I barattieri nei canti 21 e 22 dell’Inferno di Dante: spiegazione

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Appunti canto 22 inferno di Dante i Barattieri

Nei canti 21 e 22 dell’inferno di Dante vengono puniti i barattieri: i barattieri sono coloro che hanno usato una carica pubblica non per il bene comune, ma facendosi ricompensare, hanno favorito personaggi che li hanno comprati. Per Dante era un fatto disgustoso e molto grave. Oltre alla gravità c’è una cosa in più in presenza di alcuni peccati da punto di vista di Dante. Nella gerarchia della gravità il penultimo è la malizia. Noi seguiamo i peccati dal meno grave al più grave. Questo si nota dalla rappresentazione fin dall’inizio: capacità di inventare scenari di colpa.

Per i barattieri Dante inventa una punizione complicata: calati in un lago di pece bollente e in più intorno al lago ci sono i diavoli che li attendono con degli uncini, quando cercano di emergere, e li portano a riva e si squartano. Problema: come fanno i morti a soffrire? Dante gli dà un corpo fittizio dotato di sensibilità (anche nei dipinti vediamo le anime che bruciano). Contrappasso: nella punizione c’è qualcosa che ricorda il loro peccato.

La sua esperienza non deve rimanere un fatto personale: lui è stato salvato non solo per se, ma anche per raccontare quando andrà sulla terra → raccontare in modo efficace. Dante è influenzato dalla letteratura religiosa, ma la oltrepassa, perchè lui vuole fare un’opera letteraria per i viventi, il poema.

Gli antichi nei poemi descrivevano viaggi o guerre. Il poema di Dante è un viaggio e non un poema di guerra. Si parla di battaglie, descrizioni che riguardano la fase post scontro fisico, ma veri scontri non ci sono. Non è presente il duello che era classico nei poemi antichi. Quello che colpisce sono le assenze rispetto all’Eneide che era l’opera che lui amava e il suo modello. La seconda volta che viene citato amore è per un’opera letteraria (prima per Dio). Perchè Dante non salva Virgilio se lo adora così tanto? Dante può pensare che quando ci sarà il giudizio universale i personaggi del limbo si salveranno. L’Eneide termina con un duello tra Enea e Turno. Enea prevale e Turno è per terra, e dopo un esitazione di Enea lo colpisce a morte. Turno precipita negli inferi. Dante non parla di prove di forza cruente. C’è molta politica e scontri politici che poi degenerano (all’interno della stessa città vi erano scontri che dal politico degeneravano in fisici).

Bisogna catalogare i comportamenti negativi, e in questi due canti si fa un’analisi dettagliata dei peccatori: contemporanei che derivano da tutte le parti d’Italia perchè è un peccato generalizzato.

Qui la messa in scena della punizione è articolata. La pece perchè si attacca addosso. L’uso della pece era comune ai tempi di Dante da mettere sotto le navi. Dal punto di vista allegorico è l’attaccamento al danaro → chi si lascia prendere da questo giro non può più farne a meno, continua a ripetere questo peccato. Dante non eccede nella rappresentazione dei diavoli perchè erano qualcosa di estremamente comune.

Ci sono due diavoli:
-mostri infernali: Caronte, Cerbero ecc
-invenzioni dantesche: Lucifero

Nel corso della commedia incontriamo molti diavoli anche della tradizione classica (Minosse). Dante forza la tradizione classica (il patrimonio precedente è tutto utilizzabile) cioè non ricorre alla solita descrizione dei diavoli ma la modifica. I diavoli prima di questi canti appaiono due volte:
-i diavoli non vogliono farli entrare nelle mura: descrizione ridotta
-i diavoli usati per punire i peccatori con scudisciate
I diavoli vengono descritti con la loro capacità di terrorizzare l’uomo.
Perchè solo qui i diavoli terrorizzano, sono tanti e intervengono nella scena? C’è una sequenza quasi teatrale. Si alternano due tecniche descrittive:

