Il contributo di Levinson – appunti di psicologia dello sviluppo

Psicologia dell'uomo

*Appunti mandatici via mail di psicologia dello sviluppo

Il contributo di Levinson è quel misto di sfide e di successi che nel corso della vita sembra segnare un buon adattamento e suggerisce un sistema di periodizzazione che prevede 4 periodi e quindi 4 transizioni fondamentali cioè il periodo d crisi che segna il passaggio da una struttura d vita ad un’altra.
La crisi evolutiva è costituita dalla destrutturazione d un equilibrio evolutivo dato dal rapporto tra le diverse dimensioni, che porta il soggetto a rispondere a nuovi compiti evolutivi. La crisi viene superata se il soggetto risponde a tali compiti.
Il ciclo di vita: il percorso d sviluppo va visto in funzione del concetto di “ciclo d vita”.
Lo sviluppo attraverso il percorso di vita, è caratterizzato dal succedersi di crisi evolutive normative, quindi quelle prevedibili e non normative quindi quelle non prevedibili.
Il ciclo di vita è la metafora della psicologia dello sviluppo.
Lo sviluppo è un processo ricorsivo che avviene lungo tutta la vita, in flusso incessante in cui le esperienze del passato si legano a quelle del presente.
Arco d vita: l’arco d vita è la metafora della psicologia dell’età evolutiva è divisa in 2 fasi, quella dell’ evoluzione e quella di involuzione, quella di evoluzione alla quale segue una fase di stabilità che è corrispondente all’età adulta, mentre quella di involuzione che è corrispondente all’età senile. Cioè che accomuna l’arco e il ciclo d vita è il come avviene questo cambiamento durante tutta la vita.
Lo sviluppo tipico è quello sviluppo che procede senza alterazioni, in modo lineare e continuo che è accomune a tutti, è può essere confrontato con altri percorsi d sviluppo, ed è fatto d cambiamenti.
lo sviluppo atipico è legato alla presenza di una compromissione evolutiva che altera il percorso evolutivo, si ha la presenza d una patologia cronica, congenita o acquisita ad es: malattie, disabilità. tali soggetti sono caratterizzati dai bisogni evolutivi speciali che evitano dal rapporto tra il percorso evolutivo individuale e la compromissione evolutiva. si trattano d bisogni affettivi, emotivi e sociali. un bravo educatore deve saper leggere i bisogni speciali.
l’assestment è un processo d valutazione che mira a progettare l’intervento educativo del soggetto + carente per poter rafforzare le sue abilità. fare assestment non prevede una fotografia del soggetto, ma si caratterizza nel comportamento del soggetto tramite l’osservazione. l’assestment si focalizza su 3 vertici, bambino, fenomeno, contesto. l’assestment viene fatto nella quotidianità della vita professionale, nelle equipe, negli staff, nei dipartimenti sanitari. Per fare assestment bisogna seguire un criterio d equità, di onestà e flessibilità. un bravo educatore deve fare assestment cioè deve fare intervento per poter costruire qualcosa. l’assestment è una tecnica della relazione d’aiuto. la relazione è una comunicazione che avviene tra una o piu’ persone, può subire anche delle modificazioni l’uno dall’altro. la relazione d’aiuto, appunto è cercare d aiutare qualcuno in difficoltà.
la resilienza è qella capacità d affrontare e superare eventi negativi e traumatici per l’adattamento e lo sviluppo personale. la resilienza in parte è innata ma in parte anche acquisita è viene chiamata in causa di trauma e di disaggio. i fattori d protezione ke facilitano la resilienza sono: le caratteristiche individuali cioè empatia, autostima, le caratteristiche familiari, cioè reciproco sostegno e competenza genitoriale, caratteristiche ambientali che s dividono in reti di relazioni formali e reti d relazioni informali, quelli formali sono ad es: scuole, istituzioni, quelli informali sono ad es amicizie. gli individui resilienti sono caratterizzati da autostima, autoefficacia, motivazione e indipendenza.
prevenzione significa fare interventi a garanzia e a promozione della salute, cioè prevenire rendere quelle persone capaci, forti e resilienza quindi. prevenire quindi significa sviluppare nuove competenze, nuove risorse è quindi resilienza.
Il problem solving è quel percorso creativo, e critico, cioè è qlla capacità d produrre dei cambiamenti cioè è l’insieme delle abilità coinvolte nella risoluzione dei problemi.
