Geografia dell'inferno e del mondo dantesco

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Per Dante l’inferno era un posto concreto, non spirituale.

Le conoscenze geografiche di Dante si fermavano alle colonne d’Ercole a ovest, a est il Gange; a nord la Scozia e i territori scandinavi, a sud il cuore dell’Africa.

Dante dipinto

Per Dante il mondo era diviso in due emisferi: il nord (dove c’erano le terre e il mediterraneo) ed il sud (dove non c’era niente).

Nell’emisfero sud, nell’ideologia medioevale, doveva essere caduto il diavolo, a seguito dello scontro tra gli angeli di Dio e gli angeli ribelli; le terre, venute a contatto con il diavolo, inorridite, si ritrassero nell’emisfero nord; Lucifero cade in mare e arriva al centro della Terra; l’unica terra che rimane è il purgatorio, più che altro una montagna; intorno alla Terra ci sono i cieli, che sono concentrici e uno circonda l’altro, fatti di puro cristallino: l’uomo medioevale fa coincidere la fede con la conoscenza e Dante pose l’inferno proprio sotto Gerusalemme, che secondo lui è al centro del mediterraneo (in realtà è più a est).

L’inferno è un altro mondo, con i suoi boschi, le sue pianure, i suoi fiumi (Acheronte, Stige, Plegetonde, Cocito), torri, riproduce contrada Fiorentina, è popolato non solo da dannati, ma anche da diavoli e mostri.

L’inferno è un cono rovesciato.

   
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