-essenziale: evento descritto con pochi tratti
-dettagliata: descrizione rallentata
L’occhio di Dante sono gli occhi che dobbiamo avere noi per immaginarci la scena che appartiene a una dimensione soprannaturale.
Santa Zita: confraternita di Lucca. Il diavolo non ha tempo di prendere quel dannato perchè ve ne sono tanti a Lucca di barattieri. I contemporanei capiscono subito perchè vivevano in quel tempo e sapevano chi era accusato di baratteria. Impatto forte nei lettori del tempo→ sia perchè conoscevano i fatti ma anche impatto di tipo linguistico letterario. Questo era un linguaggio nuovo ai tempi di Dante. Il volgare aveva le spalle una poesia aulica come quella dello stilnovo, una poesia difficile come quella toscana, una poesia giocosa, ma questa poesia di Dante era nuova.

Il quadro iniziale: arriva diavolo con un peccatore che poi viene gettato nella pece e poi vengono fuori gli altri: coro. Il lettore non è abituato a questo: solitamente ci sono i due che camminano e incontrano un personaggio o al massimo due secondo una tecnica di interrogazione. Questi personaggi devono fare un certo discorso per raccontare a Dante: è il disegno divino che fa incontrare a Dante un personaggio rispetto ad un altro. Vi è poi un passaggio dal terzetto al quartetto nel canto 10: i due con Farinata e poi il padre di Guido Cavalcanti. Dante attraverso invenzione riesce a introdurre personaggi non ancora morti (Guido nominato in poche volte e mai in modo positivo→ perchè era ateo, quindi secondo Dante era un eretico). Sono nel cerchio degli eretici.

Qui siamo di fronte a una scena animata rispetto al solito che è un dialogo o monologo. Lo scrittore sa anche raccontare una scena animata: c’è qualcosa da dimostrare. Ora i due devono mostrarsi ai diavoli per rappresentare al lettore ciò che fanno i diavoli. I mostri e i diavoli hanno un loro potere all’interno del cerchio: possono fare del male, ma non al di fuori del cielo e volendo chi sta in alto può intervenire e salvare i due personaggi se sono realmente in pericolo, ma Dante non lo sa, quindi Dante ci mostra la paura dei due personaggi che si ripercuote anche sul lettore.

Virgilio si fa vedere e spiega che è qualcuno dall’alto che gli fa fare questo viaggio, ma i diavoli sono più furbi perchè fanno finta di accettare ma poi li fregheranno. Dopo il patto esce Dante e Virgilio ha atteggiamento di superiorità: tra i due personaggi vi è una divaricazione. In realtà Virgilio si dimostra più ingenuo, infatti Dante non si fida dei diavoli e ha ragione. Un diavolo può tenere i patti? No, e infatti Virgilio ci casca, il diavolo è menzognero per natura e non può seguire i patti, è tentatore. Il diavolo che gli aveva dato la promessa infatti gli mente.
Riferimento a evento eccezionale: anche nell’Inferno vi è traccia dell’evento essenziale→ passione, morte e resurrezione di Cristo. Il terremoto lo sente anche l’inferno (rivincita del bene sul male). Anche nell’Inferno una traccia positiva ci deve essere. Ovviamente il diavolo non può citare direttamente l’evento ma l’indizio c’è. L’essere umano più capace a captare i pericoli e ha paura, quindi qui osa suggerire al maestro di partire soli, senza i diavoli. Rompe la gerarchia.
Finale forte: grottesco giunge il suo culmine. Materia indegna e bassa. La parodia del piccolo gruppo di soldati che va a compiere una missione raggiunge qui l’apice. Qui però il saluto è indegno per l’essere umano: “cul che fa trombetta”. Se la tromba era tipica dell’esercito qui viene collegata a un organo.

Tutti segnali di un doppio elemento:
-progressivo incremento di un linguaggio espressivo: forte, espressionistico che ha anche capacità di tipo impressivo. In un poema che vuole trattare la vita dopo la morte, dove si vuole portare alla salvezza dell’uomo, trovare un’espressione del genere aveva una forza dirompente.

