Dionisio I, Dionisio II, Dione e la tirannide a Siracusa (riassunto)

Dionisio e l’Occidente

La storia della Sicilia è un caso a se stante nella storia greca: qui infatti nacque una tirannide tardiva che mise in crisi il sistema delle poleis molto prima che nel resto del mondo greco, crando prima governi autocratici quasi monarchici e poi organizzazioni territoriali enormi.

La Sicilia era dominata da una spaccatura tra la sua parte occidentale in mano ai Cartaginesi e quella orientale in mano ai Greci; negli anni dal 409 al 405 i Cartaginesi si espansero, attaccando ed annettendo Agrigento, Gela ed altre città.

Nel frattempo a Siracusa un giovane politico, seguace di Ermocrate, Dionisio attacca le autorità cittadine riguardo alla loro fallimentare conduzione della guerra ai cartaginesi e riesce a farsi eleggere stratego e poi a farsi nominare dall’assemblea stratega unico, con pieni poteri.

Dionisio da in primo luogo appoggio all’eteria aristocratica da cui proviene, ma tiene anche conto delle esigenze dei ceti popolari. Grazie ad una nuova epidemia scoppiata in campo nemico, Dionisio può stipulare un nuova pace coi Cartaginesi nel 405, che però confermava una grande ingerenza Cartaginese nella regione, confermando le conquiste puniche e la dipendenza tributaria ad essi di molte città.

Dionisio si trovò di fatto a controllare solo il territorio siracusano, ma si sforzò comunque di rafforzare la sua posizione e di ricostruire la sfera d’influenza siracusana nell’area attorno all’Etna. Per farlo però era necessario rompere la pace con Cartagine e per questo Dionisio ampliò il Porto Grande, costruì fortezze, allestì una flotta e fabbricò armi e macchine belliche.

La guerra iniziò del 397 e fu favorevole a Siracusa, che strinse i Cartaginesi in una piccola area a nord-ovest dell’isola. La loro controffesiva poteva essere letale, ma una pestilenza li costrinse ad indietreggiare e la pace del 392 diede a Dionisio il dominio su quasi tutta l’isola, tranne la piccola parte nord-occidentale cartaginese. Una volta consolidata la posizione in Sicilia, egli avviò una politica espansionistica verso la penisola italica, dove aveva come nemici i Reggini, alleati ai Messinesi.

Questi ultimi si allearono con Dioniso e perciò Reggio, per fermare le ingerenze di Siracusa creò la Lega Italiota nel 393, un alleanza militare nata per difendere le polis della magna-grecia sia da Siracusa che dal pericolo degli indigeni Lucani. Caratteristica di questa symmachia è che la posizione egemone variava spesso. Dionisio però non ebbe problemi ad allearsi con i Lucani e nel 386 sconfisse la Lega, distruggendo Reggio e creando così uno Stato Territoriale che andava dalla sicilia a buona parte della calabria.

Questo stato era il primo esempio nel Mediterraneo di uno stato territoriale unico, che pian piano sostituì la poleis classica: infatti all’esempio di Dionisio guardarono con rispetto molti personaggi storici, tra cui Alessandro Magno. Dionisio cercò di spingersi verso l’Adriatico e il Tirreno ma non funzionò molto anche perchè nel 379 Cartagine tornò ad attaccare la Sicilia e a sconfiggere Dionisio nel 375, stipulando una nuova pace che spostava di molto avanti i loro confini. Una quarta guerra anti-cartaginese venne iniziata da Dionisio nel 367, ma lo stesso anno il tiranno morì.

Dionisio II e la fine della Dynasteia

L’eredità di un personaggio come Dionisio era difficile da mantenere e nonostante ci provò al meglio suo figlio Dionisio II, cercando un accordo con Cartagine, aiutando gli alleati contro i Lucani, alleandosi coi Celti e supportando Sparta contro Tebe, ma la situazione politica interna era complessa, divisa da sostenitori e nemici della tirannide, tra i quali spiccava Platone, che voleva un governo aristocratico illuminato.

Platone era stato chiamato da Dione, parente di Dionisio da un precedente matrimonio e che mal vedeva la posizione di Dionisio II.

La parte filotirannica vinse e sia Dione che Platone furono esiliati, ma il primo raccolse attorno a se vari esponenti filoplatonici che convinsero Atene e Corinto a supportare una azione militare per finire la tirannide che nel 357 penetrò in città facendo sollevare il popolo contro Dionisio II, che in quel momento era in Italia.

Il potere rimase nelle mani di Dione, che però non seppe creare il governo illuminato che aveva teorizzato con Platone e creò una dura ed opprimente tirannia che sfaldò velocemente lo stato territorale creato da Dionisio finchè nel 354 il filosofo-tiranno non fu ucciso in una congiura, ma la situazione continuò comunque a degenerare.

One thought on “Dionisio I, Dionisio II, Dione e la tirannide a Siracusa (riassunto)”

  1. Questa sì che è una storia incredibile: pensate, Platone che desidera fare la sua repubblica dei filosofi e qui in Italia, a Siracusa. Tutta la lotta e l’ideologia per ottenere il potere, pur pacifica da parte di Platone che cercava solo di indottrinare Dionisio II e poi quella vera e propria guerra attuata contro “la tirannia”.
    Un vero peccato che alla fine tutto questo sia naufragato nell’incompatibilità dell’utopia con la realtà e abbia invece favorito una realtà come quella Cartaginese nell’isola.

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