Cos'erano le lepidodendrali, grandi licopodi arborescenti

Lepidodendrali carbonifero

Le lepidodendrali erano grandi licopodi arborescenti , di 30 – 40 metri di altezza. Abitavano le lagune e le zone paludose a fondo fangoso o torboso. Durante il Carbonifero foreste intere di Lepidodendrali si estendevano su vastissime aree, occupando la fascia equatoriale dell’epoca attualmente testimoniata dagli allineamenti di grandi giacimenti di carbon fossile dell’Europa, dell’America e dell’Asia settentrionale. Questi alberi, privi di una radice a fittone, dovevano cedere con relativa facilità e più che morire di vecchiaia in piedi dovevano essere abbattuti in grandi gruppi da un vento impetuoso o da una inondazione, frequente nelle pianure acquitrinose dei boschi del Carbonifero.

Le lepidodendrali si fissavano al substrato mediante grosse pseudoradici principali, quasi orizzontali, che si dividevano dicotomicamente; esse avevano ancora la struttura del fusto e portavano delle esili, vere radici. I resti fossili di queste pseudoradici, vengono indicati col termine di “Stigmaria”. Il fusto era provvisto di un sistema vascolare assai ridotto, con gli elementi organizzati in una protostele o in una sifonostele circondati da uno strato di corteccia;internamente a questa si formava, per l’attività di cambio, uno strato di cellule allungate, a spessa parete, detto periderma o corteccia secondaria. Numerosi generi erano caratterizzati da foglie inserite su cuscinetti fogliari; al loro distacco esse lasciavano a cicatrice, che presenta grande importanza morfologica nella classificaione. Le foglie di ligula, erano lineari aghiformi e disposte a spirale sul tronco e sui rami. Le dimensioni variavano da 1 centimetro a oltre un metro di lunghezza e, nella maggior parte dei casi, era presente una sola nervatura. Tutte le Lepidodendrali erano eterosporee.

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