Il miracolo economico italiano – riassunto di storia economica

Il miracolo economico italiano riassunto storia economica

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Preambolo

Non tutti i paesi europei hanno avuto un miracolo economico con le stesse dimensioni. Tra i principali abbiamo Germania, Italia, Francia, Olanda, Danimarca, Norvegia, (Usa per quanto riguarda i paesi internazionali), Belgio e Gran Bretagna. Questo miracolo si è sviluppato nel decennio che va dal 1950 al 1962.

In Italia importante ricordare che nel consumo privato entrano a far parte anche beni come il frigorifero e la lavatrice, ma cosa più importante si diffonde anche l’acquisto della prima casa (un evento importante perché fino a quel momento solo pochi potevano permetterselo ora era possibile anche per chi era stato il meno abbiente). L’Italia è al primo posto come crescita durante il miracolo economico accapparrandosi un 14% annuo di crescita. Anche le esportazioni crescono e questo dimostra come l’Italia abbia saputo modificare la struttura commerciale (questo dimostra come l’Italia non sia rimasta ferma alle esportazioni derivanti dal settore meccanico, agricolo e tessile).

Gli anni del Boom Economico

Cosa innescano gli elevati tassi di crescita degli anni cinquanta e sessanta?

Fattori facilitanti:

  1. Stabilità e funzionalità del sistema monetario internazionale (FMI e EPU)
  2. Liberalizzazione degli scambi (OECE e GATT)
  3. Aiuti del piano Marshall

Varie teorie/interpretazioni sulla crescita economica europea post bellica

Un “miracolo” non generalizzato

Difficile individuare il meccanismo che innescò la crescita che presentava un tasso esponenziale senza precedenti. Alcuni casi come la Germania, la Francia e l’Italia i record di crescita furono tali da far parlare di “miracoli economici” tuttavia in altri casi come gli USA e la Gran Bretagna non fu così.

Perché questa discrepanza?

Spiegazione del lato dell’offerta

  • Studi di Denison e Maddison sulla funzione di produzione
  • Denison (1967) -> crescita della produzione basata sul capitale variabile, il lavoro (dal 15% al 20% importante perché sono anni in cui il lavoro  con maggiore importanza può incidere molto sull’economia dello stato di riferimento ->caso italiano, abbondanza di manodopera che permetteva alle industrie di poter lavorare con questo numero elevato di dipendenti a basso costo, per questo motivo negli anni ’50 ritorna il fenomeno migratorio ma stavolta verso l’Europa (Francia, Svizzera, Germania, etc), la produttività totale dei fattori e l’analisi quantitativa della crescita economica
  • Maddison (1972) -> introduce la variabile tecnologia

I limiti alla teoria:

  • l’importanza delle variabili
  • la scelta delle variabili da includere nel modello
  • Ampio residuo
  • approccio descrittivo dei motivi alla base della crescita

La export-led growth theory o crescita trainata dalle esportazioni:

  • elevata correlazione fra i tassi di crescita delle esportazioni e la crescita del PIL
  • Kaldor, Lamfalussy, Beckerman -> virtuous circle of growth
  • Elementi chiave: bilancia dei pagamenti in equilibrio (derivante dalla crescita delle esportazioni veloce)

Bilancia dei pagamenti in pareggio e miracolo economico:

Balassa: il raggiungimento dell’equilibrio della bilancia dei pagamenti dipende da tre fattori:

  • esportare le “merci giuste”, cioè quelle per cui la domanda mondiale è in continua ascesa
  • Esportare verso i paesi “giusti cioé quelli che stanno crescendo più velocemente
  • Esportare a un prezzo “giusto” o competitivo a livello internazionale

Importanza del settore manufattiero

Forza trainante alla base dell’espansione commerciale delle nazioni industriale.

Balassa mette in correlazione la crescita e le esportazioni con la quota di prodotti manufatti (innovativi e competitivi). Andrà a dedurre poi quanto sia importante la configurazione commerciale di un certo tipo. I due casi che hanno meglio accolto questa struttura di commercio sono la Germania occidentale e l’Italia.

Caso italiano:

L’Italia esportava i prodotti giusti, verso i paesi giusti e al prezzo giusto, tuttavia sarà irraggiungibile l’equilibrio della bilancia commerciale perché aumenteranno costantemente  anche le importazioni.

