Gli anni venti – riassunto di storia economica

ca. 1949 --- Actress Betty Field dances the Charleston during a poolside party scene from the 1949 movie The Great Gatsby. --- Image by © Bettmann/CORBIS

Gli effetti della Grande guerra sui rapporti tra le potenze industriali

  • Crisi del sistema delle grandi imprese industriali, affermatosi nel secolo precedente (relativo declino dell’Europa a favore degli USA)
  • Si avviò una crisi economica e sociale globale

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Costo in termini di vite umane

  • 10 milioni di morti (solo militari), 20 milioni di feriti gravi
  • 10 milioni di vittime civili e 20 milioni di morti per carestie ed epidemie provocate dal conflitto (epidemia influenzale del 1918 che in Italia prese il nome di spagnola).

 

Costo monetario della guerra

  • 180 – 230 miliardi di dollari come costi diretti (operazioni militari)
  • 150 miliardi di dollari come costi indiretti per danni alle cose
  • Paesi più colpiti: Francia, Belgio, Italia

 

Commercio

  • Durante il conflitto tutti gli stati imposero i controlli diretti sui prezzi, sulla produzone e sulla distribuzione della forza lavoro
  • Guerra economica: GB -> blocco dei porti tedeschi; Germania -> ricorso all’uso dei sommergibili (contro vascelli disarmati)
  • 1915 l’affondamento della Lusitania, la guerra sottomarina “illimitata” fu uno dei motivi dell’entrata in guerra degli USA
  • N.B. con il conflitto le donne presero il posto degli uomini nelle fabbriche e questo darà i presupposti per l’emancipazione femminile che avverrà successivamente

 

Industria

  • Carenza di manodopera e materie prime
  • Eccessivo deprezzamento ed esaurimento degli impianti
  • Attrezzature industriali prive di adeguata manutenzione e parti di ricambio -> obsolescenza dell’industria (dopo la guerra ci sarà un momento di conversione di pace delle industrie; le industrie siderurgiche e metallurgiche entrarono in crisi e lo stato in Italia ad esempio intervenne per evitare i fallimenti).
  • N.B. per l’Italia fu un motore di spinta per l’industrializzazione ma subito si arrestò per la carenza di materie prime dovute ai blocchi commerciali.

 

Agricoltura

  • Carestie: danni al bestiame, macchine agricole, infrastrutture di trasporto
  • Aumento della domanda di generi alimentari da nuovi paesi fornitori (es America latina)
  • Conseguenza: sovrapproduzione e crollo dei prezzi negli anni venti (es il caffè e per cercare di non essere colpiti dal deprezzamento furono istituiti degli schemi di controllo dei prezzi ma non durò a lungo)
  • Schemi di controllo dei prezzi

 

Investimenti esteri

  • Francia e Gran Bretagna ridimensionarono il ruolo di grandi investitori di capitali internazionali
  • Problemi di bilancia commerciale, necessità di finanziare le importazioni di materiale bellico, difficoltà valutarie, inflazione, inadempienze
  • Valore degli investimenti esteri GB – 15% e Francia – 50%
  • N.B. è importante che la Francia aveva investito in Russia ma dopo la rivoluzione d’Ottobre del 1917 perse i capitali ecco perché smise di investire all’esterno per concentrarsi più internamente.
    Gran Bretagna
  • Lenta ripresa reddito pro capite
  • Elevata disoccupazione
  • Indebitamento industriale, commerciale e finanziario
  • Ristagno esportazioni
  • 1925 ritorno al Gold Standard allo stesso cambio prebellico (ma questo creò grossi problemi alla Gran Bretagna perchè si alzò l’inflazione notevolmente) -> solo con la crisi del 29′ si uscirà dal Gold Standard fortemente sopravvalutata
  • Alti tassi di interesse -> decrescita investimenti
  • Crollo esportazioni
  • Deficit della bilancia dei pagamenti
  • Le riserve di oro si assotigliarono

 

Francia

  • Inamovibile sulla questione delle riparazioni
  • Allargamento della capacità industriale
  • Effetto restrizione dell’Alsazia-lorena
  • Continui turbamenti a livello politico ma ci fu una ripresa economica (si formarono 11 governi in un arco di tempo limitato ma l’ultimo che si insediò riuscì a stabilire le sorti politiche ed economiche del paese).
  • Luglio 1926 ritorno al Gold standard ad un tasso di cambio inferiori da 5,18 a 25,53 franchi per dollaro
  • La svalutazione favorì le esportazioni e la ripresa

 

Italia

  • Difficile processo di riconversione perché particolarmente alta era la crescita industriale durante il periodo prebellico (occasione di industrializzazione) -> avevano la certezza della domanda, i finanziamenti e prezzi garantiti dallo stato e così favorì la nascita di grandi imprese (chiamati stabilimenti ausiliari) -> Fiat, Ansaldo (che produceva dalle materie prime al prodotto fornito e fornì l’80% dell’artiglieria bellica)
  • 1914 CSV con l’idea di andare a sovvenzionare liquidità a settori come le siderurgie ed aziende ad essa collegata
  • Difficoltà finanziarie condussero al fallimento di banche e società
  • Disordini sociali (dovuti alla mancata forza dei governi di prendere decisioni)
  • Allarmanti sviluppi politici (con la richiesta del Re di creare il nuovo governo da Mussolini)
  • Ottobre 1922 marcia su Roma
  • La politica economica e monetaria del fascismo (anni 20′ Italia)
  • De Stevani riorganizzò il bilancio statale portandolo in pareggio (tagliando le spese militari)
  • L’inflazione si riaccese (perché con le sovvenzioni del CSV si stampavano più soldi)
  • Mussolini temette di perdere l’appoggio delle classi medie (perché con l’inflazione venivano erosi i risparmi delle classe medie)
  • Nominò ministro Giuseppe Volpi (era un industriale veneziano ed aveva fatto fortuna con i commerci verso balcani costruendo porti, ferrovie e dando le infrastrutture principlai ma con poco successo; la sua fortuna fu essere capo della SADE una società elettrica dove si crearono gli stabilimenti chimici che furono la fortuna di Venezia; con Mussolini prese alcune decisioni importanti come il ritorno al Gold Standard per motivi di prestigio e quindi con valore prebellico)
  • Ritorno al Gold Standard 1926 -> Quota 90 (cioè una sterlina valeva 90 lire anche se effettivamente non era così e quindi creò sopravvalutazione della moneta).

