Gli effetti del colonialismo sui paesi d’origine: alcuni casi

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Riassuto storia economica anni 50

L’opinione dominante è che i paesi coloniali hanno tratto beneficio dal colonialismo, mentre quelli colonizzati hanno avuto solo effetti negativi.

Ma il gioco economico è più complicato. Il colonialismo va analizzato sul lunghissimo periodo. Ha avuto molteplici dimensioni: l’avventura di nuove scoperte geografiche, la spinta alla conversione religiosa di nuove popolazioni, il desiderio di nuove terre d’insediamento, l’espansione della propria cultura, la necessità di controllare zne militarmente strategiche, l’interesse economico, la competività con altre potenze. L’indicatore principale che ci dà la misura del coinvolgimento della madrepatria nell’economia delle colonie è il commercio.

La Gran Bretagna ebbe da subito un forte legame con le colonie, metre Francia e Giappone lo rinforzarono tra le due guerre. Fino agli anni 80 del 1800 ci furono vantaggi nelle colonie, perché molte imprese inglesi fino ad allora vi operavano come monopolisti. Poi la situazione cambiò e i tassi di profitto fuori dalle colonie divennero superiori: gli investitori guadagnavano il tasso di profitto nominale e quindi continuavano a ritenere profittevole l’investimento e a spingere i governi inglesi a rimanere nelle colonie.

Chi ci perdeva era la Gran Bretagna e anche coloro che pagavano le tasse per far fronte ai costi delle colonie.

   
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