Il consolidamento delle istituzioni monarchiche in Europa – riassunto di storia medievale

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Immagine dipinto di Firenze nel medioevo
Firenze nel medioevo

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Nel corso del due-trecento si assisté ad un superamento dell’ideologia imperiale iniziando a
riconoscere i pieni poteri ai re all’interno dei rispettivi regni. Questa corrente incontrava però grandi
ostacoli quali l’opposizione del papato, che vedeva messo in discussione il suo ruolo di regolatore
supremo della vita politica della cristianità occidentale e dall’inasprirsi dei conflitti che facevano
sentire la necessità di un’autorità superiore.

Il problema del ruolo di impero e papato si venne
chiarendo agli inizi del trecento grazie ad un rapido susseguirsi di eventi. Il primo ebbe come
protagonista Filippo il bello, re di Francia ed il papa Bonifacio VIII. Il papa aspramente contestato
per la sua reticenza in ambito riformatore, dal 1300 in poi portò a compimento una serie di
iniziative per ripristinare il vuoto centrale del papato.

In quell’anno indisse il giubileo. I rapporti tra il pontefice e il re di Francia furono all’inizio molto tesi in quanto Filippo aveva imposto delle tasse al clero senza l’autorizzazione della santa sede. Il tutto venne risolto con un compromesso,
autorizzando Filippo a imporre tasse al clero in caso di grave necessità; l’invio di Carlo di Valois a
Firenze in veste di paciere doveva servire come coronamento dell’accordo ma a seguito
dell’imprigionamento del vescovo di Saisset da parte di Filippo, il conflitto riesplose. Il pontefice
revocò la concessione fatta al sovrano, e di fronte alla sua caparbietà emanò nel 1302 la bolla
“unam sanctam” con la quale riaffermava la sottomissione al pontefice di ogni creatura umana e di
conseguenza di ogni autorità politica.

Filippo il bello da parte sua non aveva nessuno intenzione di
sottomettersi all’autorità pontificia e per questo fece tradurre il pontefice davanti ad un tribunale
francese per giudicarlo. Il papa venne raggiunto da un manipolo di francesi nel suo palazzo di
Anagni ma la popolazione insorse e con l’aiuto dei rinforzi giunti da Roma il papa venne liberato
(1303). Nessuna conseguenza ci fu per Filippo ma anzi con la morte di Bonifacio e il trasferimento
della sede papale ad Avignone da parte di Clemente V si trovò a poter esercitare un’influenza diretta
sul papato. In Germania dopo la morte di Federico II il particolarismo si era accentuato.

Enrico VII divenuto re di Germania cercò di far coincidere di nuovo con questo titolo quello imperiale ma fallì
e dovette ritirarsi a vita privata. Il suo successore Ludovico il bavaro non curandosi della scomunica
infertagli da Giovanni XXII scese a Roma e si fece incoronare Imperatore nel 1328 da Sciarra
Colonna, rappresentante del popolo romano. I principi tedeschi nel 1338 stabilirono che il titolo di
imperatore andava attribuito al re di Germania incoronato ad Aquisgrana.

Il nuovo imperatore Carlo IV con la bolla d’oro del 1356 diede sanzione definitiva della volontà dei principi tedeschi,
decidendo inoltre su chi fossero gli elettori del re.

Con questo atto rinunciava alle pretese di potere
universale andandosi a configurare come uno stato decisamente germanico. In Inghilterra era in
cantiere il consolidamento del potere monarchico e una riorganizzazione dello stato. Dopo la
concessione della magna charta da parte di Giovanni senzaterra, Enrico III cercò via via di privare il
popolo delle concessioni. Il risultato fu una rivolta che portò a concessioni maggiori e ad un
rafforzamento delle istituzioni sancite dalla magna charta. Si formò quindi il parlamento articolato
nelle camere di Lord e Comuni.

La contemporanea opera di consolidamento statale in corso sia in
Francia che Inghilterra si scontrava con la paradossale condizione della monarchia inglese rispetto a
quella francese. Il re francese del resto era impossibilitato ad esercitare i propri diritti di signore su
un vassallo tanto potente (il re inglese risultava vassallo del re francese). Nacque un conflitto tra i
due regni destinato a protrarsi dal 1294 al 1475. Agli eventi svoltisi dal 1337 al 1453 si suole dare il
nome di Guerra dei cent’anni. Il conflitto iniziò per la discussa successione al trono di Francia alla
morte di Carlo IV. Edoardo III pretendente al trono sbarcò in fiandra dove era in corso una rivolta
nel 1337 e si proclamò re di Francia.

