Il gold standard e la libera circolazione dei capitali – riassunto di storia economica

Il gold standard riassunto storia economica

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Il Gold standard (il sistema aureo) venne introdotto prima dalla Gran Bretagna perché coniò le prime monete (cioè 1 sterlina valeva 7 grammi d’oro). Questo limitava però il fatto che per quante monete venivano coniate bisogna tenere un certo corrispettivo in oro come riserva. Parola chiave di questo sistema era la FIDUCIA questo spiega che con l’avvento della guerra venne a mancare questa fiducia nelle istituzioni. Con il gold standard il prezzo era fissato e non si poteva aumentare quindi si ampliarono gli scambi commerciali fra i paesi che condividevano questa scelta monetaria (n-b. per i Paesi in gold standard il PIL aumentò considerevolmente anche dell’1,15 % annuo). Erano i politici dei vari stati a decidere se entrare nella gold standard o uscirne.

Qual’era la maggior incognita per i mercati internazionali?

La volatilità dei TASSI DI CAMBI

Come si rimediò?

Unioni monetarie e gold standard

  • 1838 convenzione di Dresda dello Zollverain (unione doganale tedesca) la moneta unica -> moneta prussiana da un tallero (nonostante fosse la moneta del commercio dei 33 stati convenzionati esistevano lo stesso le monete dei paesi che ne facevano parte)
  • 1857-1866 l’Austria e lo Zollverain fondarono l’UNIONE austro-tedesca (marco d’argento)
  • 1865 Unione monetaria latina fra Belgio, Svizzera, Italia e Francia e poi si unirono Austria e Grecia (si decide di adottare si lo stesso standard aureo sia lo stesso standard di argento che viene coniato più di peso e valore uguale; si pone un limite di coniazione annuo in base al numero della popolazione). Essendo un unione bimetallica si decise un tasso fisso di cambio tra argento e oro cioè una moneta d’oro valeva 15 monete d’argento. Il problema del sistema bimetallico sta nel fatto che il tasso di cambio fisso pur venendo a mancare l’argento continuava a persistere. L’Italia e lo stato Vaticano visto che l’argento perdeva valore presero le loro monete d’argento per andarle a cambiare in oro nelle banche francesi provocando la crisi per la Francia che non ambiò più monete richiedendo un unione solo aurea e non più bimetallica. Un altro problema fondamentale dell’unione monetaria latina fu la mancanza di una banca centrale cioé di un istituzione pensante che possa stabilire un regolamento per tutti.
  • 1867 Parigi – Conferenza monetaria internazionale: il ministro delle finanze francese decide di proporre l’idea di coniare una valuta (intesa come nuova moneta il quale cambio di valuta era stata già stabilita) comune ai paesi che avessero deciso di parteciparvi che potesse circolare liberamente. Questa nuova moneta prese il nome di Europa ma ci furono diversi problemi cioè la GB non volle partecipare a questa unione perché la sterlina era già la valuta internazionale quindi l’idea di questa moneta non si concretizzò più. La GB ha sempre fatto fatica ad avere un integrazione con l’Europa infatti ancora oggi fa parte dell’Europa continentale ma non dell’unione monetaria.
  • 1863 Unione monetaria scandinava – tra svezia e Danimarca ed in seguito anche la Norvegia (hanno economie simili questi paesi e decidono di coniare la corona d’oro scandinava. Fu l’esperimento con più successo perché questa moneta circolà e finanziò gli scambi fra questi paesi).

Dopo questi tentativi fino alla primavera della prima guerra mondiale non esistono altri accordi di unione monetaria si riproposero solo dopo la seconda guerra mondiale ed esattamente dopo la firma del trattato di Maastricht del 1992.

Gold standard o standard aureo

Definisce l’unità di conto di un sistema monetario: la quantità di oro doveva limitare la quantità di credito che si poteva coniare sotto forma di banconote e depositi.

Ma come funziona?

In caso di disavanzo della bilancia dei pagamenti si aveva una fuoriuscita di oro

Con minor moneta/oro circolanti i prezzi diminuiscono

Ciò orienterà gli acquisti dei cittadini e degli stranieri verso prodotti nazionali. Questo porta ad un afflusso di oro, che a sua volta alzerà i prezzi sino a raggiungere nuovamente la situazione di equilibrio.

La teoria della gold standard è una teoria economica che ritrova l’equilibrio da solo cioè si autoregola e così fu anche realmente ma per evitare la perdita del paese normalemente si decideva di uscire dal gold standard questo portava sicuramente ad una rivalutazione delle proprie merci vendendole a prezzi convenienti anche per i paesi esteri. Da sottolineare il fatto che un altro modo per rigenerare il gold standard  era far alzare i tassi di interesse dalla banca centrale per rilanciare la competitività del paese stesso riuscendo a compensare la perdita di oro.

