“Il gioco della memoria – fra presente e passato” – recensione del libro

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IL GIOCO DELLA MEMORIA

Fra presente e passato
Davide Schiffer, Golem edizioni, 2016, pagg. 192

L’autore è un eminente medico specialista in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali. La sua esperienza in Italia e all’estero è di grande spessore, come la sua attività scientifica. Per questo, il libro ha uno straordinario interesse scientifico ma anche umano. La memoria é uno dei soggetti più affascinanti per ognuno di noi. Essa corrisponde, in realtà, alla capacità di avvertire stimoli e di rispondere all’ambiente. L’autore ne spiega la biologia e come sia stata concepita dagli studiosi,  senza dimenticare che l’arricchimento ambientale la migliora, come migliora l’apprendimento attraverso la formazione di nuovi neuroni. Per combattere il declino cognitivo collegato all’età, infatti, sono utili sia l’esercizio fisico che quello intellettivo. Un altro punto necessario al buon funzionamento della mente sono le emozioni.  Ma la memoria é molto complessa, come rileva chi ricorda un fatto passato che appare, ogni volta, diverso. A questo proposito, il dottor Schiffer racconta di una ragazza tunisina conosciuta in gioventù. La lettura di oggi del comportamento da lui tenuto nei confronti di quella fanciulla viene considerato di tipo razzista, nonostante egli sia stato partigiano e abbia combattuto il fascismo. Il pregiudizio, a volte, cioè idee preconcette e sbagliate che deformano la verità, entra nella nostra mente. Come il clima, “complesso delle condizioni spirituali, culturali, politiche” riferito a un determinato momento della vita individuale, collettiva, di una nazione, della storia ecc. La musica è anche di grande impatto sulla memoria per le emozioni che suscita, come la bellezza. Nella seconda parte del testo, sono raccontati episodi di vita dell’autore durante la gioventù e la guerra, nei luoghi importanti dove ha vissuto. Il passato, appunto, non è indelebile: noi siamo il nostro passato ma sempre presentificato. Infatti, basterebbe confrontare un nostro ricordo con un’altra persona che l’abbia vissuto anch’ella. Si capirebbe subito quanto tutto sia soggettivo! Il saggio, che è anche racconto, é di facile lettura e adatto a tutti.

Renata Rusca Zargar

   
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