I Genji monogatari con protagonisti femminili: spiegazione e riassuto (letteratura giapponese)

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Nella seconda metà del X sec. Sono stati scritti molti monogatari, conosciamo i titoli di 84 monogatari che non sono però pervenuti, molti sono andati perduti perciò non riusciamo ad identificare l’autore anche perché venivano trasmessi oralmente (di volta in volta gli autori modificavano il racconto con reinterpretazioni). Diventano più lunghi e caratterizzati da trame più complesse, maggiore caratterizzazione dei personaggi e maggiore realismo come l’Utsuho Monogatari. Altro motivo celebre nel X sec in questi monogatari è il motivo di Cenerentola, della figliastra maltrattata e spesso orfana, che rappresenta miniera di informazioni sulla società e costumi del tempo. Questo motivo narrativo viene inserito anche nel Genji monogatari, con vari racconti di ragazzi e ragazze orfani e maltrattati.

Gi elementi distintivi di questi monogatari:

Partono sempre con la morte della madre e l’invidia della matrigna che complotta contro la figliastra  Fuga della figliastra esasperata dalla matrigna

  • Aiutanti o mezzi magici che aiutano la protagonista a superare difficoltà
  • Vittoria sulla matrigna e felicità della protagonista, spesso attraverso il matrimonio
  • Punizione della matrigna

Queste sono chiamate “Mamako mono“, ovvero le storie di figliastre maltrattate. Tra questi troviamo l’Ochikubo monogatari (“Storia di Ochikubo”, fine X sec.) e il Sumiyoshi monogatari (“La principessa di Sumiyoshi, fine X sec.) ma non sappiamo quale dei due sia stato scritto prima, probabilmente l’Ochikubo perché più complesso, realistico e con situazione della protagonista più drammatica (la protagonista è completamente isolata, ha tutti contro). Non si sa da chi siano stati scritti ma si pensa siano stati scritti da mano maschile come manuale per l’istruzione femminile, norme comportamentali. Scritti in kana.

Presentano numerosi temi connessi alla società dell’epoca: riflette l’ascesa dei Fujiwara, la poligamia, il rapporto uomo-donna (scambio di poesie basate sulla stagione in corso), evidenziata la precarietà della situazione femminile (centralità di donna in società Heian, soprattutto ruolo politico, diventa merce di scambio in quanto poteva essere pedina importante per controllare la corte attraverso matrimoni).

 I giapponesi guardano alla Cina anche dal p.d.v. sociale, adottano sistema di leggi che riflettono l’istituzione maritale cinese dove oltre alla sposa vi sono una serie di concubine. In Cina solo la moglie poteva vivere con il marito (suo privilegio esclusivo) mentre in Giappone (nonostante adotti il sistema di leggi matrimoniali a modello cinese) in questo periodo vi è grande libertà, non vi sono vincoli matrimoniali, le donne erano particolarmente libere (non avevano obbligo di convivere con marito) così come i rapporti tra uomo e donna. A partire dal X sec le coppie sposate iniziano a convivere. Il rito maritale non era un vincolo, l’uomo poteva scegliere la propria convivente (e cambiarla più volte) in base a convenienza politica e sociale, dando importanza alla prole numerosa soprattutto per la precaria situazione medica e l’alto tasso di mortalità infantile –> poligamia necessaria per la politica che determina la precarietà della situazione femminile in quanto l’uomo poteva lasciare una donna per convivere con un’altra, vi era grande competizione, in qualsiasi momento potevano essere sostituite.

Tale incertezza si riflette nei racconti delle figliastre con il motivo della lotta trasversale tra le donne rivali. Entrambe le protagoniste dei racconti hanno 8 anni, vicine alla cerimonia della maggiore età dei 10 anni, le loro vicissitudini iniziano quando stanno per entrare nell’età adulta perciò diventano sorta di prove che segnano il passaggio alla maggiore età. I racconti ci permettono di capire i canoni estetici dell’epoca, l’ideale femminile di bellezza e le qualità che dovevano avere.  

La protagonista maltrattata di Ochikubo si distingue per particolari virtù (altruismo, bellezza, talento poetico e musicale, abilità nel cucito), tutti i familiari sono contro di lei e la serva Akogi ha ruolo fondamentale come aiutante, Michiyori è l’uomo che si innamora di lei ed è fortemente idealizzato. La relazione tra i due si sviluppa secondo norme stabilite (kaimami, scambio di poesie), il complotto di matrigna è riflesso di conflitto tra due famiglie, vi è rivalità tra donne per lo stesso uomo e descrive conseguenze negative di poligamia. A fine racconto vi è morale buddhista, il male è sconfitto e trionfa il bene, la matrigna condannata a vivere sola per tutta la vita e abbandonata. 

Nel Sumiyoshi la protagonista è maltrattata, si distingue per virtù (bellezza, talento poetico e musicale), marginalità e solitudine della protagonista rispetto ai familiari. Anche lei ha serva che l’aiuta nei momenti di difficolta chiamata Chikuzen; il suo innamorato è il Tenente, personaggio abbastanza passivo rispetto a Michiyori (più determinato e attivo). C’è elemento buddhista, prevale bene su male e vi è esaltazione di divinità Kannon, protettrice di Sumiyoshi che interviene fa incontrare i due amati. C’è anche mezzo magico, il Koto. L’ambientazione è a Sumiyoshi (“luogo dove è piacevole vivere”), il cui nome preannuncia l’happy ending della storia.

 

(appunti di giapponese)

   
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