Personalizzazione: l’attenzione incomincia a focalizzarsi meglio sul soggetto inserito all’interno del contesto in cui vive. Un buon educatore non deve investigare sul passato dell’alunno, ma lo deve prendere cosi per come è, deve intervenire su come è il soggetto in quel momento. La personalizzazione si contrappone all’individuazione, l’individuazione è l’insieme statico, ed è selezionato da caratteristiche che afferiscono nelle diverse situazioni.
La motivazione intrinseca sono quei bisogni quelle attività che provengono dall’interno.
Motivazione estrinseca: provengono dall’esterno, abbiamo 2 tipi d motivazione estrinseca quella buona nel quale viene preso in considerazione il bambino e quella cattiva nel quale il bimbo impara a dirsi bravo da solo. La motivazione estrinseca è importante per poter promuovere quella intrinseca.
Il pia sono delle prove d intelligenza applicate, serve per conoscere se stessi meglio nel cercare d poter affrontare compiti e situazioni diversi, cioè serve per sentirsi protagonisti della conoscenza d sé, per auto monitorare le personali strategie d comprensione e di studio. abbiamo 3 tipi d profili dell’intelligenza, qllo concreto: che serve xl’attuazione del progetto , per l’attenzione alla rilevanza pratica; inventivo che serve nella ricerca d soluzioni alternative attraverso l’intuizione e l’impiego d immaginazione e fantasia, poi abbiamo qllo astratto serve xla costruzione e l’applicazione d schemi d riferimento xla conoscenza della realtà. Attraverso il pia valorizzo le differenze individuali e con il mio intervento facilito nel ragazzo le strategie dello sviluppo cognitivo. Si tratta quindi di una procedura di autovalutazione del soggetto che cosa caratterizza e trasforma il proprio profilo cognitivo.
Le metodiche: le metodiche sono delle strategie per poter fare un intervento educativo. abbiamo diversi tipi d metodiche, abbiamo quello laboratoriale cioè lae e labor cioè appunto serve per poter fare delle esperienze nei laboratori; poi abbiamo quello d gruppo, cercando d fare riunire una o più persone all’interno d gruppo, per poter farsi conoscere l’uno con l’altro, in quello d gruppo abbiamo il focus Group, forum, Group parole. poi abbiamo l metodiche cooperative, tra le metodiche cooperative abbiamo il cooperative learing.
il progetto: fare progettazione diventa una garanzia del proprio lavoro. l’educatore deve avere ben chiaro in mente quello che vuole progettare, deve avere le idee chiare.
le questioni epistemologiche: le questioni sono tutte quelle tematiche che rispondono alla domanda che cosa è lo sviluppo: lo sviluppo è un processo continuo e discontinuo, ed è influenzato da fattori ambientali quindi la natura e quelli ereditari quindi la cultura. tutte questioni diventano nodi perché al momento della lettura dello sviluppo, non possiamo prescinderle cm 2 polarità separate, ma bisogna intendere lo sviluppo come un processo continuo e discontinuo influenzato sia dalla natura che dalla cultura. il nodo guarda alla complessità dello sviluppo.
il coping serve per fronteggiare una specifica situazione ad es una malattia alla quale s cerca d trovare una soluzione. un bambino cn strategia d coping è piu’ avvantaggiato e risulta alleato cn lo psicologo e l’educatore.
lo sviluppo emotivo: le emozioni c forniscono un orientamento d ciò che ci appare piacevole o spiacevole, attraverso le emozioni mettiamo in atto dei processi valutativi attraverso cui noi diamo un giudizio sugli eventi, attribuendo loro un significato personale ed inoltre assumiamo un determinato atteggiamento mentale e comportamentale. le emozioni provocano anche dei cambiamenti somatici e fisiologici, ad es la paura provocata da una brusca frenata d un auto alle nostre spalle, provoca un aumento del battito cardiaco. essi inoltre che comprendono 3 livelli d funzionamento, fisiologici cioè riguarda le modificazioni nell’attività del sistema nervoso che sono concomitanti alle emozioni, poi abbiamo quello espressivo che concerne le manifestazioni e le condotte sia verbali che nn verbali e qllo fenomenologico cognitivo, cioè riguarda il vissuto cioè la valutazione soggettiva che caratterizza una determinata esperienza emotiva. l’integrazione d questi 3 livelli è alla base della competenza evolutiva, cioè quella capacità individuale di poter utilizzare le emozioni cm strategie. lo sviluppo tipico comprende l’infanzia, che a partire da 2 a 6 mesi abbiamo le prime forme d intersoggettività primaria che è