Dopo l’Unità d’Italia – appunti di storia maturità riassunto

unità d'italia

Dal 1870 si completò l’unità di Italia con la capitale a Roma. Nel 1871 si firmò un trattato di pace (patti lateranensi) con lo stato Vaticano. Nel 1876 ci furono le elezioni per il rinnovo del Parlamento, la sinistrà salì al governo, il programma era quello di attuare la riforma elettorale al fine di permettere a più persone di esprimere le proprie preferenze attraverso il voto; di combattere l’analfabetismo poiché più del 75% degli italiani erano analfabeti senza contare i semianalfabeti, si istituirono i cinque anni di scuola dell’obbligo; di diminuire le imposte, vennero abolite alcune tasse come quella sul macinato, ma rimpiazzate da altre più eque; di risolvere la questione meridionale, la quale non è stata risolta fino ad oggi. Nel 1881 nacquero vari partiti, sindacati ed associazioni.

Nel 1980 il ministro di Grazia e Giustizia Zardelli riforma il codice penale introducendo il principio della libertà di sciopero e abolì la pena di morte. L’Italia fu il primo paese ad abolire la pena di morte. Alla fine del secolo l’Italia partì per l’avventura coloniale, conquistò l’Eritrea e la Somalia, volendo proseguire le conquiste vennero uccisi circa 500 soldati italiani, ma il primo ministro Crispi mandò altri rinforzi e per questo nella piazze ci furono delle rivolte, Crispi fu costretto a dimettersi.

Il ventesimo secolo si prospetta con l’affermazione della civiltà industriale, infatti nei primi anni ci furono numerose scoperte e innovazioni, vennero inventati i raggi X, il telegrafo, grammofono, il cinematografo e debellate la tubercolosi e la malaria. L’inizio del ventesimo secolo oltre alle scoperte e alle invenzioni vide la pace in pericolo. Tutte le nazioni si prefiggevano di espandere i propri domini, quindi ci fu una grande corsa alle colonizzazioni.

Dal 1903 al 1914 è al governo la sinistra con a capo Giovanni Giolitti. Sotto il governo di Giolitti gli operai conquistarono vari diritti, quali la riduzione dell’orario a 10 ore, il riposo festivo, le pensioni di invalidità e di vecchiaia. Giolitti riformò il sistema elettorale, ma non venne accordato il diritto al voto alle donne. Nel 1905 fu approvata anche la riforma della scuola dell’obbligo, lo Stato si occupava di tutte le spese riguardanti le scuole primarie istituendo il diritto allo studio per tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*