Esclusione del socio nella società di persone (diritto commerciale)

Successione nei debiti (imprenditore agricolo o commerciale) appunti di diritto commerciale

Il legislatore distingue le cause di esclusione di diritto (automatica) del socio (articolo 2288) dalle altre cause di esclusione facoltativa

Articolo 2286 del codice civile:

L’esclusione di un socio può avere luogo per gravi inadempienze delle obbligazioni che derivano dalla legge o dal contratto sociale, nonché per l’interdizione, l’inabilitazione del socio o per la sua condanna ad una pena che porta l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici. Il socio che ha conferito nella società la propria opera o il godimento di una cosa può altersì essere escluso per la sopravvenuta inidonietà a svolgere l’opera conferita o per il perimetro della cosa dovuto a causa non imputabile agli amministratori. Parimenti può essere escluso il socio che si è obbligato con il conferimento a trasferire la proprietà di una cosa, se questa è perita prima che la proprietà sia acquitata dalla società.

Articolo 2288 del codice civile, riguardante l’esclusione del socio di diritto

È escluso di diritto il socio che sia dichiarato fallito. Parimenti è escluso di diritto il socio nei cui confronti un suo creditore particolare abbia ottenuto la liquidazione della quota a norma dell’articolo 2270.

Le cause di esclusione di diritto operano in automatico, ovvero comportano lo scioglimento automatico del vincolo sociale. Le cause di esclusione facoltativa, al loro verificarsi non sciolgono automaticamente il vincolo sociale, legittimano però i soci a decidere l’esclusione del ocio, la decisione viene presa per maggioranza per teste.

Le cause di esclusione facoltativa consistono in:

  1. Gravi inadempienze agli obblighi derivati dalla legge o dal contratto sociale, l’inadempimento deve essere grave, tale da determinare una rottura del rapporto fiduciario nei confronti del socio (ad esempio l’inadempimento dell’obbligo di conferimento, oppure l’inadempimento degli obblighi derivanti dalla qualifica di amministratore);
  2. Interdizione e inabilitazione sopravvenute del socio;
  3. Condanna del socio che comporta l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici;
  4. Inidonietà sopravvenuta alla prestazione dovuta dal socio d’opera;
  5. Perimento, per cause non imputabili agli amministratori, del bene conferito in godimento dal socio (se c’è inadempimento degli amministratori del loro obbligo di operare con la dovuta diligenza, invece, il rapporto sociale persiste);
  6. Perimento del bene conferito in proprietà dal socio, prima che la proprietà sia trasferita alla società.

Le ultime tre previsioni normative non dipendono dalla voluttà e dall’inadempimento del socio, ma si tratta di vicende che privano la società di prestazioni, di conferimenti, che costituiscono il nesso di collegamento tra socio e società.

Quando viene meno il conferimento, viene meno la radice del rapporto societario.

Il codice tace, ma la disciplina è concorde nel ritenere che il contratto sociale possa prevedere utleriori cause di esclusione del socio, o specificare le cause di esclusione previste al primo comma dell’articolo 2286.

Procedimento di esclusione del socio dalla società di persone

L’esclusione è deliberata dalla maggioranza dei soci, non computandosi nel numero di questi il socio da escludere, ed ha effetto decorsi trenta giorni dalla data di comunicazione al socio escluso. Entro questo ermine il socio escluso può fare opposizione al tribunale, il quale può sospendere l’esecuzione. Se la società si compone di due soci, l’esclusione di uno di essi è pronunciata dal tribunale, su domanda dell’altro.

Il terzo comma prende in considerazione le vicende che colpiscono le società composte da almeno tre soci (meglio se più, in quanto l’esclusione facoltativa è l’effetto di una deliberazione assunta a maggioranza calcolata per tete, escluso il socio di cui si delibera l’esclusione).

La deliberazione dell’esclusione ha effetto decorsi 30 giorni dalla data della comunicazione al socio escluso, non dalla data della deliberazione. La comunicazione dell’esclusione deve essere motivata, dalla comunicazione devono risultare le cause sulla base delle quali l’esclusione è stata decisa. La specificazione delle cause è fondamentale in quanto è rispetto a queste che il socio può adire il giudice per opporsi alla decisione di esclusione. Il tribunale infatti deve verificare la corrispondenza dei fatti alle cause dichiarate nella deliberazione di esclusione. Il tribunale non può sindacare l’opportunità della decisione (in quanto facoltativa). Il giudice ha comunque un margine di discrezionalità nella decisione e nell’apprezzamento del fatto (ad esempio quando è richiesta la gravità dell’inadempimento).

L’esclusione del socio è quindi, seppur limitatamente, predimetalizzata. Prevede l’adozione della decisione da parte degli altri soci (a maggioranza per teste), la comunicazione della decisione del socio, l’eventuale ricorso al tribunale del socio escluso entro 30 giorni dalla comunicazione della decisione del socio, l’eventuale ricorso al tribunale del socio escluso entro 30 giorni dalla comunicazione, oppure, se il socio non ricorre in giudizio, il decorso degli effetti dell’esclusione dopo 30 giorni dalla comunicazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*