Il pozzo di Iside a Bologna nel medioevo (Complesso di Santo Stefano)

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A Santo Stefano, a Bologna, pare ci fosse una sorgente molto ambita già all’incirca duemila anni fa. Nonostante si sia abbassata la falda, è ancora presente il corso d’acqua che viene riparato da una grata all’interno della Basilica del santo Sepolcro.

All’interno della basilica infatti si dovrebbe poter trovare un piccolo pozzo ricoperto tramite una grata, che conterrebbe ancora l’acqua della famosa sorgente, che forse un tempo venne anche impiegata all’interno dei riti isiaci.

Molto tempo addietro, nel medioevo, veniva considerata, al pari di altre sorgenti “purificative”, come una fonte di guarigione. Pertanto divenne oggetto di pellegrinaggio, a cui arrivavano anche folle di malati, i quali pensavano alla sorgente come fonte di acqua del giordano, che si diceva fosse stata portata dal santo Petronio. Chiaramente una massa di pellegrini così grande faceva una certa impressione, basti pensare che nel 1307 in un solo giorno più di 150 infermi – sordi, muti, ciechi e persino “indemoniati” – vennero a chiedere l’acqua, sperando di guarire.

Capitava persino che si riparasse la piazza con tende per coprire dal sole e dalla pioggia i pellegrini, giunti anche da molto lontano.

   
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