I patti di gestione ed altri patti parasociali nel diritto commerciale delle spa

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I patti di vario genere, che hanno come oggetto o come finalità quella di esercitare un’influenza, anche congiunta, dominante sulla società. Rientrano in questi patti i così detti “PATTI DI GESTIONE”, ovvero patti che prevvedono che i soci si riuniscano periodicamente per decidere le indicazioni da dare agli amministratori della società. Si tratta di patti di cui è dubbia la validità perché il legislatore prevede, con una nomina imperativa, che l’amministrazione della società spetti esclusivamente agli amministratori. Quindi i soci, anche coloro che li hanno nominati, non possono ingerirsi nella gestione. Nella realtà delle Spa accade spesso che tali patti vengano stipulati, e che quindi vi sia un canale di comunicazione aperto tra gli amministratori e il gruppo di comando che li ha nominati.

I particolari patti parasociali delineati nella fattispecie descritta, sono assoggettati ad una particolare disciplina, riguardante la durata dei patti, applicabile sia alle Spa chiuse, che a quelle aperte con azioni non quotate, e riguardante la pubblicità dei patti, applicabile invece soltanto alle SpA aperte con azioni non quotate.

La prima previsione riguarda la durata del patto, che deve essere uguale o inferiore a 5 anni (sono tuttavia rinnovabili). Qualora il patto non preveda una durata il socio ha diritto di recedere con un preavviso di 180 giorni. Il legislatore si preoccupa della durata del patto parasociale in quanto la stabilizzazione degli assetti proprietari può essere un vantaggio se la società attraverso questi patti funziona meglio, può essere un inconveniente se a causa di questi patti la società funziona peggio.

Se l’esistenza di questi patti parasociali fa si che la società sia gestita peggio di quanto potrebbe succedere, è un bene che questi patti parasociali non abbiano durata indeterminata, in quesnto i patti parasociali permettono al socio di sciogliersi liberamente dal vincolo, generalmente sono previste ingenti penali per il recesso del socio.

Scaduti i patti i soci possono rinnovarli, ma, liberamente dal vincolo, generalmente sono previste ingenti penali per il recesso del socio. Scaduti i patti i soci possono rinnovarli, ma liberato dal vincolo, ciascun socio potrebbe decidere di stipulare un patto parasociale con altri soci in grado di stabilizzare l’assetto proprietario o il governo societario in modo più efficiente.

Il limite di durata non opera per i patti strumentali od accordi di collaborazione nella produzione o nello scambio di beni o servizi e relativi a società interamente possedute dai partecipanti all’accordo”.

Ad esempio una SpA costituita per la concessione in licenza di un marchio, i soci della SpA sono titolare e licenziatario del marchio.

Si suppone che il patto parasociale sia stipulato tra i due soggetti al fine di vietare la vendita delle azioni per tutta la durata del contratto di licenza. Siccome il patto è strumentale all’accordo di licenza d’uso del marchio, non occorre che il patto parasociale duri meno di quanto dura l’accordo di licenza. In questi casi quindi il limite di durata non si applica.

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