Dr Faustus incontra Mefistofele (testo inglese + traduzione)

Dr Faustus, uno scienziato tedesco, entra in contatto con le arti oscure e decide, in cambio di conoscenza e potere illimitati, di vendere la propria anima al diavolo. Dopo aver compiuto un’invocazione nel suo studio, gli appare uno dei servi di Lucifero: Mefistofele. A quest’ultimo ordina di chiedere al suo padrone di poter comandare a suo piacimento su Mefistofele, e di poter avere da lui ogni potere.

MEPHIST. Now, Faustus, what wouldst thou have me do?
FAUSTUS. I charge thee wait upon me whilst I live,
To do whatever Faustus shall command,
Be it to make the moon drop from her sphere,
Or the ocean to overwhelm the world.
MEPHIST. I am a servant to great Lucifer,
And may not follow thee without his leave:
No more than he commands must we perform.
FAUSTUS. Did not he charge thee to appear to me?
MEPHIST. No, I came hither [55] of mine own accord.
FAUSTUS. Did not my conjuring speeches raise thee? speak.
MEPHIST. That was the cause, but yet per accidens; [56]
For, when we hear one rack the name of God,
Abjure the Scriptures and his Saviour Christ,
We fly, in hope to get his glorious soul;
Nor will we come, unless he use such means
Whereby he is in danger to be damn’d.
Therefore the shortest cut for conjuring
Is stoutly to abjure the Trinity,
And pray devoutly to the prince of hell.
FAUSTUS. So Faustus hath
Already done; and holds this principle,
There is no chief but only Belzebub;
To whom Faustus doth dedicate himself.
This word “damnation” terrifies not him,
For he confounds hell in Elysium:
His ghost be with the old philosophers!delacroix-faust
But, leaving these vain trifles of men’s souls,
Tell me what is that Lucifer thy lord?
MEPHIST. Arch-regent and commander of all spirits.
FAUSTUS. Was not that Lucifer an angel once?
MEPHIST. Yes, Faustus, and most dearly lov’d of God.
FAUSTUS. How comes it, then, that he is prince of devils?
MEPHIST. O, by aspiring pride and insolence;
For which God threw him from the face of heaven.
FAUSTUS. And what are you that live with Lucifer?
MEPHIST. Unhappy spirits that fell with Lucifer,
Conspir’d against our God with Lucifer,
And are for ever damn’d with Lucifer.
FAUSTUS. Where are you damn’d?
MEPHIST. In hell.
FAUSTUS. How comes it, then, that thou art out of hell?
MEPHIST. Why, this is hell, nor am I out of it:[57]
Think’st thou that I, who saw the face of God,
And tasted the eternal joys of heaven,
Am not tormented with ten thousand hells,
In being depriv’d of everlasting bliss?
O, Faustus, leave these frivolous demands,
Which strike a terror to my fainting soul!
FAUSTUS. What, is great Mephistophilis so passionate
For being deprived of the joys of heaven?
Learn thou of Faustus manly fortitude,
And scorn those joys thou never shalt possess.
Go bear these[58] tidings to great Lucifer:
Seeing Faustus hath incurr’d eternal death
By desperate thoughts against Jove’s[59] deity,Faust e mefistofele
Say, he surrenders up to him his soul,
So he will spare him four and twenty[60] years,
Letting him live in all voluptuousness;
Having thee ever to attend on me,
To give me whatsoever I shall ask,
To tell me whatsoever I demand,
To slay mine enemies, and aid my friends,
And always be obedient to my will.
Go and return to mighty Lucifer,
And meet me in my study at midnight,
And then resolve[61] me of thy master’s mind.
MEPHIST. I will, Faustus.
[Exit.]
FAUSTUS. Had I as many souls as there be stars,
I’d give them all for Mephistophilis.
By him I’ll be great emperor of the world,
And make a bridge thorough[62] the moving air,
To pass the ocean with a band of men;
I’ll join the hills that bind the Afric shore,
And make that country[63] continent to Spain,
And both contributory to my crown:
The Emperor shall not live but by my leave,
Nor any potentate of Germany.
Now that I have obtain’d what I desir’d,[64]
I’ll live in speculation of this art,
Till Mephistophilis return again.
[Exit.]”

