Il desiderio di leggere: “Bianca come il latte, rossa come il sangue” (Alessandro D'Avenia)

Il desiderio di leggere è una cosa innata.

Non è un sentimento che tutti hanno sin dalla nascita. Il desiderio di leggere è solo uno dei tanti modi di scoprire il mondo, di conoscersi, di capire i nuovi sentimenti che ci possono colpire e stupire, ed entrare nel mondo fantastico dell’immaginazione.

I bambini che ancora non sanno leggere da soli, assillano spesso i genitori affinché leggano loro una favola, che poi alla fine è sempre la stessa; questo comportamento è dato in particolare dal desiderio del bambino di entrare in un mondo fantastico.

Appena iniziano ad andare a scuola, è importante che i genitori aiutino i figli ad imparare a leggere da soli, in modo da renderli autonomi e indipendenti nel mondo fantastico e speciale dei libi.


Se il bambino da subito ama leggere, questa sarà una passione che conserverà per sempre, e che lo aiuterà tanto in seguito.
Uno dei libri che raccomando vivamente è sicuramente “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, di Alessandro D’Avenia. È la storia di due innamorati: Leo e Beatrice.

Lui ama lei, come Dante amava la sua Beatrice, con un amore profondo e incondizionato. Lei non sa dell’amore di lui, e non se ne accorge finché lui non scopre della sua malattia e fa di tutto per non perderla. Beatrice ha la leucemia. Una delle più brutte malattie, il cancro al sangue, la quale colpisce i globuli rossi, facendo si che ci siano tantissimi globuli bianchi, in confronti ai pochi rossi non ancora colpiti dal tumore, che circolano nelle vene. Leo vede Beatrice come la reincarnazione di una dea: capelli rosso fiamma che svolazzano intorno al viso mentre aspetta il pullman, occhi verdissimi che splendono della sua bellezza giovanile, una pelle chiarissima, color latte, tanto da sembrare pallida. Così Leo la vedeva e la ricorda: infatti è tanto che non vede Beatrice alla fermata del pullman. Lei non va più alla fermata, non va più neanche a scuola, e Leo non sa perché. Dopo diversi mesi di assenza a scuola di Beatrice, Leo si decide a chiedere alla sua migliore amica, Silvia, che gli riferisce la triste notizia della malattia. Dal giorno Leo non è più lo stesso. Il suo pensiero fisso è Beatrice, Beatrice, Beatrice. Come può lui, ragazzino di soli 16 anni, aiutare la sua amata nella lotta contro la leucemia? Ci vorrebbe un prelievo di sangue. Così accompagnato dal padre, va all’ospedale e dona tutto il sangue che può. Tornato a casa si movimenta per farle sapere che lui esiste, che è lì per lei, che la ama, e che ha donato il sangue per lei, per aiutarla a guarire. Allora scrive una lettera, e si fa aiutare da silvia per ricopiarla, in modo che sia leggibile.

Ma quando lui, in motorino, sta andando a consegnargliela, viene travolto in un incidente, e viene portato, svenuto e con un braccio rotto, in ospedale. Durante la convalescenza, sempre grazie a Silvia, scopre che anche Beatrice è ricoverata nel suo stesso ospedale, e una notte va a trovarla con l’intenzione di farci una chiacchierata e consegnarle la lettera. Purtroppo lei già dorme, e, non avendo il coraggio di svegliarla, Leo le dorme a fianco tutta la notte. La mattina presto va via, ripromettendosi di tornare più tardi quando lei si sveglia; ma, quando torna, non la trova, e la compagna di stanza gli dice che l’hanno dimessa quella mattina. Quando finalmente dimettono anche lui, chiede a Silvia di accompagnarlo da Beatrice, per parlarle e finalmente consegnarle la lettera. Dal giorno Leo e Beatrice si conoscono meglio, e lui per farla felice porta e realizza tutti i sogli nella sua piccola cameretta. Poi un giorno, quando Leo va a trovarla, scopre che è stata ricoverata, per quello che purtroppo si sa essere l’ultimo disperato tentativo di salvarla. Infatti, poco tempo dopo, Beatrice muore, e Leo sprofonda in un abisso di solitudine, bianco, dove vaga in mezzo ai suoi sogni infranti, al dolore per la perdita di Beatrice, e la rabbia per il tradimento di Silvia, che si scopre abbia provato a tenerlo lontano dalla sua fiamma rossa. L’unico che riuscirà a tirarlo fuori da questo abisso sarà il suo professore di filosofia, che, dopo averlo convinto a fare pace con Silvia, gli fa vedere una nuova realtà che gli permette di ricominciare a vivere.

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