caratterizzato da una comunicazione d tipo contingente, ovvero reciprocamente influenzato dal comportamento cn l’altro; poi abbiamo da 2 a 5 mesi qui lo sviluppo dell’attenzione, della memoria, della memoria consentono al bambino d poter costruire un pattern d identificazione delle intenzioni significative, definendo cosi i precursori dell’attaccamento, mentre dai 7 ai 9 mesi, qui il bambino manifesta la paura dell’estraneo, cioè risponde cn disagio se una persona s avvicina a lui, al 2 anno v è la comparsa del legame dell’attaccamento, cioè sperimenta un senso d protezione e d aiuto da parte del genitore, dopo l’infanzia abbiamo l’età prescolare e l’età scolare, nell’età prescolare va dai 3 ai 6 anni s consolida per il pattern dell’attaccamento, per la comparsa delle abilità linguistiche, il gioco simbolico e d un crescente senso d controllo, il bambino sperimenta la propria capacità d autoregolarsi anche nel rapporto con i pari, qui entrano dei giochi d emozioni quali xes l’orgoglio, la colpa e la vergogna, mentre l’età scolare, il bambino cioè è in grado d potersi autoregolare è quindi è capace d poter controllare i propri impulsi, cioè il bambino è capace d sostituire degli impulsi quali le parolem, i pensieri, il gioco o la fantasia. i bambini imparano le regole d socializzazione. poi abbiamo la pubertà e la fanciulezza per il ragazzo inizia il processo d adattamento sia dal punto d vista cognitivo, affettivo e sociale al ruolo dell’adulto, lui è capace d mettere un coinvolgimento emotivo con la famiglia, e interessi cn il gruppo d amici, c’è maggiore interesse per il gruppo dei pari, si hanno i primi rapporti sentimentali, vi è anche a scoperta del privato e intimo, poi abbiamo l’età adulta e l’invecchiamento lo sviluppo emotivo nell’età adulta rimanda all’intelligenza emotiva cioè è una particolare forma d applicazione all’interno delle relazioni interpersonali. nell’anziano è intatto il funzionamento relativo alla memoria emotiva e s associa a qle capacità d poter regolare le emozioni. nello sviluppo atipico abbiamo il trauma cioè l’esperienza del trauma determina l’avvio d un percorso atipico nell’ambito dell’attaccamento. per trauma s intende il verificarsi d uno o + eventi che in maniera frequente e ripetuta creano uno stato di sopraffazione emotiva. abbiamo 2 disturbi quello da esternalizzare cioè vi è una difficoltà nel controllare le manifestazioni impulsive e aggressive nei confronti degli altri, e quello antisociale di personalità cioè le persona con tali disturbo mettono in atto dei comportamenti che violano i diritti e gli stati emotivi degli altri. la disgregazione emotiva è quell’incapacità modificare o regolare i segnali che suscitano l’emotività.
lo sviluppo sociale: è quel comportamento in cui il soggetto s comporta con l’altro all’interno della società, cerca d interagire cn l’altro e cerca d costruire dei legami stabili. lo sviluppo sociale acquisisce dei processi complessi cioè lo scambio che è il rapporto per cui uno dei 2 lancia un imput e l’altro risponde non né ne intenzionale e né temporale, poi abbiamo l’interazione che procede l’interazione con l’altro, poi abbiamo la relazione è fatta d tanti scambi è un rapporto tra 2 o più persone perché è fatto di legami affettivi, è un rapporto duraturo che dura nel tempo. i piani dello sviluppo sociale sono intraindividuale cioè saper riconoscere sia se stesso ma anche l’altro, interindividuale cioè riguarda il rapporto con l’altro da se, è quello socio culturale,abbiamo la socializzazione precoce, cioè durante la prima infanzia la competenza sociale del bambino s costruisce attraverso la relazione con il caregiver. cioè il bambino incomincia a socializzare i rapporti con gli altri all’interno della società. lo sviluppo tipico è formato dall’età prescolare, la fanciullezza e l’adolescenza e l’età adulta e anziana. nell’età prescolare il bambino incomincia a scoprire il gioco simbolico, individuale, solitario e simbolico, quello sociale è quello d confrontarsi cn l’altro, quello individuale è quello d acquisire una conoscenza d sé e del mondo esterno, quello solitario che consente d poter sperimentare le prime forme d autonomia, è quello simbolico che consente d affermare se stesso sull’ambiente. la fanciullezza, il bambino incomincia ad avere delle interazioni con i compagni, quindi stabilite dal criterio della preferenza sociale, vi è anche la relazione con i coetanei che sono + selettivi è da qui che nascono i primi legami d