I vichinghi e gli arabi: quale fu il loro rapporto nel medioevo?

Il funerale vichingo come descritto dal viaggiatore arabo Ahmad ibn Fadlan, dipinto da Henryk Siemiradzki (1883)

Il popolo vichingo entrò a far parte del mondo degli arabi nel IX secolo, quando viaggiando come commercianti lungo il percorso commerciale di Volga, i vichinghi si fecero conoscere vendendo pellicce, miele e schiavi, nonché beni di lusso quali miele, ambra, spade francesi e avorio morbido. Queste merci sono state per lo più scambiate per monete d’argento arabe, chiamate dirham. In Svezia, in particolare in Gotland, sono stati ritrovate numerose monete d’argento del 9 ° secolo di Baghdad, cosa che testimonierebbe le intense relazioni fra i due popoli.
Le variazioni della dimensione delle monete metalliche mostrano che esistono fasi di maggiore importazione di monete e fasi di minore entità durante le quali sono state importate poche monete.

Il rapporto economico tra il mondo russo e il mondo islamico si è sviluppato rapidamente in una rete di percorsi commerciali. Inizialmente i vichinghi fondarono Staraya Ladoga come primo nodo d’approdo del Mar Caspio e del Mar Nero. Alla fine del IX secolo Staraya Ladoga è stato sostituito in qualità di centro più importante per il collegamento da Novgorod. Da questi centri i vichinghi erano in grado di mandare le loro merci fino a Bagdad. Baghdad era il centro politico e culturale del mondo islamico nei secoli IX e X; i mercanti vichinghi andavano in posti lontani come il mondo islamico, ma secondo alcuni resoconti giunsero anche in Cina, India e Nord Africa per scambiare le loro merci, principalmente in cambio di argento.

Sarebbe stato proprio grazie il commercio tra i vichinghi e le terre a sud del Mar Nero e del mar Caspio a rendere possibile interazioni culturali tra vichinghi e mondo islamico. I racconti scritti da Ibn Fadlan circa i suoi viaggi da Baghdad alle zone abitate dai vichinghi (tra il 921 a 922) danno preziosi dettagli che possono rivelare l’interazione culturale tra i due gruppi: Ibn Fadlan dà una descrizione viva delle abitudini quotidiane dei vichinghi, così come anche resoconti di vicende specifiche come la complicata cerimonia funebre a bordo delle loro navi; vi sono poi alcuni particolari intriganti nel suo racconto, come le sue conversazioni personali con i singoli vichinghi, le quali mostrano come sia i vichinghi che gli arabi fossero molto interessati e abbastanza informati rigurardo alle culture degli altri popoli.

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