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“Gran Sasso d’Italia”: storia, origine del nome e luoghi da visitare




Gran Sasso
Immagine da Pixabay

Che cos’è il “Gran Sasso”?

Il Gran Sasso (qui la scheda Google), chiamato anche “Gran Sasso d’Italia”, è un insieme di montagne all’interno dell’appennino centrale, il più alto fra quelli presenti all’interno degli Appennini del continente italiano.

L’altezza massima del Gran Sasso, che si trova interamente in Abruzzo, è di 2912 metri sopra il livello del mare e misura 50 km in lunghezza e 15 km in larghezza; il territorio è caratterizzato da massicce montagne, valichi e conche, con immensi ghiacciai contenuti al suo interno, come quello del Calderone.

Origine del nome “Gran Sasso”

Il Gran Sasso ha avuto diversi nomi lungo la sua storia; i romani ad esempio erano soliti chiamarlo “Fiscellus Mons” (Monte Ombelico), mentre nel medioevo il suo nome era Monte Corno. Il suo attuale nome, “Gran Sasso”, pare abbia origine nel rinascimento, quando Francesco Zucchi Montereale scrisse un poemetto, nel 1636, riferendosi a questo insieme di montagne chiamandole “Sasso d’Italia”.

Il Gran Sasso fra ghiacciai e cascate

Il ghiacciaio di Calderone è uno dei più grandi del mondo, attualmente secondo in Europa per ampiezza, situato presso il versante nord del Corno Grande, all’interno di una conca. Purtroppo, probabilmente a causa del riscaldamento globale, l’area del ghiacciaio va diminuendo, passando da 104257 metri quadrati del 1794 ai 35545 metri quadri del 2008.
Oltre ai ghiacciai sono presenti varie cascate, alcune delle quali di incredibile meraviglia, come le cascate del Vitello d’Oro, (situate a Contrada Pietralunga, 65010 Farindola PE) dotate di un salto da 28 metri, le cascate del Ruzzo ed infine la cascata di Bisenti, con uno spettacolare salto da 70 metri.

La storia del Gran Sasso

Il Gran Sasso è stato abitato dall’uomo probabilmente da più di 100000 anni, come sembrerebbe d’altronde testimonia l’insieme di vari reperti ritrovati nella zona, come i resti degli uomini di Neandertal venuti alla luce lungo la zona di Calascio. Altri ritrovamenti testimoniano il popolamento delle montagne durante l’età del bronzo e del ferro; più avanti il territorio sarà abitualmente impiegato come zona di pascolo, con numerosi tratturi, e come miniera di neve, da vendere lungo le vie commerciali della regione.

Durante il periodo della seconda guerra mondiale il Gran Sasso fu il luogo dove ebbe compimento l’operazione quercia (“Fall Eiche”), nella quale venne liberato Mussolini da Campo Imperatore, dove era stato tenuto prigioniero a seguito della firma dell’armistizio di Cassibile; nella difesa di Campo Imperatore morirono due italiani, mentre i tedeschi registrarono solo alcuni feriti.

Cosa fare nel “Gran Sasso”?

Il Gran Sasso è oggi un parco naturale immerso in mezzo alla natura selvaggia, concedendo ai suoi visitatori momenti indimenticabili in mezzo a panorami mozzafiato, nevi perenni, valli ed aria pura. Alcuni degli itinerari più amati sono i borghi antichi, le grotte e le chiese rupestri, nonché i castelli ed i santuari, in alcuni casi percorribili anche a cavallo o sopra una mountain bike.

A cavallo in particolare è possibile percorrere “l’ippovia”, un percorso lungo circa 300 chilometri e disseminato di punti acqua ed aree di sosta ed ostelli; la stessa strada è spesso percorsa anche in bici, che sono facilmente noleggiabili, in particolare viene seguito il tratto di Calascio, di Campotosto, di Assergi, di Castelvecchio Calvisio, di Santo Stefano di Sessanio, di Ceppo e di Pietracamela.

Nel territorio è possibile godere di sapori eccellenti, come le strongole, la pecora alla callara, le persichelle al tartufo e la pizza dolce. Ottimi sono poi i formaggi, spesso serviti accompagnati dai migliori mieli prodotti nelle Terre delle Grandi Abbazie, come il pecorino dei Monti della Laga.

I vini locali più amati e richiesti sono il Passerina, il Montonico, il Pecorino, il Bombino bianco, la Cococciola. Per concludere il pasto, dopo aver provato anche il pesce della Valle del Tirino (di cui sono celebri le trote), è possibile concludere il pasto con un dolce tipico del Gran Sasso: la ciambella di San Biagio, prodotto con farina, latte, uova, burro e scorza di limone e maraschino.

La scienza presso il Gran Sasso

Il Gran Sasso ospita uno dei migliori centri di fisica nucleare d’Europa, ovvero l’istituto nazionale di fisica nucleare, posto sotto a ben oltre 1400 metri di montagna rocciosa.

I rifugi più famosi nel Gran Sasso

Alcuni dei rifugi più importanti situati lungo i monti del Gran Sasso sono il Rifugio Carlo Franchetti (posto a 2433 metri), il Rifugio Giuseppe Garibaldi (2231 metri), l’Ostello campo imperatore (situato a 2130 metri), il Rifugio Antonella Panepucci Alessandri (situato ad un altezza di 1700 metri)

Gli sport praticati nel Gran Sasso

Il Gran Sasso è una delle patrie italiane dell’alpinismo, ritrovo di appassionati sportivi e arrampicatori; l’escursionismo è un altro settore sportivo ben rappresentato nelle montagne del Gran Sasso, con piacevoli traversate che attraversano valli e campi, sino ad arrivare a maestosi laghi.


Approfondimenti consigliati

Per trovare itinerari e guide su cosa fare nel Gran Sasso, nonché attività turistiche e altre informazioni utili ti consigliamo di sfogliare il sito dell’ente parco.

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