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Il kitesurf a Cagliari: storia e sviluppo turistico delle isole (appunti di economia ambientale)




Punta trettu, una delle località più note della Sardegna per il kitesurf

La Sardegna, con le sue spiagge di sabbia bianca, il suo  mare limpido e cristallino, la sua natura mozzafiato, il suo repertorio culturale immenso, il suo clima mite e le sue tradizioni, è una delle isole più belle del Mediterraneo.

Che tu voglia rilassarti e goderti la natura, immergerti nelle sue fantastiche acque cristalline per praticare scuba diving o snorkeling, o per praticare kitesurf, windsurf, hobie cat, barca a vela o SUP, la Sardegna è il posto ideale.

Tra i posti più incantevoli di tutta la Sardegna c’è tutto il Sud dell’isola (da Costa Rei, Villasimius, Geremeas, Cagliari, Chia, Teulata a Sant’Antioco e Carloforte), meno rinomato del nord ma che non ha nulla da invidiare alla più conosciuta Costa Smeralda.

Il modello economico turistico per le aziende: un esempio ecologico

Esiste la possibilità di contribuire alla creazione di posti di lavoro e allo sviluppo sostenibile all’interno di paradisi naturali come la Sardegna?

Il kitesurf è nato nel 1999 nelle Hawaii come variante del surf e da allora ha conquistato sempre più posizioni all’interno delle classifiche degli sport più amati di tipo marittimo nel mondo, collezionando una grande quantità di appassionati e aspiranti corsisti alla ricerca di un luogo ufficiale dove imparare la disciplina sportiva: è così che la domanda, sempre fondamentale in economia, ha dato la possibilità alle aziende di creare nuove offerte.

Il punto di partenza o di arrivo di ogni vacanza in Sardegna non può che essere Caglari (il capoluogo della Sardegna) che, essendo base di diverse compagnie aeree Low Cost, è facilmente raggiungibile, in poche ore di volo, dalle principali capitali europee.

Punta trettu con un kite (la vela sospesa in aria) in volo

Per fare un esempio di successo in questo ambito, Kitegeneration è una delle realtà isolane che più raccontano come sia possibile costruire turismo e lavoro in alternativa all’industria chimica in luoghi già predisposti ambientalmente e abiti internazionalmente come la Sardegna; la filosofia di Kitegeneration ha come obbiettivo far avvicinare le persone al kitesurf attraverso l’organizzazione di corsi ed eventi e incentivare l’uso delle risorse naturali e rinnovabili della Sardegna mediante il turismo sportivo.

Altri modelli economici possibili per aziende turistiche in Sardegna

Questa citata è una delle scuole più presenti in Sardegna e piuttosto note riguardo al kitesurf; esistono tuttavia anche altre tipologie di turismo sportivo applicate in Sardegna che potrebbero conoscere notevole sviluppo: si parla infatti di equitazione, sport marittimi come il windsurf, ma anche di esplorazione della natura incontaminata. Il territorio infine si presta anche al turismo culinario e potrebbe essere sfruttato per un percorso con appassionati di enologia da tutto il mondo, nonché scuole di cucina italiana o scuole di italiano unite in chiave di rafforzamento con le altre realtà dell’isola e attive a livello internazionale.

Lo studio del tipico panorama economico turistico delle isole potrebbe essere un modello da replicare con successo in Sardegna, chiaramente con uno studio economico concreto applicato con i giusti criteri di ragione prima degli investimenti.

Esempi di modelli economici nelle isole greche: Samo e Mykonos

Samo è una delle isole più conosciute della Grecia, assieme alla ben nota Mykonos, e costituisce un interessante punto di esempio per alcune imprese turistiche che potrebbero essere replicate nell’ambito dell’economia turistica delle isole.

Nel caso dell’isola di Samo una buona parte delle aziende si occupa di produrre alimenti o beni derivanti da agricoltura: è il caso di alcuni prodotti che hanno reso celebre fra tutti l’isola come il vino moscato di Samos. Altri esempi di prodotti richiesti a livello mondiale prodotti nell’isola di Samos sono l’olio d’oliva (su cui si potrebbe lavorare a un aumento della qualità percepita come brand vista la qualità del prodotto e la genuità del territorio); infine l’isola è nota anche per l’esportazione di seta, di tabacco, fichi e altre tipologie di frutta secca.

Un modello simile è applicato anche riguardo all’isola di Santorini, di cui sono ben note le varietà di vini, acquistabili anche su Amazon.

Introdurre ai turisti le specialità culinarie locali e permettere loro di conoscere le modalità con cui farsi spedire gli stessi prodotti a casa ha permesso il nascere di un certo mercato che potrebbe avere delle potenzialità nell’esportazione.

Nel caso di Mykonos è proprio il turismo ad avere la sua prevalenza nell’economia dell’isola: dotata di panorami meravigliosi e di ottime spiagge, Mykonos è ormai frequentata da tantissimi turisti, attratti non solo dai panorami dell’isola ma anche dall’interessante storia (oltretutto è stata anche un possedimento Veneziano per molto tempo) e dell’autenticità dei sapori e delle tradizioni del luogo. Un modo per crescere a livello di volumi, oltre ad una buona strategia di web marketing, in questo caso potrebbe essere anche l’impiego dell’isola come set in serie televisive straniere o film; l’incentivo della produzione artistica (effettuato con criterio) può portare grandi benefici.

Nell’isola sono numerosi i siti d’interesse archeologico e culturale, così come è sviluppato un sistema di tour che prevedano attività all’aperto, escursioni nei parchi e nella natura, esperienze culinarie; spesso queste attività sono sponsorizzate da piccole realtà private, dotate di grande elasticità.

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