Fortificazioni di San Giovanni a Tharros – La storia

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Dalle falde occidentali del colle San Giovanni, in posizione di mezza costa, i osservano i ruderi di un settore di cinta muraria impostata a terrazzamento lungo il declivio dell’altura con andamento a cremagliera, cioè a linea spezzata, utile per frammentare e indebolire l’impeto di eventuali assalitori. I ruderi appartengono a una cortina muraria conservata per circa 45 metri di lunghezza e un’altezza di 3,50 metri, che si ammorsa a un basamento quadrangolare, in conci di calcarenite, sovrapposti per tre assise, sul quale si imposta un altro filare di blocchi interpretato come residuo di un torrione simicircolare. L’interpretazione corrente individua in questi resti la testimonianza della cinta difensiva punica che proteggeva il centro urbano; al tratto conservato sul colle si raccorderebbe la prima fase delle frotificazioni settentrionali che cingono il colle di Murru Mannu. Viene così ricostruito un perimetro ipotetico della cinta muraria punica tharrense lungo circa 1,700 km; secondo questa ipotesi le mura, partendo dal lato nord della città, proseguono verso sud-ovest a mezza costa per risalire l’altura di San Giovanni fino alla sommità occupata oggi dalla torre che sostituirebbe una precedente fortificazione punica. Il recente accurato riesame dei ruderi di San Giovanni e in particolare del basamento quadrangolare sul quale si imposta la c.d. torre esclude che l’alzato delle fortificazioni oggi visibile sia da riportare ad età punica; si è verificata infatti una profonda ristrutturazione successiva che ha utilizzato blocchi appartenenti ad una precedente installazione punica . Gli elementi che hanno portato a questa conclusione sono molteplici: tra i pricipali ricordiamo la irregolare giustapposizione tra alcune assise di onci; le imprecise connessioni tra i blocchi, che spesso sono collocati senza rispettare la giusta disposizione della faccia a vista; la presenza di blocchi inseriti in alloggiamenti che non sono quelli originari. Il riposizionamento e il riuso degli elementi murari motivò la necessità di saldare e ancorare vigorosamente la nuova costruzione per evitare indebolimenti e cedimenti; fu questa la funzione svolta dalle grappe a doppia coda di rondine i cui segni di posa sono visibili sui blocchi di basamento quadrangolare. La ristrutturazione, verosimilmente di carattere militare, che ridisegnò la cortina difensiva verosimilmente di carattere militare, che ridisegnò la cartina difensiva punica, forse in rovina e comunque in disuso, viene riferita alle fasi avanzata del III secolo dopo Cristo.

   
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