Il criticismo di Kant (Possibilità, validità, limiti)

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Il pensiero di Kant viene detto criticismo per la sua contrapposizione all’atteggiamento del dogmatismo (accettare dottrine e opinioni senza interrogarsi sulla loro effettiva consistenza.





Criticare = giudicare, distinguere, valutare, interrogarsi circa il fondamento di determinate esperienze umane chiarendone:

Possibilità (condizioni che ne permettono l’esistenza)

Validità ( i titoli di legittimità o non-legittimità che le caratterizzano)

Limiti (i confini di validità)

La critica, in senso Kantiano, non nascerebbe affatto se non ci fossero, in ogni campo, dei termini di validità da fissare.

Per cui il criticismo si configura come una filosofia del limite, può essere definito come un ermeneutica della finitudine, un interpretazione dell’esistenza volta a stabilire le “Colonne d’Ercole” dell’umano.

Per Kant i limiti della ragione tendono a coincidere con i limiti dell’uomo: per cui volerli varcare in nome di presunte capacità superiori alla ragione significa soltanto avventurarsi in sogni arbitriari e fantastici.

Kant e la dissertazione >>>



   
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