Economia italiana nel secondo dopoguerra – riassunto di storia economica

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Riassunto storia economica italia dopoguerra economia

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Come si è organizzata l’Europa dopo il secondo dopoguerra, gli USA interventista e non in isolamento come fu dopo il primo dopoguerra.

Le lezioni del passato:

USA: trasferimenti unilaterali gratuiti (lend lease) in natura durante il conflitto

USA aiutarono vincitori e vinti attraverso:

  1. UNNRRA, schema di aiuti alimentari e civili
  2. Piano marshall (ERP)
  3. Si predisposero piani per la ricostruzione del sistema monetario internazionale (banca mondiale e fondo monetario internazionale che serviva per un gold dollar standard cioè un tasso di cambio fisso)
  4. Si adottarono importanti misure per liberalizzare il commercio europeo ed internazionale

Nel 1947 la situazione economica europea è ancora disastrosa, non si è ripresa dal punto di vista economico e per questo nel 5 giugno del 1947 verrà varato il Piano Marshall, un nuovo piano per stabilizzare l’economia (perchè il mercato era bloccato e si voleva evitare una nuova crisi del 29′) e la politica europea; sarà l’italia il terzo stato ad avere gli aiuti. questo evitava di aver euna pace punitiva ma una pace di sostegno per tutta l’Europa (vincitori e vinti). La Russia per paura di ingerenze politiche statunitensi si ritirò poco dopo dal piano Marshall insieme ai suoi stati satelliti.

Lo schema lend-lease:

Durante il conflitto gli americani trasferirono 43,6 miliardi di dollari all’Europa in armamenti

30 miliardi alla Gran bretagna

10,7 miliardi all’URSS

2,9 agli altri paesi

Il problema dei debiti di guerra venne in questo modo definitivamente superato

Gli aiuti USA all’Italia 1943 – 1947

  • Forniture all’esercito e ai civili (21%)
  • Paga dell’esercito e non-troop pay (17,6%)
  • Aiuti ad interim aid (FEA) 5,5%
  • Eccedenze crediti (8,4%)
  • Spese di vario genere a vantaggio del governo italiano (0,8%)
  • Crediti alla marina mercantile (2,1%)
  • Crediti della Export Import bank (5,5%)
  • UNRRA (19,33%)
  • Aiuti post-UNRRA (7,6%)
  • Ritorno dei capitali bloccati o investimenti negli USA (4,3%)
  • Ritorno e sostituzione della marina militare italiana (0,9% circa)
  • Restituzione dell’oro (1,1%)

L’UNRRA (o United Nation Relief and Rehabilitation Administration)

  • Novembre del 1943 – giugno 1947 /44 paesi
  • Primo pacchetto di aiuti nei confronti dei paesi devastati dal conflitto: Cina, Polonia, Jugoslavia, Italia, Grecia, Cecoslovacchia, Austria, Ucraina, Bielorussia, Albania

Problemi:

  • Gli stati uniti furono il paese che si accollò quasi per intero l’onere dell’intervento ma con poco controllo sia sui destinatari di tali aiuti, sia sui fondi di contropartita (fondi che lo stato benificiario ricavava dalla vendita degli aiuti)

L’European Recovery Programme (ERP o Piano marshall) 1948 – 1952

  • Motivazioni dello European Assistance Act
  • Istituzione dell’ECA o Economic Cooperation Administration (nuovo ente americano per la gestione dell’ERP con a capo Hoffman)
  • Aiuti in natura e non in dollari (quindi si parla di piano di aiuti materiali richiesti e scelti dagli stati che ricevettero gli aiuti)
  • Istituzione dell’OECE o Organizzazione Europea di operazione Economica – URSS e paesi satelliti non vi parteciparono -> il 15 Luglio 1947 paesi europei si ritrovano a Parigi e rimangono tutta l’estate per iniziare a scegliere i beni da richiedere solo dopo il discorso di Marshall e quindi ancora non era legge l’ERP che entrerà in vigore nel 1948.
  • Presentazione di un programma a lungo termine (programma dove si indicavano i beni richiesti)

Quantificazione degli aiuti

Aiuti materiali quantificati in 12348 milioni di dollari:

  1. GB 23,2%
  2. Francia 20,8%
  3. Italia 10,9%
  4. Germania 10,8%

Fondi di contropartita per 7.781 milioni di dollari:

Investimenti in settori produttivi (quindi per l’industria tramite una bozza di rinnovamento industriale per i macchinari da sostituire visto l’obsolescenza che avevano subito e questi macchinari non venivano scelti tramite catalogo ma dei rappresentanti dell’azienda andavano in America per sceglierli -> nel caso della Fiat durante il secondo conflitto i macchinari non furono cambiati per 10 anni mentre prima si rinnovavano ogni 3 anni).

