Definizione di Impairment, disability ed handicap (capacità uditiva) – appunti

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Dobbiamo distinguere i concetti di impairment, disability ed handicap. Cosa vogliono dire questi termini:

Impairment è la diminuzione della capacità uditiva, la perdita in dB.

Disability è la difficoltà a percepire la voce.

Handicap è come la persona che ha un impairment che si esprime con un certo livello di disabilty inserito in un contesto sociale.

Dire ho un handicap uditivo è scorretto da un punto di vista medico: dovrei dire un soggetto che ha un certo impairment, che determina una certa disabilty,cioè una certa difficoltà di comprensione delle parole, che determina un handicap nella vita di relazione di questo individuo.

Allora la disability, cioè la difficoltà di comprensione per impairment lievi sarà una difficoltà a sentire le consonanti, e via dicendo come nell’immagine (le legge tutte). Come vedete, dire soltanto “ho una lieve difficoltà uditiva” e non esprimerla con una quantità in perdita uditiva è un modo di esprimersi impreciso. Bisognerebbe fare il calcolo delle frequenze perse e definire in modo preciso gli aggettivi in base a questa tabella. Gli aggettivi andrebbero quantizzati per giustificarne l’utilizzo. Tuttavia anche la definizione dell’entità dell’impairment è diversa a seconda dell’organizzazione: prima abbiamo detto che per l’OMS si definisce ipoacusia sotto i 25dB. Ognuno di noi dovrebbe avere un protocollo su cui stabilire quando l’entità di un ipoacusia sia lieve media o grave ecc.

Un soggetto con un ipoacusia lieve ha difficoltà a sentire le consonanti, con un ipoacusia media comincia a sentire male la voce a volume di conversazione, medio grave sente male persino un bambino che piange, poi man mano nell’ipoacusia profonda c’è una difficoltà ad ascoltare suoni di qualsiasi intensità.

Un bambino con sordità profonda è un caso dove dobbiamo immediatamente mettergli una protesi acustica e valutare se la protesi sia sufficiente per un recupero della capacità uditiva; nel caso in cui non fosse sufficiente bisogna intervenire con un intervento chirurgico, applicando un impianto cocleare. Se io non sento, non parlo.

Non è “corretto” che ancora oggi esista ancora il concetto di sordomuto. Esiste un associazione nazionale, l’ente nazionale sordomuti, che ora si chiama ente nazionale sordi che vuole affermare che in Italia dovrebbero esistere due lingue, quella parlata e quella dei segni. Trasformare quindi la lingua dei segni in lingua nazionale. Questo, pur essendo la lingua dei segni molto utile, è sbagliato perché oggi, attraverso la tecnologia che esiste, il sordomuto non dovrebbe esistere più. Un bambino, o con le protesi, o con gli impianti dovrebbe condurre una vita normale ed è quindi possibile una riabilitazione. Parlare quindi la lingua dei segni deve essere una scelta, ma non va sdoganata come soluzione a questo tipo di patologie, dove anzi la possibilità di recupero è molto ampia.

 

(appunti)

   
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