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Diritto del lavoro – appunti sul licenziamento con definizione del licenziamento



Qual’è la definizione di licenziamento?

Il licenziamento è un atto unilaterale tramite il quale il datore di lavoro manifesta la propria volontà recedendo dal rapporto di lavoro subordinato.

La motivazione del licenziamento deve essere contenuta all’interno della comunicazione di licenziamento, che deve essere effettuata per iscritto.

Quali sono i motivi per cui è possibile per il datore di lavoro recedere e quindi avviare un licenziamento?

  1. La “giusta causa”: questa è da ricondurre alla condotta adoperata dal lavoratore, si tratta di una causa legata al dolo o alla corpa del lavoratore e che rimane tale da incidere la fiducia del datore di lavoro nonché sul corretto adempimento degli adempimenti futuri del lavoratore. Quando avviene un licenziamento per giusta causa si ha la impossibilità di proseguire il rapporto di lavoro, non è necessario un periodo di preavviso. Possono essere motivi di giusta causa di licenziamento ad esempio: furti in azienda, falsa malattia, comportamenti anche fuori dal lavoro rilevanti a livello penale.
  2. Il “Giustificato motivo soggettivo”: può essere anche questo legato alla condotta adoperata dal lavoratore subordinato; il giustificato motivo soggettivo è riscontrabile quando vi sia stato un indadempimento notevole delle obbligazioni contrattuali a cui era tenuto il prestatore di lavoro.  Si ha una differenziazione con la giusta causa di licenziamento per via del profilo di tipo quantitativo che comporta l’azione del dipendente, sarà questa a dare forma o meno alla necessità di preavviso a seconda della maggiore o minore gravità del fatto condotto del lavoratore subordinato. Il licenziamento per giustificato motivo soggettivo prevede il preavviso come obbligo; in caso in cui non si comunichi il preavviso il datore di lavoro ha diritto alla propria indennità di mancato preavviso. Possono costituire esempi di licenziamento per giustificato motivo soggettivo i licenziamenti per insubordinazione o assenze ingiustificate.
  3. Il “Giustificato motivo oggettivo”: è una causa di licenziamento giustificato che si ricollega direttamente alla situazione economica ed organizzativa dell’impresa; il licenziamento per giustificato motivo soggettivo è basato su motivazioni riguardanti l’attività produttiva e l’organizzazione del lavoro dell’azienda nonché alla regolare funzionamento della stessa. Questa tipologia di licenziamento necessita di obbligo di preavviso; inoltre per quanto riguarda le aziende che superino i 15 dipendenti è necessaria la comunicazione preventiva alla direzione territoriale del lavoro. Costituiscono esempi di licenziamento per giustificato motivo soggettivo i licenziamenti inerenti l’outsourcing, l’innovazione tecnologica, le contrazioni di mercato, le riorganizzazioni aziendali.

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