TRADUZIONE:

“MEFIST. Ora, Fausto, cosa vorresti che io faccia per te?
FAUST. Io ti incarico di vegliare su di me mentre vivo, di fare qualunque cosa Faust ti comandi, anche di strappare la luna alla sua orbita, e di inabissare il mondo nell’oceano.
MEFIST. Io sono un servo del grande Lucifero, e non posso seguirti senza il suo permesso: noi non possiamo fare niente più di ciò che lui comanda.
FAUST. Non ti ha ordinato lui di apparirmi?
MEFIST. No, sono venuto qui per mia decisione.
FAUST. Non ti hanno portato qui le mie ingiurie? parla.
MEFIST. Questa era la causa, ma “per accidens”; perchè, quando noi sentiamo uno svilire il nome di Dio, abiurare le Scritture e il suo Salvatore Cristo, noi accorriamo, nella speranza di prendere la sua gloriosa anima; e non ci muoviamo se non usa mezzi che lo mettono in pericolo di essere dannato. Per questo il modo più breve per condannare un’anima e abiurare la Trinità, è di pregare devotamente il principe dell’inferno.
FAUST. Ma questo Fausto lo ha già fatto; e crede in questo principio, non c’è altro capo al di fuori di Belzebù; al quale Fausto ha dedicato tutto se stesso. Questa parola “dannazione” non lo terrorizza, poichè lui confonde l’inferno con l’Eliseo: il suo fantasma sia con i vecchi filosofi! Ma, lasciando queste vane minuzie sull’animo umano, dimmi cosa è Lucifero tuo signore?
MEFIST. Grande reggente e comandante di tutti gli spiriti.
FAUST. Lucifero non era un angelo un tempo?
MEFIST. Si Fausto, ed era il più amato da Dio.
FAUST. Come mai, allora, è il principe dei diavoli?
MEFIST. Oh, per aspirazione, orgoglio e insolenza; per i quali Dio lo cacciò dalla faccia del paradiso.
FAUST. E cosa siete voi che vivete con Lucifero?
MEFIST. Infelici spiriti che caddero con Lucifero, cospirarono contro il nostro Dio con Lucifero, e siamo per sempre dannati con Lucifero.
FAUST. Dove siete stati dannati?
MEFIST. Nell’inferno.
FAUST. Come mai, allora, tu sei fuori dall’inferno?
MEFIST. Perchè, questo è l’inferno, né io ne sono fuori: pensi tu che io, che ho visto la faccia di Dio, e ho goduto degli eterni piaceri del paradiso, non sia tormentato da diecimila inferni, e sia privato dell’eterna estasi? Oh, Faust, lascia stare queste domande inutili, che fanno terrore alla mia esile anima!
FAUST. A cosa, è il grande Mefistofele così appassionato da essere privato delle gioie del paradiso? Impara da Faust principalmente la fortezza, e disprezza quelle gioie che mai potrai possedere. Và, porta queste richieste al grande Lucifero: vedendo che Faust si espone alla morte eterna attraverso pensieri disperati contro la divinità di Giove, digli che lui arrende a lui la sua anima,così che egli lo risparmi per ventiquattro anni, lasciandolo vivere in tutte le sue voluttà: avendoti sempre al mio fianco, per darmi qualsiasi cosa io ti chieda, per dirmi qualsiasi cosa io ti domando, per distruggere i miei nemici e aiutare i miei amici, e sempre essere obbediente al mio volere. Va e torna dal potente Lucifero, e incontriamoci nel mio studio a mezzanotte, e fammi sapere i pensieri del tuo maestro.
MEFIST. Lo farò Fausto.
[Esce]
FAUST. Se avessi tante anime quante sono le stelle, le darei tutte per Mefistofele. Grazie a lui io sarò il più grande imperatore del mondo, e farò un ponte sull’aria, per oltrepassare l’oceano con una banda di uomini; io unirò le colline che circondano la costa dell’Africa, e farò quel paese unito alla Spagna, ed entrambi servi della mia corona: l’Imperatore non viva senza il mio permesso, e lo stesso nessun potente della Germania. Ora che ho ottenuto ciò che desideravo, io vivrò nella speculazione di quest’arte, fino al ritorno di Mefistofele.
[Esce]



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