Questi investimenti non venivano dati ad aziende nate sul momento ma aziende già esistenti e sopratutto le grandi imprese quindi il Piano Marshall non ha favorito l’industrializzazione ma ha eliminato l’obsolescenza generale.

Questi aiuti venivano chiamati quota low cioè i macchinari venivano pagati ma con una data d’inizio pagamento che partiva dopo 5 anni di utilizzo e dilazionando ildebito da 20 a 25 anni. Importante che questi macchinari non vengono pagati in dollari ma con la moneta dello stato di appartenenza (es in Italia vennero pagati con le lire) e quindi con costi veramente bassi.

Riduzione del debito pubblico
Controllo americano sull’uso dei fondi di contropartita (depositi in valuta nazionale es in Italia si chiamò “fondo lire”).

Aiuti americani e l’USTAP

  • Dal 1951 gli aiuti economici vennero ribattezzati “aiuti alla difesa”
  • 1948 – 1958 United States Technical Assistance and Productivity Programme (USTAP), per introdurre in Europa i metodi di lavoro, i modelli di relazioni intra-industriale e le tecniche manageriali americane
  • 1953 gli americani crearono la European Productivity Agency -> centri nazionali per la produttività
  • Fondazione di numerose bisiness schools per la preparazione manageriale

Piano Marshall e integrazione europea

  • Riconosciuti benefici per gli USA “dell’esistenza di un ampio mercato interno senza alcuna barriera al commercio intersatale”
  • I paesi europei potrebbero beneficiare di simili vantaggi
  • Spinta integrazionistica americana (con poco successo)
  • 31 Ottobre 1949 Paul Hoffman, amministratore dell’ECA, mise a disposizione 150.000 dollari per il finanziamento di progetti di integrazione europea

L’economia italiana all’indomani del conflitto

  • Perdite di capitale corrente
  • Distruzioni impianti 12-15%
  • Consistenti perdite nei trasporti:
  • Ferrovie 1/4 del loro capitale
  • Marina mercantile distrutta ll’85%
  • Patrimonio edilizio perdite del 6%
  • Perdite di capitale umano (444.523 persone)

La ricostruzione industriale

  • Mancanza di materie prime e carbone
  • Struttura industriale di trasformazione
  • UNRRA: 425 milioni di dollari
  1. 195$ milioni in beni alimentari
  2. 125$ milioni in materie prime

Altre fonti di finanziamento per l’industria furono:

  • FIM
  • Prestito dell’Export Import Bank
  • 1947 linea Enaudi
  • Il piano Marshall in Italia: i maggiori beneficiari
  • Le grandi industrie statali e private come FIAT, Edison, Finsider
  • Aziende IRI -> 24% di tutti i crediti concessi attraverso i fondi ERP
  • Rinnovo apparato produttivo grazie ai macchinari americani
  • Caso Fiat (viaggio Valletta in USA nel 1948)
  • Il corrispettivo in lire tali crediti dovevano essere restituiti all’IMI ad un interesse del 5%
  • Più rari i casi di imprenditori italiani medio-piccolo (piano FLAM 1)
  • Dalla metà del 1950 priorità alle industrie che producevano per la difesa

La ripartizione regionale degli aiuti in Italia

  • Piemonte, Lombardia e Liguria maggiore concentrazione di imprese -> pieno sfruttamento prestiti ERP
  • Campania, lazio, Veneto, Emilia e Toscana quote modeste di prestiti
  • le rimanenti regioni quasi nulla
  • Interventi attraverso il fondo Lire si concentrò sull’apparato infrastrutturale

Il caso dell’Emilia Romagna

Nel 1945 questa regione risultava sicuramente arretrata, l’agricoltura era l’attività prevalente ma esisteva unimportante nucleo di imprese di media dimensione e una miriade di piccole imprese. La ricostruzione in emilia Romagna si concentrò sull’apparato infrastrutturale e con gli stanziamenti del fondo lire vennero finanziate: la ricostruzione ferroviaria, i lavori pubblici e gli interventi di ricostruzione edilizia.

I prestiti ERP

I prestiti effettuati a ditte dell’Emilia Romagna ammontarono a $ 11,792.463 (il 7,7% del totale devoluto alle industrie italiane nel loro complesso)

Ma ben 9 milioni di dollari vennero assegnati alla centrale termoelettrica di Piacenza di proprietà della Edison.

In complesso:
  • Il 79% dei prestiti andò alla Edison
  • L’8% andò alle Officine Meccaniche Reggiana
  • il 13% fu sbriciolato fra 150 ditte della regione

Concludendo:

  • Le lezioni del passato (no debiti di guerra, no riparazioni, no isolazionismo)
  • PM: 12 miliardi di dollari in beni e non in moneta
  • Importanza qualitativa e timing più che quantitativa
  • Stimolo cooperazione europea

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