La prima fase della guerra vide una netta prevalenza degli
inglesi con cui i francesi giunsero alla pace nel 1360. Edoardo rinunciava ai suoi diritti sulla corona
francese in cambio della cessione di un terzo dei territori francesi. Le ostilità ripresero nel 1369
vedendo questa volta la vittoria delle truppe francesi. Gli inglesi furono cosi costretti ad
abbandonare la maggior parte dei territori acquisiti. Dal 1380 sia la dinastia francese sia quella
inglese vennero scosse da violente tensioni e lotte dinastiche che portarono all’alleanza tra Enrico V
e il duca di Borgogna contro il re di Francia.

Il sovrano inglese sbarcò in Normandia e vinse nel 1415 le truppe nemiche puntando direttamente su Parigi. Carlo VI caduto in mano ai nemici fu costretto ad accettare il trattato di Troyes nel quale diseredava il figlio trasferendo il diritto di successione ad Enrico V al quale dava in moglie la figlia. Un fatto inatteso segnò la riscossa francese, Giovanna D’Arco si fece affidare da Carlo VII un esercito col quale iniziò una marcia di liberazione della Francia.

Giovanna venne però catturata, processata per eresia e condannata al rogo nel 1431. Scomparsa Giovanna non si arrestò la riscossa francese anche grazie alla defezione del nuovo conte di Borgogna.

Nel 1453 le operazioni sostanzialmente cessarono, gli inglesi rimanevano padroni solo della piazzaforte di Caleis. Durante il lungo conflitto che vide opposte Francia ed Inghilterra vennero affinate nuove tecniche militari, come l’utilizzo dell’arco lungo e la possibilità di usare i cavalieri come fanteria pesante. Venne ridimensionata insieme con la cavalleria il ruolo della feudalità e venne smentita la credenza sull’inettitudine militare delle masse contadine.

Entrambe le monarchie inoltre desinarono sempre una maggiore quantità di denaro all’ingaggio di fanti, spesso
stranieri. In questo frangente la fanteria svizzera svolse un ruolo rivoluzionario dato che per
sopperire all’inferiorità rispetto alla cavalleria avevano sviluppato una sorta di falange che
permetteva di muovere come strumento offensivo anche senza la cavalleria.

L’avvento del cannone  portò poi ad un indebolimento dei ceti baronali che non erano più in grado di ribellarsi. Le
fortificazioni però non persero di valore che vennero restaurate in funzione delle nuove tecniche
militari. Come conseguenza di tutto questo la nobiltà dovette rassegnarsi a militare nell’esercito
regio visto che solo i sovrani ormai potevano permettersi il mantenimento di un esercito stabile. In
Francia grazie al sentimento nazionale che si era formato nel corso della guerra Carlo VII potè
intraprendere riforme amministrative e finanziarie per consolidare l’attività regia. Il figlio Luigi XI
intraprese una politica antifeudale che portò sotto la diretta amministrazione regia moltissimi terreni.

La situazione in Inghilterra era molto diversa, l’aristocrazia era diventata arbitra del potere
perciò esplose una guerra civile (guerra delle due rose 1455-1485) che portò sul trono Riccardo IV a
cui successe il figlio Edoardo V che fu poi soppresso dallo zio Riccardo la cui monarchia venne
stroncata da Enrico Tudor. Il nuovo sovrano assecondando il bisogno di pace del popolo intraprese
l’opera di restaurare l’autorità regia. In spagna la situazione non era migliore: il movimento della
reconquista aveva portato alla fondazione dei regni di Portogallo, Castiglia ed Aragona tutti
sconvolti da terribili crisi.

Il primo a superarle fu il Portogallo il cui sovrano rafforzò la monarchia
e diede impulso alle attività marinare. In Castiglia si sentiva ancora il forte peso della nobiltà che
venne però controbilanciato dall’unione delle città in fratellanze. Il regno d’aragona presentava
ancora un’economia agricola ma era interessato al commercio nel mediterraneo acquistando nel
quattrocento il controllo di Sicilia e Sardegna, fondando così un vero e proprio impero economico e
marittimo. Ferdinando ed Isabella di Castiglia puntavano a far nascere un sentimento di stato
spagnolo attraverso l’unificazione anche attraverso la riconquista di Granada che era rimasta l’unica
roccaforte mussulmana in Europa (1492).

Nello stesso anno Colombo scoprì l’America e già l’anno
successivo scoppiarono conflitti per stabilire le aree di influenza nel nuovo mondo tra Spagna e
Portogallo.

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