Differenze fra lo sviluppo di un bambino umano e una scimmia (appunti psicologia)

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Vorrei farvi conoscere oggi un interessante esperimento di psicologia che spiega la differenza fra lo sviluppo nelle prime fasi della vita umano e lo compara con quello delle prime fasi di vita di una scimmia. Si tratta di un esperimento molto serio condotto da una serie di studiosi del tempo addietro (si parla infatti del 1927) da cui si possono trarre conclusioni veramente interessanti e sui cui riflettere.

Winthrop, professore di psicologia all’Università dell’Indiana, nel 1927 ideò un esperimento: pensò di allevare una scimmia antropomorfa in un ambiente umano.
Con la collaborazione della moglie Luella, avrebbe fatto crescere insieme un bambino (Donald) e uno scimpanzé (Gua), trattandoli entrambi come esseri umani, per vedere se lo scimpanzé allevato in quelle condizioni avrebbe sviluppato capacità umane.

Donald aveva 10 mesi e Gua 7½ quando venne ad abitare con i Kellogg nel 1931.
Gua, fin dall’inizio, venne trattata come un bambino. La vestirono e le misero le calzature rigide che i bambini portavano in quell’epoca. Non era tenuta in gabbia, né legata. Le venne insegnato a usare il vasino. Le spazzolavano i denti. Le venivano dati gli stessi cibi di Donald e aveva i medesimi orari per il sonno e il bagnetto.
A prescindere dalla diversità di temperamento rivelata dalle fotografie, i due erano straordinariamente ben accoppiati.

Nell’infanzia, gli scimpanzé si sviluppano più rapidamente degli esseri umani, ma Donald aveva due mesi e mezzo di più, e questo contribuiva a bilanciare la situazione. Giocavano insieme come fratelli, inseguendosi intorno ai mobili, fra risse e risate.
Se uno piangeva, l’altro cercava di consolarlo accarezzandolo o abbracciandolo; se Gua si alzava dal sonnellino prima di Donald «era difficile tenerla lontana dalla porta della sua camera».

Gua era più divertente di Donald.
Quando i Kellogg le facevano il solletico o le facevano fare le capriole, rideva come un bambino. Se cercavano di farle fare a Donald, questi si metteva a piangere.
Gua era più affettuosa (esprimeva il suo affetto con baci e abbracci) e più disponibile.
Mentre la vestivano, la scimmia ma non il bambino, infilava le braccia nelle maniche e chinava la testa per farsi annodare il bavaglino.
Se commetteva una marachella e veniva rimproverata, emetteva delle grida lamentose e si buttava nelle braccia di chi la rimproverava offrendo un «bacio di riconciliazione» e mandando un sospiro di sollievo quando le veniva permesso di darlo.

Spesso Gua era più svelta del flemmatico Donald nell’imparare ad assolvere i compiti imposti dalla vita civile, era più pronta a obbedire agli ordini impartiti a voce, a imparare a mangiare con il cucchiaio, e a far capire quando aveva bisogno del vasino.
C’era, tuttavia, un campo in cui il bambino era chiaramente superiore: Donald era un miglior imitatore.
«Infatti, il più delle volte era Gua la più intraprendente, o il leader quando si trattava di inventare un nuovo giocattolo o un nuovo gioco, mentre il bambino era più portato ad adattarsi al ruolo di imitatore o seguace.»
Così Donald imparò da Gua la deplorevole abitudine di mordicchiare il muro. Imparò anche un certo numero di espressioni del linguaggio degli scimpanzé, il «latrato del cibo», per esempio.
A diciannove mesi, il bambino americano medio è in grado di pronunciare più di cinquanta parole e comincia a metterle insieme per formare delle frasi. A diciannove mesi, Donald riusciva a dire in inglese soltanto tre parole.
A questo punto l’esperimento venne interrotto e Gua fu rimandata allo zoo.

I Kellogg avevano cercato di educare una scimmia a diventare un essere umano. Era risultato, invece, che Gua stava educando un bambino a diventare una scimmia.
L’esperimento ci fornisce maggiori informazioni sulla natura umana che su quella degli scimpanzé.
Se Gua non fosse stata rimandata allo zoo, Donald avrebbe imparato a parlare l’inglese? Sì, certamente.
Come i bambini i cui genitori sono immigrati da poco in un paese straniero o sono totalmente sordi. Questi bambini non parlano la lingua del paese d’accoglienza a casa: l’hanno imparato fuori di casa.
La stessa cosa sarebbe successa a Donald. Se non avesse imparato l’inglese per poter comunicare con i genitori, l’avrebbe imparato con gli altri bambini del quartiere. Quando il suo mondo sociale si fosse esteso a includere altri compagni di giochi oltre a Gua, avrebbe scoperto che fuori di casa nessuno parla lo scimpanzese.

A questo punto, per stimolare la vostra curiosità vi invitiamo a guardare questo filmato dove è presente un test comparativo sui due infanti, una scimpanzé e un umano, approssimativamente della stessa età, condotto dai coniugi Kellogg tra il 1931 e il 1932 per 9 mesi.

Nel filmato Donald ha tra i 10 e i 14½ mesi; mentre Gua tra i 7½ e 12 mesi

   
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