Felsinotherium forestii – Museo Capellini (Bologna) – Felsinoterio

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Nome scientifico: Felsinotherium forestii

Phylum: Vertebrati

Classe: Mammiferi

Ordine: Sirenidi

Nome volgare: Felsinoterio

Età geologica: questo sirenide è fossilizzato in arenarie, la cui età risale al pliocene superiore (era cenozoica). È vissuto quindi circa 3 milioni di anni fa.

Luogo di ritrovamento: dintorni di Riosto, sulle colline ad est di Pianoro (provincia di Bologna)

Tipo di acquisizione: esemplare scoperto dal signor G. Monti nel luglio 1863, scavato e donato al museo da L.Forestii, liberato dalla roccia e studiato da G.Capellini.

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Era un animale erbivoro di ambiente acquatico, che viveva nei fiumi e lungo le coste, era lungo circa 3,5 metri e dotato di 2 zanne. Viveva nell’antico mare Pliocenico, che a sud di Bologna formava un golfo dove sfociava l’antico fiume Reno, con un grande delta sabbioso nei dintorni attuali di Sasso Marconi, monte Adone.

L’esemplare di Felsinotherium forestii conservato nel museo Capellini, ha una particolare importanza dal punto di vista scientifico in quanto rappresenta il primo fossile di questo tipo mai scoperto prima in Italia e nel mondo. Su questo specifico reperto è stato perciò definito da G.Capellini, nella sua pubblicazione del 1872, il “nuovo genere Felsinotherium e la nuova specie forestii” in quanto questo particolare animale fossile aveva una costituzione dello scheletro differente dai sirenidi conosciuti sino a quel momento (degli organismi fossili infatti si possono studiare, tranne casi particolarmente fortunati, solo le ossa oppure parti dure come i gusci dei molluschi; le parti molli invece si decompongono e possono preservarsi raramente solo come impronte). Questo esemplare dunque, e solo questo, costituisce l’olotipo del nuovo genere e nuova specie Felsinotherium forestii, cioè in termine di paragone a livello mondiale su cui confrontre altri ritrovamenti di sirenidi fossili per verificare se appartengano o meno a questo genere o a questa specie.

Del Felsinotherium forestii, sono conservati il cranio, quasi completo (manca solo una piccola porzione della parte anteriore) con la zanna sinistra, mentre la destra è andata perduta anche se è visibile la cavità allungata dove si trovava. Sono presenti inoltre le vertebre cervicali, una omoplata (scapola), l’apparato auditivo e numerose costole. Mancano gli arti anteriori e la maggior parte delle vertebre e diverse costole.

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