amicizia, all’interno d questa amicizia s caratterizza la costruzione del noi che predispone ad importanti acquisizione dello sviluppo morale, l’adolescenza si da l’avvio al processo d costruzione dell’identità, in questa età vi è il confronto e l’interazione con l’altro cioè con il gruppo dei pari, abbiamo infine nell’età adulta e anziana da qui vi è il passaggio di una dipendenza o controdipendenza, tipica dell’infanzia e dell’adolescente, ad una d autonomia e indipendenza tipica dell’età adulta, s formano dei legami d tipo stabile che consentono d poter sperimentare l’intimità. inoltre avviene la competenza genitoriale., nell’età anziana segna il ritorno d una condizione d dipendenza. nello sviluppo atipico: lo sviluppo sociale s costruisce li individui in modo personale . un esempio d percorso atipico è il ritiro sociale, cioè il bambino preferisce giocare da solo che giocare con gli altri, vi è un comportamento solitario, poiché vi è una bassa frequenza d interazione con gli altri. s distinguono 3 diverse forme d ritiro sociale: abbiamo quello passivo, cioè che il bambino preferisce il gioco solitario ed esplora in maniera quieto e sedentario, quello attivo il bambino attiva dei comportamenti chiassosi e turbolenti, mentre abbiamo quello reticente che il bambino mostra da un lato d inserirsi nel gruppo con i coetanei ma dall’altro è bloccato dall’inibizione e timidezza e quindi s comporta da spettatore. il ritiro sociale tende a durare nel tempo. abbiamo lo sviluppo atipico nell’adolescenza che s realizzano attraverso la messa in atto d condotte pericolose sia per la salute fisica che psichica ad es il fumo, guida spericolate, assunzione di sostanze, e sesso precoce non protetto, poi abbiamo lo sviluppo atipico nell’età adulta e anziana ad es riguarda la genitorialità difficile, ad es una gravidanza che nn s può presentare quando è desiderata e verificarsi in fasi della vita in cui l’individuo sta affrontando altri compiti d sviluppo es l’adolescenza, poi abbiamo il pensionamento.
lo sviluppo cognitivo: comprende anche lo sviluppo della percezione, del linguaggio e della memoria dell’apprendimento e dell’azione. uno psicologo molto importante che ha studiato lo sviluppo cognitivo del bambino è Jean piaget. lui ritiene che buona parte dell’attività mentale consiste nell’assimilazione d informazioni disponibile alle strutture d cui la mente è costituita. tali strutture non sono però innate ma s sviluppano attraverso 4 stadi quello sensomotorio, intuitivo, operazioni concrete e formali, piaget introduce il concetto d intelligenza. l’intelligenza è un importante mezzo d cui dispone l’uomo per poter agire sulla realtà. vjgotskyj dice che la coscienza e le funzioni psichiche siano un risultato dell’interazione sociale. gli strumenti culturali d cui s è occupato sono il linguaggio e la scrittura. bruner dice che i suoi contribti teorici consiste su 3 diverse forme d rappresentazione che è qllo esecutive cioè rappresenta il mondo attraverso una successione d azioni, qlli iconiche rappresento il mondo atrraverso immagini e simboli concreti e quelli simboliche rappresento il mondo attraverso un codice convenzione. un aspetto particolare studiato da bruner è quello delle interazioni tra il bambino e gli adulti e della loro importanza nel creare elementi d sostegno per le acquisizioni cognitive del bambino. lo sviluppo tipico e lo sviluppo precoce che avviene nella 1 infanzia. piaget descrive nei primi 2 anni d vita uno sviluppo verso comportamenti sempre + complessi e intelligenti. lui descrive 6 sottostadi dello stadio senso motorio, poi abbiamo l’età adulta e l’invecchiamento, qui abbiamo che l’anziano s ricorda + i momenti che ha avuto in passato che qlli avuti nel presente, mentre lo sviluppo atipico comprende la differenza tra sindrome d down che è uno delle principali cause del ritardo mentale dovuta a un’anomalia al cromosoma 21 e la sindrome d Williams molto meno frequente dovuta a un anomalia del cromosoma 7. l’autismo si caratterizza per le anomalie qualitative dell’interazione sociale, per quelli della comunicazione e del linguaggio, e per la ristrettezza d interessi. poi abbiamo l’alzheimer cioè che è una patologia degenerativa del cervello, la cui forma + comune insorge nel corso dell’invecchiamento. è caratterizzata dalla morte dei neuroni, dalla perdita delle sinapsi e da un progressivo assotigliamento e dall’atrofia della corteccia cerebrale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*