Donna e diritto- Pari opportunità: Le novità legislative negli anni 2000

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Diritto-commerciale-appunti

Con Il decreto legislativo n. 196/2000 il Governo ha attuato la delega conferitagli dal parlamento legando la riforma della legge n.125/1991 (adozione di azioni positive,definizione della discriminazione sesso soprattutto indiretta,introduzione in caso di discriminazione della prova statistica: spetta al datore l’onere della prova sull’insussistenza della discriminazione,introduzione di una sanzione accessoria per il datore, introduzione di una azione pubblica riservata al consigliere di parità per la repressione di discriminazioni a carattere collettivo)  al decentramento delle politiche del lavoro alle Regione e Province.  Il trasferimento in materia di collocamento, politiche attive del lavoro, formazione etc, ha consentito di rafforzare l’effettiva promozione di pari opportunità nel lavoro incentivando lo sviluppo di politiche attive e processi decisionali.

Quindi gli interventi successivi: Dlgs. 198/2006, 5/2010, legge 183/2010 rappresentano il completamento sotto il profilo strumentale della legge sulle AZIONI POSITIVE.

  • Il decreto 196/2000

La novità più rilevante riguarda il potenziamento della figura del consigliere di parità, nei cui confronti vengono riconosciuti: una sede, delle attrezzature, permessi retribuiti e non, finanziamento delle spese relative alle azioni sostenute in giudizio. Le modifiche apportate pongono in maggiore evidenza due importanti aspetti: EVIDENZIARE IL CARATTERE ISTITUZIONALE DEL SOGGETTO PREPOSTO A PROMUOVERE LE PARI OPPORTUNITA’, dall’altro VIENE POSTA IN EVIDENZA L’ARTICOLAZIONE TERRITORIALE, CHE RENDE POSSIBILE UNA MIGLIORE RILEVAZIONE DEGLI SQUILIBRI DI GENERE ANCHE A LIVELLO LOCALE.

Altro passo importante si rinviene Nella disciplina dei finanziamenti dove viene AMPLIATO IL NOVERO DEI SOGGETTI AMMESSI APPUNTO AI FINANZIAMENTI e  nei progetti concernenti precise tipologie di azioni positive, Il decreto del 2000 infatti include nell’insieme dei soggetti finanziabili i “datori di lavoro pubblici e privati” e “le associazioni in senso lato”. I finanziamenti infatti devono essere destinati a “progetti per azioni positive presentati in base al programma obiettivo” predisposto annualmente.

Obiettivo dichiarato della legge è quello di rimuovere situazioni di squilibrio nella posizione di uomini e donne in relazione allo stato delle assunzioni, formazione e promozione professionale e condizioni di lavoro”

In sintesi con il decreto si è prefissato un duplice obiettivo: da un lato potenziare le funzioni del Consigliere di Parità, nel duplice senso antidiscriminatorio e promozionale, dall’altro allocare maggiori risorse finanziarie e strumenti operativi, per assicurare l’effettivo svolgimento del decentramento della figura, in sintonia con i mutamenti intervenuti nella legislazione sul mercato del lavoro.

 

  • Il codice delle pari opportunità 

Il d.lgs. 198/2006 “codice delle pari opportunità” a norma dell’art.6 “riassetto normativo in materia di pari opportunità” della legge 246/2005 è un testo unico che raccoglie e riorganizza tutti i provvedimenti e le normative esistenti nella legislazione italiana in materia di pari opportunità. Il codice delle pari opportunità raccoglie in un testo unico ben 11 leggi e si compone di 59 articoli con l’obiettivo di razionalizzare il panorama legislativo presente, al fine di divulgare in modo più semplice ed accessibile le regole e prescrizioni in materia.

Il codice si divide in 4 libri:

  • LIBRO 1: “Disposizioni per la promozione delle pari opportunità tra uomo e donna”: tratta essenzialmente delle strutture amministrative di tutela quali Commissione Pari Opportunità, Comitato Nazionale di Parità, Consigliere di Parità, Comitato per l’Imprenditoria Femminile

 

  • LIBRO 2 “Pari opportunità tra uomo e donna nei rapporti etico-sociali”: concerne i rapporti familiari e fra coniugi, nonchè il tema della violenza nelle relazioni familiari.

 

  • LIBRO 3 “Pari opportunità tra uomo e donna nei rapporti economici”: si articola in disposizioni concernenti le pari opportunità nel lavoro (norme antidiscriminatorie relative alle assunzioni, retribuzioni, carriere, prestazioni previdenziali, acesso alle carriere militari, norme anti- molestie sessuali e non , divieto di licenziamento a causa di matrimonio); disposizioni per la tutela giudiziaria( legittimazione processuale a tutela di più soggetti, onere della prova); disposizioni concernenti la promozione delle pari opportunità :azioni positive e relativi ai finanziamenti nel lavoro e formazione professionale, flessibilità dell’orario di lavoro, esercizio dell’attività d’impresa con azioni a sostegno dell’imprenditoria femminile.

 

  • LIBRO 4 “Pari opportunità nell’accesso alle cariche elettive”, libro che contiene per ultimo, norme antidiscriminatorie nella formazione delle liste per le elezioni del Parlamento Europeo.

Appunti del @2014 – Sabbo89

 

   
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