbandona l’idea di una compagnia vagante ma decide di occupare la Palazzina Liberty (corso XXII marzo) e ogni sera cambia lo spettacolo in vari modi sempre mantenendo una certa coerenza con lo spettacolo della sera precedente.

Lavora con il pubblico e tra una serie di problemi (teatro di contestazione) lo spettacolo piu rappresentato e proprio mistero buffo.

Arrichisce le fonti con due caratteristiche del suo teatrare: un linguaggio vocale e corporeo totalmente innovativo ( “gran melot” lingua che riprende per sonorità e vicinanza fonetica gli antichi dialetti) e i vangeli apocrifi usato per mandare un messaggio al pubblico che facesse fare un percorso intellettuale.

Dario Fò fa un teatro che deve in primo luogo divertire (teatro dello sghignazzo)

Mistero buffo prende una forma “fissa” dopo la pubblicazione einaudi che lo rende un testo fisso rappresentabile anche da altri.

Nel 1977 grazie a Paolo Grassi rendendosi conto della straordinaria capacità di Dario Fò prende una troupe della Rai e chiede all’attore di poter riprendere una buona parte dei suoi spettacoli.

-> anni ’70: tematiche all’attualità politica e ad una satira del potere (anche ecclesiastico) come ad esempio “Morte accidentale di un anarchico” (Pinelli viene “suicidato” dalla questura) e “Il Fanfani rapito” (1975) presidente e uomo della DC.

->anni ’80: temi della liberalizzazione delle droghe, controllo delle nascite, AIDS ecc.

Nel 1997 vince a Stoccolma il Premio Nobel per la letteratura come riconoscimento del suo impegno inizia una grande tournee in giro per il mondo (negli ultimi vent’anni è l’autore più rappresentato nel mondo)

Non essendoci una lingua fissa il suo teatro è comprensibile in tutto il mondo (es. Mistero Buffo) mentre altri: essendo legati all’attualità del momento ora sono difficilmente comprensibili.

Lotta contro il potere attraverso la satira (anche per mezzo del giullare). Resurrezione di Lazzaro-satira dichiaratamente anti-clericale.

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