Questo sistema monetario verrà poi rilanciato dopo i conflitti mondiali sotto altri nomi (gold dollar) ma aiutava a rendere fissi i tassi di cambio delle monete internazionali innalzando la fiducia nelle istituzioni e quindi aiutava il commercio perché si arrivava a pensare che questa potesse essere quasi come far circolare una propria moneta unica virtuale.

La bliancia dei pagamenti

  • Conto delle partite correnti
  • Bilancia commerciale (exp/imp beni e servizi)
  • Redditi netti da lavoro
  • Redditi netti da capitale (IDE)
  • Proventi netti dal turismo
  • Conto dei movimenti di capitale
  • Movimento di capitale finanziario come ad esempio la vendita di titoli oppure di obbligazioni dello stato
  • Somma delle partite correnti e di quelle in conto capitale devono essere uguale a zero

Vantaggi del gold standard

  • Garantisce cambi fissi e stabili
  • Aumenta la previdibilità dei rendimenti e dei costi delle transazioni internazionali
  • Infonde certezze nell’economia e nel commercio internazionale perché sicuramente non si potevano avere sorprese sulle trattazioni tra diversi paesi.
  • Scoraggia gli speculatori perché essendo il tasso di cambio fisso non c’è ragione di comprare titoli e rivenderli perché questo non crea nessun margine di guadagno;
  • Ogni valuta partecipante al Gold Standard divenne effettivamente una moneta internazionale.

Investimenti esteri francesi

Diretti nell’area europea infatti nel 1881 più del 90% degli investimenti erano diretti in Russia, nei Balcani e nella Scandinavia. Principalmente erano mirati al sostegno delle infrastrutture, alle spese militari dei governi alleati e alle imprese. Ruolo centrale fu quello del Crédit mobilier dei fratelli Pereire che consisteva in una baca industriale che controllava ferrovie, miniere, officine di produzione del gas, società di trasporti navali e ferroviari. Investimento esterno fu utilizzato come arma politica in diversi esempi.

Paesi più indebitati (1875 – 1914)

I paesi con una forte domanda (di investimenti) di capitali in rapporto ai risparmi chiesero capitali dall’estero e si indebitarono. Alcuni dei paesi più indebitati sul mercato internazionale furono il Canada, L’Australia, l’Argentina. Il problema era come ottenprare ai pagamenti futuri nei confronti dei creditori esteri e ciò dipese da quanto efficacemente veniva usato il denaro.

Paesi più indebitati e tasso di risparmio

La crescita economica ha avuto bisogno di un balzo nei tassi di risparmio e di investimento (Rostow)

Tuttavia i saggi di risparmio nelle econmie di immigrazione non erano così altri da soddisfare la domanda di investimenti

Elevato “tasso di dipendenza”

Perciò ebbero bisogno dei flussi di capitali dei risparmiatori maturi del vecchio mondo

Problemi dell’insolvenza

Quando il paee debitore non era in grado di pagare gli interessi o di rimborsare il capitale. Spesso era un inadempimento momentaneo. Altri paesi insolventi venivano sottoposti ad un trattamento molto simili a quello che in genere viene riservato alle aziende in ritardo con il rimborso dei capitali.

Curatori stranieri (una sorta di commissione di controllo dei fallimenti) dovevano gestire alcuni introiti fiscali al fine di ripagare l’interesse e il capitale dei pendenti. La prima cosa che veniva presa erano i rendimenti doganali (cioè le entrate sui dazi) e questa occupazione doganale era sotto accordo del paese debitore oppure fatto con la forza. Diversi sono gli esempi storici di come ad esempio l’Egitto fu occupato fisicamente.

Riassunto Giappone storia economica

Giappone

I giapponesi utilizzarono gli investimenti esteri al fine di raggiungere agli obbiettivi di sviluppo. Nel 1867 ci fu il primo prestito per la costruzione della ferrovia Tokio-Yokohama, nel 1913 più della metà del debito del Giappone era detenuto da stranieri. Tutto venne ripagato grazie a cospicui avanzi commerciali (spingendo i cittadini a esportare the e seta).

