Il codice Draconiano e l'età arcaica ad Atene – riassunto e spiegazione

Come altre poleis del VII secolo, Atene si caratterizza per la debolezza dell’organizzazione statale e il predominio delle famiglie aristocratiche, ulteriormene accentuate dalla situazione geografica: la vastità del territorio (2600 Kmq) e la sua diversità favoriscono l’esistenza di una serie di distinti potentati locali con a capo grandi casate nobiliari.
Prerogativa esclusiva del ceto dominante sono le magistrature della polis, soprattutto il collegio dei 9 Arconti, uno dei quali l’Eponimo, da il nome all’anno in corso.
Esiste poi un organismo di circa 300 membri derivato dall’antico consiglio del re e di cui fanno parte a vita gli ex-arconti, l’Areopago.
La forza di questi potentati emerge con chiarezza nel 636 quando Atene subisce per la prima volta il tentativo d’instaurazione di una tirannide da parte di Cilone, supportato dal tiranno di Megara, ma viene fermato dalle famiglie aristocratiche, in particolare la potente famiglia degli Alcmeonidi.
Connessa alle tensioni tra gruppi nobiliari iniziato dopo Cilone, è significativa la comparsa, attorno a fine VII secolo, di un codice di leggi scritte da un misterioso legislatore: Dracone tra 624 e 620.

Riassunto sul codice Draconiano ad Atene

Nato intorno al 650 a.C., è noto per aver inserito nel mondo greco il primo codice penale della storia e la durezza e la severità delle sue leggi hanno dato origine ad espressioni in cui il termine draconiano viene utilizzato come aggettivo, come ad esempio leggi draconiane o punizione draconiana.

Morì nel 600 a.C. circa in maniera bizzarra: mentre era in visita sull’isola di Egina per essere riverito di fronte a una grande folla nel corso di un evento teatrale, Dracone fu coperto da così tanti cappucci e mantelli preparati in suo onore da finire per essere soffocato a morte.

Il Codice Draconiano è noto soprattutto per l’eccezionale severità ma il suo scopo era di mitigare gli usi vigenti e rafforzare l’autorità della polis a scapito dell’iniziativa dei privati: vengono stabilite ad esempio precise modalità per punire i delitti, distinguendo l’omicidio volontario e involontario e limitando l’ingerenza della vendetta privata da parte dei gruppi familiari.
L’Atene di questo periodo è afflitta da gravi problemi sociali a causa dell’eccessiva concentrazione di terre e ricchezze nelle mani di poche famiglie: gran parte della popolazione si trova in difficoltà e diffusa è la pratica della schiavitù per i debitori insolventi. Esiste anche un situazione di servitù ereditaria della terra, gli hektemoroi. Per evitare che una situazione simile innesti una tirannia, come nelle altre poleis, intervenne il celebre legislatore Solone.

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