Filosofia di Benedetto Croce e Giovanni gentile – riassunto vita/opere/pensiero

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Benedetto croce foto

*Appunti riassuntivi su Benedetto Croce e Giovanni Gentile mandati via mail

Benedetto Croce: seguace dell’idealismo, inteso come idealismo nuovo, critico e anti metafisico

LA FILOSOFIA DELLO SPIRITO: si si articola in 2 sfere: sfera pratica e teorica, nella sfera teorica fanno parte estetica e filosofia che sono 2 momenti conoscitivi dell’uomo. l’estetica rappresenta la conoscenza basata sulle intuizioni e la filosofia rappresenta la conoscenza basata sulle riflessioni parlando di estetica parliamo anche di arte che ha intuizioni particolari ad esempio il bene e la filosofia dove si hanno concetti universali ad es. il vero. Nella sfera pratica fanno parte economia e etica, l’economia ricerca il bene particolare cioè l’utile e l’etica ricerca il bene

. TEORIA DEI DISTINTI: arte, filosofia, economia, etica rappresentano 4 momenti separati sono indipendenti l’uno dall’altro ma stanno sempre in un rapporto di reciprocità. Croce distingue i concetti di natura logica dagli pseudiconcetti delle scienze naturali, infatti la logica si basa su concetti, con cui la filosofia cerca la verità, invece le scienze naturali si basano su pseudoconcetti, i primi sono definiti concetti puri, poichè vanno oltre i singoli fenomeni per rappresentare gli universali delle cose, i secondi sono definiti pseudoconcetti, poichè rappresentano i singoli oggetti della realtà.

STOICISMO PER CROCE: per egli la storia si identifica con la filosofia considerando che entrambe tendono all’affermazione della verità, la storia non viene intesa come semplice descrizione di fatti, bensì come ricerca della verità, l’esposizione dei fatti è cronaca, mentre l’interpretazione dei fatti propria della storia. Secondo croce storia e filosofia non cercano due verità diverse, ma la storia cerca il vero in questo mondo e la filosofia il vero in un altro mondo.
o quando si parla di idealismo italiano si pensa a croce e gentile.

OPERE: L’ATTO DEL PENSARE COME ATTO PURO, la riforma della dialettica hegeliana, la teoria geneale come atto puro. Gentile collaborò con croce nella rivista la critica e deve a lui il suo successo. gentile si distacca da hegel per quanto riguarda il problema del cominciamento, per hegel bisognava cominciare a fare filosofis dal concetto di essere indeterminato invece per gentile si cominciava a far filosofia dall’atto del pensare. la filosofia dello spirito presupponeva l’atto del pensare come fondamento della filosofia, l’uomo è un soggetto pensante.

STORIA E FILOSOFIA gentile sosteneva che la storia e la filosofia non erano due discipline separate ma che la filosofia si identificava con la storia mentre per croce era la storia che si identificava con la filosofia. Croce, a seguito del terremoto che uccise i suoi genitori, croce si trasferisce dallo zio spaventa a roma, e li che croce incontrò Gentile.

Giovanni gentile foto

Giovanni gentile nacque il 30 maggio del 1875 a casterlvetrano, e mori il 15 aprile 1944 a firenze è stato un filosofo e pedagogista italiano. Fu insieme a benedetto croce uno dei maggiori esponenti del neo idealismo ed un importante protagonista della cultura italiana nella prima metà del xx secolo. Gentile avversa ogni dualismo e naturalismo rivendicando l’unità di natura e spirito nella coscienza, assieme al primato gnoseologico ed ontologico di questa. la coscienza è vista come sintesi di soggetto e oggetto, sintesi di un atto in cui il primo (il soggetto) pone il secondo. di hegel, a differenza di benedetto croce, gentile non apprezza tanto l’orizzonte storicista quanto l’impianto idealistico relativo alla coscienza, ovvero la posizione della coscienza come fondamento del reale. anche secondo gentile vi è un errore, in hegel, nella valutazione della dialettica, ma in modo diverso da croce: hegel avrebbe infatti confuso la dialettica del pensare (che ha individuato correttamentte) lasciandovi forti residui della dialettica del pensato, ovvero quella del pensiero determinato e delle scienze. L’attualismo di gentile si esprime in questa riforma della dialettica idealista, con l’aggiunta della teoria dell’atto puro e l’esplicazione del rapporto tra logica del pensare e logica del pensato.
Recuperando fichte, il filosofo afferma che lo spirito è fondante in quanto unità di coscienza ed autocoscienza, pensiero in atto; l’atto del pensiero pensante, o “atto puro”, è il principio e la forma della realtà diveniente. secondo gentile la dialettica dell’atto puro si attua nella opposizione tra la soggettività rappresentata dall’arte “tesi” e l’oggettività rappresentata dalla religione “antitesi” cui fa da soluzione la filosofia “sintesi”.

Giovanni Gentile e la sinistra Hegeliana

L’atto puro si fonda sull’opposizione della “LOGICA DEL PENSIERO PENSANTE” e la ” logica del pensiero pensato”; la prima è una logica filosofica e la dialettica, la seconda una logica formale ed erronea.
Gentile dedica la sua attenzione al tema della soggettività dell’arte e il suo rapporto con religione e filosofia, ovvero l’intera vita dello spirito, se da un lato l’arte è il prodotto di un sentimento soggettivo, dall’altro essa è un atto sintetico che coglie tutti i momenti della vita dello spirito, acquistando dunque alcuni caratteri del discorso razionale.

SINISTRA HEGELIANA: hegel pensa che ci si deve allontanare dalla religione, perchè essa ci fa solo illudere e allontanareda noi, la sinistra hegeliana sarebbero i giovani progressisti quelli di sinistra sono rivoluzionari e quelli di destra sono conservatori e non hanno apportato grandi modifiche al sistema hegeliano.

Russell nasce nel 1872 e muore nel 1870, pubblica social demovrazia tedesca, saggio sui fondamenti della geometria, principi della matematica, saggi sulla denotazione e matematica. la storia delle idee del secolo xix dove parla della trasformazione politica e sociale in europa e nel mondo tra l’800 e il 900, in questo libro parla di riconoscere la libertà del singolo e del genere umano contro ogni dittatura e imperialismo. ma l’opera + importante risulta I principia matematica, l’autore sostiene che solo le proposizioni logiche e matematiche sono in grado di rappresentarci la realtà, ritiene che la conoscenza della realtà debba basarsi sull’esperienza che siamo capaci di realizzare, quindi elabora una logica descrittiva della realtà utilizzando il linguaggio della matematica.

   
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