 

La “battaglia della lira” ed altre manovre

  • Prestito del littorio (consolidamento obbligatorio dei BOT)
  • 1928: tagli salariali, agli affitti e agli stipendi degli impiegati pubblici (con migliaia di licenziamenti)
  • Efficace campagna per ridurre i prezzi
  • Battaglia della lira, battaglia del grano (perché non siamo mai stati in grado di produrre la giusta quantità di grano per la popolazione italiana ma con questa battaglia Mussolini cerca di influenzare gli agricoltori a seminare grano rispetto alle altre culture e circa il 20% delle colture fu convertito in grano

 

NB: aspetto positivo della quota 90 fu il minor prezzo delle importazioni ma chi ebbero più problemi furono i produttori tessili i quali non riuscivano ad avere dei buoni rendimenti.

 

Russia

  • Rivoluzione del febbraio 1917 e d’Ottobre 1917 che provocarono l’uscita al primo conflitto mondiale
  • Nel 1700 Pietro il Grande attuò un’industrializzazione grazie all’intervento dello stato.
  • Alessandro II nel 1861 fu il primo zar che cercò di migliorare le condizioni dei contadini con l’abolizione della servitù della gleba e crea il Mir una terra lasciata alla collettività che dovrà essere coltivata da tutti per avere i proventi per poter riscattare il terreno dallo stato nel giro di cinquant’anni.
  • Grande balzo negli anni novanta dell’Ottocento attraverso la costruzione ferroviaria, fondazione dell’industria mineraria e metallurgica con l’ausilio dei capitali esteri he venivano utilizzati per finanziarsi
  • Elevato analfabetismo 72%
  • 75% forza lavoro in agricoltura
  • Gli operai erano 2 milioni su 170 della popolazione totale
  • L’industria si sviluppò in alcuni poli come Mosca S.Pietroburgo e negli Urali
  • Assolutismo zarista (seicentesco) abbattutto con la rivoluzione del 1905 con la nascita dei sindacati, con la possibilità di avere una propria opinione, con la riforma agricola sul Mir e con la nascita di un assemblea rappresentativa di sola consultazione perché le scelte politiche erano comunque dello Zar.

 

La Russia e la rivoluzione del 1917

1917 – 1921 furono gli anni di guerra civile dove fu deposto lo Zar Nicola, dove nacquero anche nuovi gruppo politici denominati Soviet e Bolscevichi

1918 firma della pace di Brest-Litovosk con la Germania

1920 denominato l’anno del “comunismo di guerra”

  1. Nazionalizzazione dell’economia urbana
  2. Confisca della terra ai contadini
  3. nuovo sistema iuridico
  4. partito unico o dittatura del proletariato di cui Lenin era la voce
  5. eliminazione della moneta e quindi il ritorno all’economia di baratto (dove la produzione industriale calò di 1/5 e la produzione agricola dei 2/3) -> Lenin vara nel 1921 il NEP reintroducendo la moneta, i coltivatori agricoli possono vendere l’eccedenza possono essere vendute nel mercato libero, le imprese più piccole (20 addetti) ritornano ad essere privatizzate mentre le grandi rimangono statali. Questa era una prima idea di economia mista.

Da Lenin a Stalin

1922 nasce l’Urss unione delle repubblihe socialiste sovietiche

1924 muore Lenin

1927 Stalin: superindustrializzazione forzata a spese dell’agricoltura (super tassati e super sfruttati dai contadini) per recuperare i 100 anni di distacco nei confronti del resto del mondo.

La pianificazione sovietica

1926 Stalin vara il primo quinquennale (con obbiettivi di industrializzazione abolendo la NEP quindi ritornando a rendere tute le imprese statali eliminando così la privatizzazione) -> lo stato stabilisce quanto e cosa produrre

1929 collettivizzazione forzata e integrale delle terre

Prezzi stabiliti dal governo che perdono il legame con i costi di produzione

Lo stato sovietico punta sull’industria pesante, la difesa e le infrastrutture

I piani quinquennali e i risultati

1928, 1933, 1938 si punta sui beni, sul capitale e sull’equipaggiamento militare (grandi collaborazioni fra la Fiat e le industrie Russe per poter importare la scienza e quindi in correlazione anche le invenzioni e le innovazioni che mancavano nel territorio russo)

Grande crescita industriale, grandi sacrifici per i contadini che rimangono il settore debole

1936 purga staliniana nei confronti degli operai/politici accusati di tradimento

Concludendo

La guerra provocò una crisi economica e sociale globale

Forti ripercussioni politiche:

  1. Interne (come è successo nel caso russo ad esempio)
  2. Internazionali (crollo dei commerci, etc)

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