Thirlwall:

  • Elasticità del reddito nei confronti della domanda delle importazioni
  • La crescita di ogni paese si differenzia a seconda del coefficiente di fabbisogno di importazioni
  • Italia: elevato coefficiente di fabbisogno di importazioni
  • Esiste un “balance of payments equlibrium growth rate”

Limiti:

  • Analisi statica, perché si concentra solo ad un periodo ben preciso
  • Atteggiamento elastico e nuove tecnologie

Cause deficit commerciale italiano:

struttura produttiva/elevato coefficiente di fabbisogno di importazioni: es tessili 53%, meccanici 30%

Contingentamenti da parte di Francia e Gran Bretagna per gravi cirisi che bloccarono le importazioni dall’Italia

Politica italiana di liberalizzazione

Pareggio bilancia dei pagamenti grazie alle partite invisibili quale le rimesse degli emigranti (che durante gli anni sessanta saranno interne con i lavoratori del sud che si spostano al nord, ma per rimesse vere e proprie ci si interessa di quelle derivanti dall’estero che causavano migrazioni temporanee) e il turismo (è il secondo paese ad attirare turisti stranieri dovuto alle città d’arte (turismo culturale) al sole e alle temperature miti italiane che divennero fattori importanti visto la nuova tendenza del turista (turismo balneare); per il turismo interno, quello degli stessi italiani, l’elemento centrale che provocò la diffusione della pratica fu l’introduzione delle ferie retribuite, portando quindi alla conquista del tempo libero).

I prodotti maggiormente esportati

  • I prodotti meccanici aumentarono da 138 a 730 miliardi in 10 anni
  • 1960 share del 35% sulle esportazioni totali:
  • 299 miliardi di macchine e apparecchi
  • 282 miliardi di mezzi di trasporto (settore trainante)
  • Le calcolatrici e i primi computer (Olivetti), le auto e le moto

Prodotti di cui si ridusse l’esportazione:

  • Tessile (anche se rimarrà per i primi anni del miracolo un settore trainante poi sostituito dal trasporto)
  • Prodotti agroalimentari

Il mutato approcio alla crescita economica italiana

La crescita italiana non è più export-led, si da più importanza alle componenti della domanda interna (principalmente investimenti e consumi privati) arrivando a dare alle esportazioni un ruolo più ridimensionato.

Gli elementi chiave:

  • Il cambiamento strutturale -> scuola di pensiero dello “structural change”
  • Crescita italiana risultante da un insieme di fattori
  • Circolo di crescita virtuoso dovuto a:
  1. Crescita della domanda interna ed esterna
  2. Capacità di adattare la produzione alla domanda futura interna ed esterna
  3. Alti tassi di investimento (nelle aziende e nella stessa P.A.)
  4. Aumento della produtività (quella del fattore lavoro 4,7%)
  5. Stabilità dei prezzi -> tasso basso di inflazione tenuto sottocontrollo da Einaudi con l’impegno privato (perché nessuna istituzione obbligava l’Italia) di convertibilità nei confronti del dollaro che rimarrà costante e attivo fino al 1973 (anno della crisi petrolifera).

La spiegazione della crescita:

  • Sono state abbandonate le spiegazioni univoche della crescita economica
  • Compresenza e interdipendenza
  • Esportazioni
  • Domanda interna
  • Serie di positivi effetti cumulativi

Il contributo dei servizi al miracolo economico

Servizi turistici: che garantì 2 milioni di posti di lavoro, si sviluppa durante il miracolo economico con il turismo balneare e quello culturale danno due elementi di crescita per l’economia cioé porterà l’equilibrio della bilancia dei pagamenti e si aumeteranno la vendita di prodotti intermedi per i turisti. La diffusione del turismo è stata permessa anche da fattori internazioali cioè la stabilità monetaria e le ferie retribuite, anchi i trasporti son migliorati, e la diffusione del pensiero delle vacanze calde cioé l’apprezzamento del mare italiano come vacanza estiva (a discapito dei mari del nord che fino a quel momento erano i luoghi più attrattivi). L’assenza totale di grandi imprese in questo settore (fatta eccezione della CIGA, azienda alberghiera Veneziana assorbita poi dallo Shelton, Costa smeralda, resort e abitazioni in Sardegna) è un altro elemento importante per la sua diffusione con l’utilizzo del modello a “conduzione familiare”.

Servizi commerciali: (lento cambiamento dei modelli di consumo): settore distributivo, un grande esempio è dato dal settore terziario italiano. È stato un settore particolare perché molto ostacolato dalla politica italiana (legge di epoca fascista, del 1926, che bloccava la nuova diffusione di negozi e centri commerciali e che rimarrà in vigore fino agli anni 70′ e 80′). Il grande magazzino era un eccezione in quel periodo (La rinascente, a Milano, coin, a  Venezia e altre pche città). La grande liberalizzazione della diffusione dei grandi magazzini è del 1978 con una prima legge e in seguito negli anni 90′ con la legge Bersani (quindi introduzione di grndi centri come Zara, H&M, Coop, etc).

L’eccezionale crescita italiana degli anni 50′ va letta in prospettiva storica con una base industriale costruita nel tempo. Ma quando finì questo periodo florido?

  • 1973 tramonta l’età dell’oro

Spiegazioni:

  • Cause esogene: la crisi petrolifera, tassa OEPC (Germania e Francia si buttano sul nucleare, Gran Bretagna e Norvegia troveranno nei mari del nord il petrolio risultando indipendenti, Italia diversifica utilizzando il gas come fattore sostitutivo sul nucleare).
  • Cause endogene: elemento con molta forza quello dei sindacati in Italia

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