Gli scambi valutari ed il trading: aspetti generali e tecnici essenziali

In questo articolo parleremo delle operazioni di cambio valuta, note come trading, cercando di dare una panoramica generale e riportando materiale utile riguardante il cambio di valuta ed il mercato di scambi finanziari che oggi si può raggiungere in maniera facile e veloce.

Premettiamo, ancor prima di parlare di cosa sia un’operazione di cambi di valuta e quindi su cosa sia il trading attualmente che fare trading è un’attività rischiosa e che può portare alla perdita del proprio investimento: per questo motivo consigliamo a chiunque voglia cimentarsi in questo tipo di attività finanziaria di informarsi bene riguardo alle valute e di analizzare lo storico di precedenti trader e delle reazioni dei mercati alle notizie di aziende e banche con rilevanza mondiale. Informarsi e conoscere, studiare con impegno è una delle basi fondamentali del successo e questo vale ovviamente anche per la finanza ed il trading.

Di sotto riportiamo alcune valutazioni accompagnate da importanti approfondimenti derivanti dal volume “Economia degli intermediari finanziari” della McGrawHill, un testo universitario di grande valenza accademica e capace di fornirvi una visione preparata della finanza generale.

Cosa sono le operazioni in cambi a termine: il trading

Un’operazione in cambi a termine è uno scambio di valute a un tasso di cambio predefinito (tasso di cambio a termine) che si realizza in una data futura presti» bilita. Un esempio è l’accordo oggi (tempo 0) di cambiare (cioè, negoziare) euro in sterline a un certo tasso di cambio (a termine) fra tre mesi. I contratti per consegna differita (contratti forward) sono di solito stipulati con consegna della valuta a uno, tre o sei mesi dalla data della stipula, ma in teoria possono essere stipulati per qualsiasi data futura.

Il volume medio negoziato giornalmente sui mercati valutari è stato pari a USD 1100 miliardi nel 2001, dei quali USD 450 miliardi (40.9%) hanno interessato transazioni a pronti e USD 650 miliardi (59.1%) transazioni a termine. A confronto, nel 1989 (si veda Tabella 8.2) il volume medio giornaliero di negoziazione e stato pari 1 USD 590 miliardi, dei quali USD 350 miliardi (59.3%) per transazioni a pronti e USD 240 miliardi (40.7%) per transazioni a termine. La motivazione principale dell’incremento dell’utilizzo delle operazioni a termine rispetto a quelle a pronti & rappresentata dal fatto che le operazioni a termine offrono la possibilità di proteggersi dal rischio di cambio.

Operazioni di trading sui mercati valutari e sulle obbligazioni societarie

Le operazioni sui mercati valutari, cosi come quelle sui mercati delle obbligazioni societarie (corporate band) e sui mercati monetari, sono effettuate fra intermediari dealer principalmente sul mercato over the counter (OTC), utilizzando il telefono o sistemi elettronici di negoziazione. Gli operatori in valute sono di solito ubicati in una grande sala di trading di una banca o di un altro intermediario finanziario. dove hanno accesso ai dati sui cambi e ai sistemi di negoziazione. Ciascun operatore di trading in genere, è specializzato in un numero ristretto di valute (tenere conto di questo è molto importante perché ci fa comprendere come persino per uno specialista sia complesso investire nel trading e che per fare questo in maniera profittevole si debba per forza unire le proprie energie verso un insieme ristretto di valute estere e sulle loro oscillazioni; un errore tipico di chi fa trading per la prima volta infatti è proprio quello di non tenere conto degli scenari specifici di ciascuna valuta e non approfondire la propria preparazione prima di effettuare i primi scambi ingenti).

Vediamo un esempio di come il trading possa essere effettuato bene: una posizione di esposizione netta negativa implica che un intermediario finanziario italiano ha una posizione netta corta in una valuta (ossia. abbia venduto più valuta estera di quanta ne abbia acquistata): l’intermediario italiano trarrebbe beneficio nel caso nel quale la valuta estera subisse un deprezzamento rispetto all’euro, ma si assoggetterebbe al rischio che essa subisca un apprezzamento rispetto all’euro. Pertanto, nel caso nel quale un intermediario finanziario italiano non riesca a mantenere una posizione di equilibrio perfetto in una certa valuta, si esporrebbe alle fluttuazioni del tasso di cambio della valuta in questione rispetto all’euro. Infatti, maggiore è la volatilità dei tassi di cambio, a una data posizione di esposizione netta, maggiori sono le fluttuazioni del valore del portafoglio valutario dell’intermediario finanziario.

La posizione netta di un intermediario finanziario in una valuta puo rimanere completamente sotto il suo controllo. Per esempio, anche se un intrmediario finanziario italiano prevede che una certa valuta subirà un deprezzamento rispetto all’euro, potrebbe essere costretto a mantenere una esposizione netta pontiva in quella valuta a causa dei mutui precedentemente emessi verso i clienti di quel Paese. Pertanto, è importante che l’intermediario finanziario riconosca il rischio di incorrere in perdite a causa di fluttuazioni valutarie e adotti strategie di pretezione o di gestione del rischio.

Prima di dedicarsi al trading online quindi, per non incorrere in tipici errori dovuti alla mancata preparazione specifica occorre come minimo leggere una guida professionale al trading online rimanendo coscenti dei propri rischi e dei propri limiti. Solo conoscendo le regole del mercato in cui stiamo operando e avendo una certa familiarità con le notizie e le reazioni macroeconomiche che si verificheranno potremo operare con successo in questo campo. Ricordiamoci quindi che una notizia di geopolitica può smuovere l’intero assetto dei cambi anche per molto tempo e che le decisioni annunciate dalle banche più grandi o dalle industrie maggiori possono avere conseguenze rilevanti sui mercati: per comprendere questo dopotutto basta fare un’analisi storica!

I livelli di attività denominate nel trading in valute estere e le posizioni in valute estere detenute dagli intermediari finanziari hanno registrato un incremento negli ultimi anni, ma il livello di compravendita di valuta e diminuito. Per esempio, nel Regno Unito, il numero di trader in valuta estera e diminuito del 12.5% (passando da 32000 a 28 000 unità), negli anni Novanta. Le fusioni che hanno coinvolto banche di investimento e banche commerciali hanno infatti ridotto il numero di operatori in valuta.

Le 4 attività principali del trading

La posizione valutaria di un intermediario finanziario, di solito, riflette quattro attività di trading:

I. l’acquisto e la vendita di valuta estera per consentire ai clienti di effettuare 0 di operazioni di commercio internazionale;

2. l’acquisto e la vendita di valuta estera per consentire ai clienti (o all’intermediario finanziario stesso) di assumere posizioni in investimenti esteri reali

3, l’acquisto e la vendita di valuta estera a scopo di copertura, per neutralizzare l’esposizione del cliente (o dell’intermediario finanziario) in una data valuta;

4. l’acquisto e la vendita di valuta estera a fini speculativi come l’anticipo delle oscillazioni future dei tassi di cambio.

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