Canto 22 sui barattieri:

Dante non vuole colpire il pubblico solo per ottenere un effetto, ma questo è lo strumento indispensabile per far passare il suo messaggio. Se vogliamo ottenere l’attenzione del lettore e che il lettore reagisca dobbiamo caricare i toni. Questo mi permette di chiudere un canto in modo improvviso e iniziare un altro.
Dante interpreta la fine come qualcosa di negativo, di una ulteriore messa in scena, di un rischio che si avvicina. Dante fa un riferimento a un modo di dire del suo tempo per far capire quel che accade. Sta per succedere qualcosa di ancora più pauroso. Un dannato viene preso per essere squartato.

Indispensabile fare una svolta per far entrare un peccatore che permette allo scrittore di parlare di baratteria. Non basta descrivere la scena, bisogna prepararla, creare un’attesa: crea meccanismo che è la paura. Dante prova paura nei confronti dei diavoli perchè teme che possano fargli del male, ma allo stesso tempo può essere spettatore del male altrui: quindi ha paura ma allora stesso tempo è attratto. Ci si sposta da un grottesco a un altro piano importante che è l’orrore che deve creare repulsione da parte del lettore. Vi è una nuova scena: risposta di un dannato. Il personaggio dice da che parte viene (tipico) e poi esplicita che essendo entrato nella corte di un re (positivamente definito) si è messo a far baratteria. Il dannato viene squartato da Ciriatto. I dannati fanno a gara per chi gli fa più male. Vogliono fargli subire supplizi crudeli, vogliono fargli perdere la sua natura umana. Il lettore del tempo aveva davanti queste cose, perchè i supplizi erano pubblici, in luoghi specifici, quindi la rappresentazione data qui rimanda a un’esperienza che il lettore poteva collegare. Non basta che vi sia solo un dannato, ma tanti. Uno può servire se ha una bella storia da raccontare, ma solitamente di chiede la lista dei dannati, e chi lo dice si sente soddisfatto perchè non è l’unico a stare li: odio tra i dannati. La scena è un insieme di parola diretta e intanto continuano ad esercitare la loro torture. Questo non accade sempre, in certi casi lo scrittore fa in modo che ci sia una sospensione della pena e il peccatore possa parlare senza essere torturato. In questo caso non succede perchè i diavoli non possono essere trattenuti perchè sono stati obbligati al loro lavoro. Il dannato si guarda e vede lo strazio in cui è stato ridotto. C’è una tecnica di ripartizione: tutta l’Italia deve essere nominata nell’Inferno. Nel sud sono nominate sopratutto Napoli e la Sicilia. Il dannato comincia un discorso che è quello di strutture la situazione: siccome ci sono questi due lui cerca di coinvolgerli per evitare di essere colpito dai diavoli, ma non succederà.
I personaggi perdono alcune parti umani sia nel parlare, sia nell’agire che nello sguardo. Importante misura e dismisura: se partiamo dalla Genesi chi va contro questo, non segue più l’ordine armonico dell’universo, ma fa qualcosa contro cioè il disordine, e cade nella dismisura. Dismisura può essere deformazione fisica, deformazione che avviene sui dannati stracciati e anche il diavolo ne è una forma perchè era un angelo bellissimo diventato essere orribile. Questo comporta altro elemento importante: Dante opera molto le metamorfosi perchè queste entrano nel rapporto misura-dismisura. La trasformazione del dannato è negativa perchè perde la figura umana. Il soggetto umano non ha più caratteristiche che gli erano state date dal creatore. Tutto ciò è utile a Dante: metamorfosi di vario genere. Nel paradiso ci saranno metamorfosi positive: legato al fatto che può accadere nella vita dell’uomo qualcosa che improvvisamente lo fa cambiare dentro. Nella Bibbia ci sono molte di queste metamorfosi positive.
Quelli che erano angeli adesso si insultano tra loro, e i loro discorsi sono interrotti dal dannato. Il dannato vuole fregare i diavoli: ha un modo per far emergere molti peccatori (ve ne sono molti di barattieri toscani e lombardi) e dice che loro hanno un richiamo: quando uno fischia c’è via libera. Menzogna:
-i dannati non vanno d’accordo
-fischiare: possibilità che l’essere umano ha, ma è negativo perchè positivo è solo la parola. Se non si usa la parola tutto il resto avvicina di più al basso.
Non tutti i diavoli ci cascano, allora lui dice che in realtà i diavoli si potranno divertire. Questo può anche rimandare a una cosa terrena, ma se ci fermiamo un attimo capiamo che siamo all’interno di qualcosa di fantasioso. Ci stiamo avvicinando ad una scena con molti personaggi: creato per colpire il lettore che non si trova più di fronte a un mirabilis individuale. Un diavolo propone una sorta di sfida al dannato perchè pensa che i dannati non possono ingannare i diavoli perchè sono più forti. In realtà il gioco è nelle mani del dannato perchè dice ai dannati che si devono allontanare così ha tempo di buttarsi nella pece.
Lo scrittore si rivolge direttamente al lettore e gli fa capire che sta per accadere una scena teatrale (in questo periodo l’unica forma teatrale accettata erano le sacre rappresentazioni).
Il personaggio dannato è il più debole e i dannati che sono più forti e con superiorità gerarchica, ma il primo riesce a ingannare i secondi. Alichino che credeva di essere il più furbo ora si sente più colpito e si butta subito per andare a prendere il dannato ma non ci riesce → similitudine con il falco che non riesce a prendere la sua preda (no similitudine qualsiasi perchè la caccia col falcone era molto usata). Un altro diavolo se la prendere con Alichino, che però scappa e avviene una specie di rissa sopra il lago di pece che è pericoloso. Infatti i due litiganti diavoli finiscono nella pece. Quando vogliono uscire dalla pece sono invischiati: subiscono la stessa pena dei dannati. Dante e Virgilio vedendo questa scena si allontanano.
Quando Dante decide di mettere in scena diavoli si rivolge alla tradizioni però mette in scena un episodio dove alla fine i diavoli sono scornati perchè Ciampòlo è stato più furbo di loro. Alla fine chi ci rimette è il diavolo che fa la figura del fesso e i due diavoli che si accapigliano e finiscono anche loro nella pece. Come questo può essere stato inventato da Dante? Vuole creare delle situazioni non solo per un mirabilis che deve attirare l’attenzione, ma il fatto che il diavolo è ingannato dal dannato, avvicina il diavolo al dannato. La distanza gerarchica tra i due non è poi così forte; i due personaggi sono più vicini di quanto si possa pensare. A Dante interessa di più il diavolo o il dannato? il secondo perchè stato un viventes che ha fatto qualcosa di negativo. Chi fa il barattiere non può essere stupido, e usa la sua intelligenza data da creatore per fini criminali, quindi nella capacità di ingannare i peccatori non sono così diversi dal diavolo. Questo porta a un altro significato negativo: non è tanto il diavolo, ma è l’uomo che ha dentro di se il male, ed è capace di fare male e farlo in modo forte ed ingannevole. Se il diavolo ha il compito di punire i dannati può trovare chi nella lotta tra bene e male prende la strada del male, quindi diventa portatore del male particolarmente pericoloso. L’uomo rinnega la sua natura di creatura superiore ma diventa una bestia. Il gioco teatrale porta con se significati rilevanti rispetto a quello che potremmo pensare leggendo la Commedia. Qui il finale di tutto questo nella sua innovazione/stranezza Il male non lo troviamo solo in maniera esplicita, ma il peggiore è il male nascosto che ci viene presentato da personaggi della doppia morale (i barattieri dicono di essere i garanti della giustizia mentre nascondono i loro interessi negativi e pericolosi). Tutto questo fa si che Dante e Virgilio che sono gli spettatori, parlano poco: da protagonisti diventano spettatori. E infatti se ne vanno quatti e in silenzio.

   
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