Egitto gold standard riassunto

Egitto

Sotto il khedivè Pasha il debito pubblico egiziano era più che quadruplicato dal 1863. Il denaro venne in gran parte sperperato per la ricostruzione del Cairo sotto la falsa riga del progetto parigino e per comprare beni ad uso personale della famiglia reale. Nuovi prestiti per pagare gli interessi sui prestiti pregressi vennero richiesti dalla famiglia reale; questo significò un ulteriore aumento di debto pubblico tanto che la GB occupò fisicamente il paese per cercare di farsi restituire i prestiti introducendo un’amministrazione britannica.

  • Raddoppiò le entrate nette
  • Regolarizzò il sistema dei conti pubblici
  • obbligò il tesoro a controllare la spesa
  • Avanzò di bilancio
  • Tenore di vita crescente per i contadini

Nota bene: nell’ottocento sono investimenti di portafoglio cioè di vendita e acquisti di titoli di stato, titoli di aziende ferroviarie, elettriche, fognarie e sono queste che si acquistano in grossa parte.

Nel 1923 l’Egitto riacquistò l’indipendenza politica.

Risvolti negativi del Gold Standard:

  • Rigidità del sistema, infatti predispone ad un certo tipo di politica virtuosa
  • Scarsa autonomia nelle politiche economiche dei governi nazionali perché non si può decidere di spendere troppo per rimanere nel pareggio della bilancia dei pagamenti
  • Maggiore vulnerabilità alle crisi internazionali perché tutti gli stati appartenenti al Gold standard sono predisposti a subire un momenti di crisi di anche solo uno degli stati di quei sistemi (ad esempio la crisi del 29 che si trasferì anche in Europa perché non potevano svalutare i propri beni per evitare il non mancato acquisto a parte dell’america e questo era dettato dalla rigidità del sistema).
  • Non sempre in caso di avanzo si aumentava la moneta -> sterilizazione dell’oro (cioé si evitava la circolazione di questo oro pe evitare di perdere competività con l’aumento dei prezzi e quindi l’oro veniva accumulato nella banca centrale del paese in avanzo).

Il ruolo della sterlina

La sterlina divenne una valuta internazionale in quanto vi era fiducia che avrebbe mantenuto un certo potere di acquisto. La GB nonostante la perdita di competività nella bilancia dei pagamenti tornò in equilibrio con l’aiuto della circolazione della sterlina anche fra gli altri paesi del Gold Standard.

L’impegno della banca centrale della convertibilità ad un dato prezzo della moneta (in oro)

Problema della credibilità perché la baca d’Inghilterra onorò questo impegno e la sterlina divenne una valuta internazionale e la prima valuta di riserva (come anche il franco francese).

Costo:

  • Saldo commerciale negativo crescente della GB
  • Diminuzione della competività della Gran Bretagna (leader finanziario europeo)
  • Equilibrio della bilancia dei pagamenti garantito dai flussi finanziari
  • Rapida obsolescenza

I maggiori investitori erano Gran Bretagna e Francia:

  • gli investimenti esteri inglesi (investimenti di portafoglio e non diretti):
  • inizio 900′ la Gran Bretagna esportava il 75% 80% del risparmio nazionale
  • Meno del 10% degli investimenti della Gran Bretagna erano diretti in Europa
  • Finanziò inoltre il decollo agricolo industriale delle “aree di nuovo sviluppo” (australia, canada, nuova zelanda, usa)
  • 1913 circa il 10% del reddito nazionale inglese proveniva dagli investimenti esteri
  • La borsa di Londra trattava in prevalenza titoli stranieri (titoli di stato coloniali, titoli di stato stranieri, ferrovie coloniali, ferrovie statunitensi e straniere, azioni di scoeità estere). La borsa di Londra era la più quotata per la valutazione del rischio dei titoli.

Investimento estero e declino economico inglese:

I capitali inglesi hanno contribuito intensamente al decollo di nuove aree tuttavia la propensione relativamente bassa degli investimenti in GB era tale perché non venivano finanziate per la mancanza di trasparenza dei bilanci delle aziende inglesi (perché non erano obbligati a pubblicare i bilanci). Questo spiega forse il ritardo tecnologico della stessa perché investiva solo all’estero.

I guadagni dell’investimento estero 1850 – 1914

  • Non si rivelò sempre profittevole investire nei paesi ad alto rischio
  • Problema delle insolvenze
  • Problema del ripudio dei debiti (caso Messicano e Russo)

Conclusioni del riassunto:

  • Grazie al Gold standard ogni valuta partecipante al sistema divenne effettivamente una moneta internazionale
  • Prevedibilità dei prezzi, aumento commercio internazionale
  • L’offerta di capitale provenne soprattutto dalla FB e dalla Francia
  • Problema dell’insolvenza e della sua gestione

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