Differenza tra picca e lancia: la forza dei quadrati di picchieri

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I picchieri nella battaglia di Rocroi (1643), dipinti da Augusto Ferrer-Dalmau.

Potremmo parlare della picca come di un’evoluzione o di una variante della più antica lancia. Ciò che rende diverse in poche parole queste due armi bianche è infatti la loro lunghezza: la lancia infatti misurava all’incirca 2 metri mentre una picca poteva essere lunga dai 3 agli 8 metri. A dire la verità, nonostante si trovi effettivamente la picca un’arma tipica delle fanterie medievali, esisteva già in passato, presso la famosa falange del re macedone Filippo II, la “sarissa”, una lunga lancia da urto, di una lunghezza compresa tra i 5 e 7 metri.

Punte di picche

Dopo la battaglia di Saint-Jacques del la Brise, svoltasi nel 1444, si iniziò a comprendere per la prima volta la grande importanza che avrebbe rivestito una formazione di soldati compatta, nella fanteria, armata prevalentemente da picche o armi ad asta. Ad ogni modo esistevano anche armi bianche più maneggievoli della picca, come le alabarde, concentrate al centro dei quadrati, come già succedeva al tempo degli opliti greci. Le file esterne dei quadrati erano costituite da picchieri armati dalle loro lunghe picche, molto più difficili da maneggiare delle altre armi ad asta. Dopotutto, la notevole lunghezza faceva sì che gli uomini più forti e aventi buona destrezza nel maneggiare l’arma, fossero solamente coloro che si erano sottoposti a pesanti addestramenti; va da sé quindi capire che spostarsi e combattere nella battaglia con una picca poteva essere fonte di grandi difficoltà.

Antica raffigurazione di picchieri svizzeri.

L’asta era in genere di frassino ed era armata con una punta di ferro a forma di foglia di salice oppure piramidale, molto affilata, che si prolungava in due linguette metalliche, fissate all’asta per evitare che l’estremità di questa venisse spezzata dalla forza di un colpo di spada. Nell’estremità opposta della picca invece si trovava il calciolo, un secondo pezzo di ferro che permetteva di tenere salda la picca al terreno in una posizione di difesa; di solito veniva lasciata all’altezza corretta per colpire il petto dei cavalli, tenuta ferma accanto al piede appunto dal calciolo.

 

I picchieri in battaglia si concepivano come un blocco in movimento, dotato di solidità e compatezza. Il punto debole della muraglia di picche era costituito dai fianchi del blocco, i quali necessitavano della protezione da parte dei cavalieri, e che col tempo saranno protetti dagli archibugeri, che rientravano nel quadrato dei picchieri il tempo di ricaricare, intervallo nel quale erano sostituiti da altri tiratori. Fu in questo modo che i picchieri costituirono una delle formazioni più letali dell’esercito, venendo sostituiti solo durante il regno di Luigi XIV, ma ad ogni modo rimanendo diffusi, almeno in parte, sino al XVIII in tutta Europa.

Raffigurazione del 1688 di un picchiere inglese.
   
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  1. Una “evoluzione” del tercio fu il quadrato di fanteria(usato anche a Waterloo da Wellington),nato quando picca e moschetto si fusero,grazie all’introduzione della baionetta.Questo permise in un certo senso al tercio di “sopravvivere” ancora per quasi altri due secoli,sebbene la sua “fine” ufficiale viene considerata la battaglia di Rocroi,nella quale l’artiglieria ebbe la meglio su questo tipo di schieramento.Tuttavia,l’efficacia di uno schieramento chiuso formato da armi da fuoco e armi bianche,continuò a dimostrarsi efficacissimo per fermare la cavalleria avversaria.

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