Il braccialetto di Lia Levi – riassunto trama libro e recensione

Il braccialetto di Lia Levi - riassunto trama libro e recensione
Il braccialetto di Lia Levi – copertina e autrice

Il braccialetto”(Edizioni E/O, 2014 ) è l’ultimo romanzo di Lia Levi ambientato a Roma durante gli anni Quaranta narra l’incontro tra due religioni in un cinema locale, e mostra come il valore dell’amicizia resta inviolato, anche quando si verificherà un evento tragico. Corrado Mieli quindicenne di origine ebraica vive con i genitori in via S. Giovanni, ed a causa delle leggi razziali del 1938,è stato costretto ad abbandonare la scuola, e spera di iscriversi al Liceo Classico ”Visconti”, poiché è fiducioso in un contenzioso miglioramento. Però egli non riconosce Vito come suo padre, tanto che rovisterà tra i ricordi di famiglia per comprendere quale fosse quello effettivo, e tra questi ritrova “un braccialetto d’oro” che Elena sua madre, era solita indossare al polso. Mentre si aggira per i sobborghi della città decide di visionare al cinema Reale “La corona di ferro”, dove incontra Leandro, uno studente del Visconti di stampo cattolico, al quale offrirà un servizio di ripetizioni per l’esame di riparazione. Entrambi studiano in via del Governo Vecchio dove Leandro vive con sua nonna Olga Petrovna, che metterà in allerta Leandro raccomandando al ragazzo :” Andate via tutti, nascondetevi da qualche parte finché siete in tempo!”, perché costei è in stretto contatto con la curia romana. La felicità di Corrado termina nel momento in cui i tedeschi fanno ex-novo impeto nell’Urbe il 26 Settembre 1943, e chiedono un’insigne quantità d’oro, per non essere uccisi, ma il braccialetto è stato venduto, e nella sua vita si verificheranno dei tragici tumulti, con la perdita della cosa più cara che aveva. I punti di forza che Lia Levi ha manifestato nel libro sono: “il valore dell’amicizia”, che non appare ”opportunistica”, soprattutto quando accade il sacrificio dell’amico Leandro; ed il momento storico nel quale si svolgono le vicende con la nota di Anna Foa, con la quale è possibile comprendere come mai il Vaticano non avesse mai abolito le leggi razziali, e concesso liberta agli ebrei. Un altro aspetto significativo è stato il ritmo incalzante, con il quale è stato tessuto il testo costituito da capitoli brevi connotati da un misto tra storia ed eventi personali.

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