Cos’è il “rinzaffo” e “l’arriccio” negli affreschi

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  • La composizione ideale della parete per l’affresco è data da mattoni in cotto, pietre porose e malta di calce. Il muro deve essere sano sotto ogni punto di vista, senza macchie di unto, chiodi o pezzi di legno, staccature di gesso o tracce di cemento. È molto importante che sia un luogo asciutto. L’umidità è nemica dell’intonaco, così come zone di salnitro o muffe non offrono serie garanzie.
  • Il “rinzaffo” è una prima stesura di malta, fatta di calce spenta e sabbia grossa, che viene gettata senza lisciare, per ottenere una superficie scabra su cui si può aggrappare il secondo strato. È utile a livellare le diverse sporgenze dei sassi o mattoni. L’arriccio è una malta di calce spenta o grassello e sabbia di fiume. Va gettato sopra il rinzaffo e steso in uno spessore di circa un centimetro, lasciando anche in questo caso la superficie grezza per favorire l’adesione dello strato successivo.
  • Il termine “arriccio” indica il movimento rotatorio del frattazzo (la spatola di forma quadrangolare, usata in edilizia per reggere e poi a lisciare la malta, e l’intonaco) che lascia delle tracce a riccioli. L’arriccato può essere fatto con “pozzolana” (= materiale naturale di origine vulcanica) o con “cocciopesto” (= materiale composto di frammenti di tegole o mattoni minutamente frantumati) in caso di rischio di lieve umidità. Può avere vari spessori per ottenere dei vari plastici in rilievo.

 

Cos’è la pittura a fresco? >>

 

Terminato lo studio del bozzetto, il disegno va riportato sulla parete con l’arriccio, per poter vedere l’effetto nella dimensione definitiva. L’operazione è facilitata usando la tecnica della “quadrettatura”. Questo lavoro, che poi scompare sotto l’intonaco, prende il nome di “sinopia”, perché veniva fatto con una terra rossa proveniente dalla città di Sinope.

La sinopia servirà per la realizzazione delle giornate; la scelta della superficie da lavorare va fatta in anticipo in base alla complessità e alla propria velocità di esecuzione, tenendo presente che si procederà dall’alto verso il basso per evitare di sporcare il lavoro già eseguito.

Dalla sinopia o dal bozzetto si ricavano i “cartoni” che sono disegni in grandezza naturale e possono essere dipinti in modo particolareggiato come studio per l’affresco. Gli antichi, compresi molti bizantini, lavoravano senza preparare sinopie o cartoni. L’uso dei cartoni si afferma solo nel primo rinascimento, in quanto effettivamente necessari sulle grandi superfici, dove è utile avere una visione globale della composizione.

   
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