Abu Baku e l'espansione dell'emirato islamico – riassunto di storia

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Alla morte di Maometto ci fu un contrasto tra i suoi seguaci per designare un
sostituto (califfo) che avrebbe dovuto reggere la comunità secondo lo spirito di Maometto.

La scelta cadde su Abu Baku suocero ed uno dei primi seguaci del profeto, alcune tribù beduine non riconoscendo la sua autorità abbandonarono completamente l’islam. Il califfo reagì con forza ripristinando già nel 633 il suo dominio su tutta la penisola arabica lanciando addirittura le truppe in direzione dell’Iraq.

La scomparsa del califfo nel 634 riaprì la questione della successione che fu, risolta per qualche decennio grazie al sistema elettorale.

La vera rottura si ebbe quando la sede del califfo venne spostata a Kufa, nel basso Iraq, facendo perdere alla Mecca e Medina il loro ruolo politico. Il califfo Alì si mantenne al potere grazie alle armi dei suoi seguaci (sciiti) contrapposti alla
maggioranza dei mussulmani ortodossi, detti sunniti.

Le lotte per la successione non frenarono lo slancio espansionistico islamico che in poco più di vent’anni spazzò via l’impero persiano e amputò all’impero bizantino la Siria e l’Africa del nord. Il governo di un territorio cosi vasto mostrò subito l’inadeguatezza dell’ordinamento sociale dell’età pre – islamica.

L’uguaglianza dei musulmani stabilita dal corano si dimostrò subito solo teorica, in quanto la tribù di Maometto aveva acquistato un ruolo egemone. Dopo la morte di Maometto ci fu un risveglio dei clan famigliari e il sistema
tribale fu esaltato in guerre di conquista condotte da eserciti reclutati su basi tribali.

I non arabi convertiti vennero all’inizio dell’VIII secolo assunti nell’esercito e pagati con regolare salario, formando comunità distinte rispetto alle popolazioni sottomesse, stabilendosi in accampamenti provinciali.

Per il governo dei territori conquistati fu necessario provvedere ad un apparato
amministrativo che fu in gran parte ereditato dalla precedente dominazione bizantina e persiana.

A capo di ogni provincia fu posto un governatore assistito da un corpo di guardie, da un giudice e da
un supervisore finanziario. Il califfato in questo contesto raccolse grande potere e si rafforzò come
se fosse una monarchia ereditaria. La stabilizzazione del potere coincise con una ripresa del movimento espansionistico ed un rafforzamento dell’apparto statale.

La capitale venne trasferita a Damasco, in Siria, per esercitare maggiore pressione sull’impero bizantino rimasto l’avversario principale e per soffocare i tentativi di rivolta che i clan allestivano nelle varie parti del regno. L’espansione verso Costantinopoli fallì 677 quando fu distrutta la flotta araba da parte dei bizantini, la nuova direttrice di espansione fu quella dell’Africa settentrionale, che l’arco di cinquant’anni fu conquistata fino alla costa atlantica.

Nel 711 gli arabi varcarono Gibilterra, conquistando la spagna in soli cinque anni. Intanto i califfi lanciarono una nuova offensiva verso l’asia, raggiungendo, nel 710-714 il bacino dell’indo. Come in Spagna la conversione all’islam fu rapida, in asia però, si rivelò difficile, la convivenza tra gli arabi ed i nuovi convertiti a causa di violente rivolte destinate ad essere fatali per la dinastia omayyade.

La situazione precipitò nel 747 a seguito di un’insurrezione armata promossa dagli abbasidi, che si ritenevano successori di Maometto. Una volta preso il potere spostarono il centro dell’impero dalla Siria all’Iraq fondando la nuova capitale Bagdhad. Venne riorganizzato il potere sullo stampo delle monarchie assolutiste orientali e venne riconfigurato il ruolo del califfo che andrà a rappresentare dio in terra. I califfi quindi si allontanarono sempre di più dalla popolazione lasciando il potere effettivo nelle mani dei visir.

Il sistema tribale in uso nell’esercito venne abrogato e l’esercito stesso divenne uno strumento di potere nelle mani dei capi militari. La lingua araba trovò in Baghdad il suo centro principale e la cultura araba si sviluppò su campi nuovi quali la medicina, la filosofia, la fisica, l’astronomia, la matematica e la geografia. A questa fioritura culturale si univa uno slancio economico. Il principale settore produttivo era l’agricoltura. Uno stimolo assai forte al mondo agricolo giunse dalle città in quanto in esse si ebbe un notevole incremento demografico. In questo contesto si venne a creare una nuova classe dirigente, la borghesia mercantile. Lo stato islamico però mostrava delle debolezze in quanto l’aumento della ricchezza aveva accentuato gli squilibri sociali. Lo sviluppo delle città aveva irrimediabilmente danneggiato le campagne. Non furono però questi squilibri a mettere in crisi l’impero abbaside ma piuttosto il sorgere di varie spinte autonomiste per le ambizioni dei vari governatori locali.

Agli inizi del X secolo le tensioni si fecero più acute, tentativi di secessione si registrarono in Iraq, Iran e Afghanistan. La Spagna nel 756 era diventata un emirato praticamente indipendente da Baghadad. Nel X secolo divenne un califfato talmente evoluto da poter rivaleggiare con Baghdad. In questo periodo si ebbe anche una spinta espansionistica verso nord e verso il Marocco.

Grande slancio economico ebbe poi l’Egitto e Il Cairo divenne il maggior centro commerciale dell’epoca. La Sicilia fece parte del mondo arabo per quasi tre secoli dal 831, anno della caduta di Palermo, e nel 840 venne completata la conquista della Sicilia occidentale, i mussulmani proseguendo verso oriente conquistarono Messina nell’842. L’insorgere di contrasti tra arabi e berberi creò per qualche decennio una situazione di stallo, i bizantini non seppero però approfittarsene e cosi alla ripresa delle ostilità si ebbe la conquista di Siracusa e poi del resto dell’isola, le ultime fortezze bizantine cadranno tra il 962 e il 965. Costituitosi emirato indipendente conobbe per circa un secolo un periodo di grande splendore e l’agricoltura raggiunse un livello ottimo in ogni parte dell’isola.

Anche il commercio raggiunse un livello di fioritura assai elevato.

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