Gli strumenti finanziari del foreign exchange market (scambi valutari): contratti a termine, futures, swap e spot



Quali sono gli strumenti finanziari maggiormente impiegati negli scambi valutari?

Il mercato degli scambi valutari, ovvero quel mercato che si avvale delle operazioni di foreign exchange market e di forex all’interno della compravendita e dello scambio di valuta estera, si avvalla di numerosi strumenti finanziari, di cui i principali sono:

  • Contratti a termine (Forward contract): sono una tipologia di contratti di compravendita negoziati nei mercati non regolamentati (over the counter) nei quali l’oggetto del contratto sia un bene reale o un’attività finanziaria. I contratti a termine permettono di determinare una prestazione a scadenza a cui le parti sono obbligate, alla data decisa nel contratto, ovvero la compravendita di un’attività determinata al prezzo per cui le parti si siano accordate durante la stipulazione del contratto a termine. Il contratto a termine quindi porterebbe a concordare oggetto e data dello scambio, ma non comporterebbe un pagamento immediato al tempo della stipula, che verrà invece evaso al momento appositamente concordato;
  • Futures: sono dei contratti a termine standardizzati, il cui nome deriva dalla lingua inglese “future contracts”, che permettono di essere scambiati nei mercati finanziari regolamentati e che determinano la forzatura a compiere un acquisto dietro prezzo prefissato. Qual’è la differenza tra futures e contratti a termine (forward contract)? La vera differenza sta nel tipo di mercato dove vengono scambiati i due contratti: i contratti a termine infatti vengono scambiati all’interno dei mercati OTC (over the counter) e quindi non regolamentati, mentre i future sono scambiati nei mercati regolamentati;
  • Spot: sono dei contratti a termine dove lo scambio di valute ha come tempistica quella di due giorni lavorativi successivi al giorno della rilevazione;
  • Swap: si tratta di strumenti finanziari spesso usati lungo gli scambi valutari, facenti parte della famiglia degli strumenti che derivino il proprio valore da asset finanziari o da indici esterni al titolo stesso, quindi rientranti nel gruppo dei titoli derivati. Mediante gli swap vengono condotti scambi di flussi monetari (flussi di cassa) tra due soggetti, a seconda dell’andamento di un indice esterno, di un attività finanziaria determinata o dall’andamento di un’altra condizione; gli swap vennero inventati nel 1994 e sono tutt’oggi fra i contratti più utilizzati per adoperare alla copertura di rischi da parte degli operatori finanziari. Con gli swap, i due soggetti si accordano per scambiare valute all’interno di un determinato intervallo di tempo, accordandosi per il rovesciamento in un periodo futuro. È bene ricordare che gli swap, non essendo dei contratti standardizzati, non vengono scambiati all’interno del mercato regolamentato ma piuttosto nel mercato OTC.

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