Il Nuraghe Santu Antine di Torralba – le impressioni alla visita

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Il nuraghe Santu Antine (che in lingua sarda significa San Costantino), noto popolarmente anche come Sa domo de su Re, è costituito da un una torre centrale e da un bastione trilobato con ai vertici tre torri circolari. La torre centrale, più antica rispetto al resto della struttura, venne edificata intorno al 1800 a.C. mentre le altre parti furono aggiunte tra il 1600 e il 1450 a.C. Successivamente, intorno all’intero complesso sorse il villaggio nuragico.


Il materiale utilizzato per la costruzione è il basalto, pietra vulcanica locale, e le murature sono interamente costruite a secco, senza l’utilizzo di malta o di altri leganti. Le pietre sono di dimensioni colossali nella parte della base delle strutture, e si riducono man mano che si sale ai piani superiori.
Santu Antine rappresenta una delle testimonianze più significative sia per le dimensioni che per le caratteristiche architettoniche. Infatti la torre centrale con i suoi 17 metri fa diventare Santu Antine l’edificio nuragico più alto in Sardegna, come scrisse appunto Ercole Contu: “Egitto a parte, è ancora oggi il più alto fra tutte le costruzioni preistoriche che si conoscono nel bacino del Mediterraneo, oltre ad essere, come si è detto, il più alto fra tutti i nuraghi.”
Un’altra sua citazione che colpisce molto è questa:
“Tale complessità sia in piano che in alzato rende oggi estremamente difficile ogni rilevamento grafico (appunto perché la costruzione non nacque da uno schema grafico); difficoltà accentuata ancor più dal fatto che il magnetismo delle rocce basaltiche di cui è composto il monumento genera un errore persino di 20° sull’ago della bussola, per cui tutto il rilevamento va fatto solo con strumenti ottici”.
Difatti solo dopo averlo visitato ci si può rendere conto della sua complessità: quando si crede di averlo esplorato tutto si scoprono altri corridoi dove non si è ancora passati e una volta finita la visita, se ci si volta a guardarlo e si ricorda che all’epoca non avevano nè la conoscenza nè le tecnologie che abbiamo oggi, si rimane sbalorditi, anche perchè il “direttore dei lavori” non si basava su calcoli statici o su planimetrie ma era un po’ come uno scultore che vede in un blocco di pietra già l’opera finita…

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